Coronavirus - aggiornamenti statistiche in Italia

Contagiati: Aggiornamento incremento percentuale in Italia


ITALIA 24 GIUGNO 

 

ATTUALMENTE POSITIVI  18.655 (-918)

DECESSI 34.644

GUARITI/DIMESSI 186.111 (+1526)

CASI TOTALI 239.410 (+190)

RICOVERATI 1.610  ( -243)

TERAPIE INTENSIVE 107 (-8)
 


 

PROVINCIA DI LATINA 24 GIUGNO


ATTUALMENTE POSITIVI 39

DECESSI 35 (-) 

NEGATIVIZZATI 481     
 
CASI TOTALI 555 (-)

RICOVERATI 15

TERAPIE INTENSIVE 0 (-)



 

THE END


Dopo 3 mesi esatti concludiamo oggi, 15 giugno,  il punto quotidiano sull’emergenza sanitaria.
Siamo grati a  tutti coloro che hanno seguito le nostre analisi su fb, sul sito di inventaunfilm.it e su h24notizie, che ringraziamo infinitamente per la collaborazione.
 
Ci fa piacere che molti abbiano apprezzato anche apertamente il nostro “ottimismo”, che forse però era più realismo supportato da dati numerici.
 
Questo raccontavano i giornali più importanti intorno al 20 marzo: “Si teme il peggio nel Mezzogiorno per quanto riguarda la diffusione del Coronavirus. Il grande esodo verso il Sud Italia avvenuto nei giorni scorsi di chi studia o di chi lavora in Lombardia, in Emilia Romagna, in Piemonte e in Veneto potrebbe causare il picco per la diffusione dell'infezione polmonare.  Quello che allarma la protezione civile è il ritorno indiscriminato di chi vive solitamente nel Nord Italia e ha deciso di tornare nel suo paese di origine vicino ai familiari. Comprensibile la paura del contagio e il desiderio di tornare vicino ai propri cari, ma questo si teme possa avere delle ripercussioni devastanti. C'è un dato ben preciso su cui la protezione civile fonda i propri allarmismi: circa il 15 per cento delle persone controllate nelle principali stazioni pugliesi, in particolare, avevano la febbre. E non è un caso, forse, che ora molti dei contagiati nel Mezzogiorno sono i genitori di chi è tornato al Sud.”
 
Noi negli stessi giorni invece scrivevamo questo:L’incremento percentuale a 5 giorni sui dati regionali ci confermano che il centro e il sud Italia saranno risparmiati dal numero a livello assoluto di contagi che hanno contraddistinto alcune zone del Nord Italia. Le misure restrittive sono state prese in tempo per evitare al centro a al sud una crescita esponenziale dei contagi in questa ondata.”
 
Poi dagli inizi di aprile studiando l’andamento dei nuovi ricoveri quotidiani nella provincia di Latina, ricostruito in base ai bollettini diramati giorno dopo giorno dall’Azienda Sanitaria Locale di Latina, avevamo avuto la certezza che la situazione fosse in netto miglioramento per tutta la penisola: la percentuale dei nuovi positivi ricoverati era già allora diminuita moltissimo rispetto a quella dei nuovi positivi ricoverati a domicilio.
 
Eppure intorno al 25 aprile un documento proveniente dall’Istituto superiore di sanità adottato dal Comitato tecnico scientifico prevedeva ,in uno dei suoi modelli, ospedali italiani chiamati a fronteggiare 151.000 ricoveri in terapia intensiva intorno all’8 giugno. Da qui la scelta di fine aprile dell’Esecutivo di procedere inizialmente alla fase 2 con molta (dal nostro punto di vista eccessiva) cautela.
 
Nello stesso periodo noi infatti scrivevamo: “non ci aspettiamo dopo le riaperture un rialzo del numero dei contagiati: qualche nuovo focolaio capiterà sicuramente, ma i numeri dei nuovi positivi a nostro avviso tenderanno sempre man mano a decrescere e non a crescere.”
 
E noi? Siamo stati “immuni” da errori? Rileggendo tutti i nostri post e riguardando tutti gli articoli troverete la risposta! :-D
 
Interrompiamo qui il nostro punto ma saremo pronti a riprendere qualora ci fossero notizie o situazioni particolari che si venissero a creare. I dati aggiornati e le tabelle, ancora per qualche periodo, comunque,  saranno disponibili intorno alle 18.30 in questa pagina.
 
Nei prossimi giorni controllate i numeri di decessi e soprattutto quello delle terapie intensive e dei ricoverati. Se tenderanno man mano a decrescere la situazione sarà ottimale e non bisognerà preoccuparsi  anche se qualche altro dato sarà in controtendenza. 
 
Un saluto e un abbraccio a tutti!
 
 
 
 

 

Casi totali al 15 giugno - Nuovi casi accertati il 15 giugno - Media giornaliera dei casi accertati nelle ultime 2 settimane - Rapporto tra le medie dei casi accertati nelle ultime 2 settimane

  Casi Casi 15 giugno MG Casi 2 - 8 giugno MG Casi 9 - 15 giugno Rapporto medie casi ultime 2 settimane
Italia 237290 301 297,29 320,29 1,08
Lombardia 91917 259 195,86 218,29 1,11
Emilia Romagna 28084 11 17 22,29 1,31
Veneto 19220 1 4,71 4,71 1
Piemonte 31061 2 30,14 27,43 0,91
Toscana 10188 8 5,29 6,29 1,19
Marche 6762 4 2,43 2,14 0,88
Liguria 9887 8 15,29 8,71 0,57
Lazio 7958 3 12,86 18,57 1,44
Trento 4448 1 0,57 1,71 3
Campania 4613 4 3,14 2,14 0,68
Friuli Venezia Giulia 3296 0 1,43 1,71 1,2
Puglia 4516 1 2 0,57 0,29
Sicilia 3458 1 1,29 0,86 0,66
Bolzano 2611 -2 0,86 1 1,16
Abruzzo 3279 0 2,86 2 0,7
Umbria 1436 0 0,14 0,57 4,08
Sardegna 1363 0 0,71 0,14 0,19
Valle d'Aosta 1191 0 0,57 0 0
Calabria 1162 0 0,14 0,43 3,06
Basilicata 401 0 0 0,29  
Molise  439 0 0 0,43  




 

IL PUNTO STATISTICO DOPO I DATI DEL 14 GIUGNO

Casi totali al 14 giugno - Nuovi casi accertati il 14 giugno - Media giornaliera dei casi accertati nelle ultime 2 settimane - Rapporto tra le medie dei casi accertati nelle ultime 2 settimane

  Casi Casi 14 giugno MG Casi 1 - 7 giugno MG Casi 8 - 14 giugno Rapporto medie casi ultime 2 settimane
Italia 236989 338 282,71 317,29 1,12
Lombardia 91658 244 175,29 209 1,19
Emilia Romagna 28073 17 16,86 23,57 1,4
Veneto 19219 7 4,43 5,14 1,16
Piemonte 31059 30 31,14 29,14 0,94
Toscana 10180 8 4,43 6,43 1,45
Marche 6758 4 2,14 1,86 0,87
Liguria 9879 4 21,29 9,57 0,45
Lazio 7955 14 12 20,43 1,7
Trento 4447 1 0,71 1,71 2,41
Campania 4609 1 3,43 1,86 0,54
Friuli Venezia Giulia 3296 0 1,43 1,86 1,3
Puglia 4515 0 2,43 0,57 0,24
Sicilia 3457 1 2,57 0,86 0,33
Bolzano 2613 3 0,86 1,43 1,66
Abruzzo 3279 4 3 2 0,67
Umbria 1436 0 0,14 0,57 4,08
Sardegna 1363 0 0,86 0,14 0,16
Valle d'Aosta 1191 0 1 0 0
Calabria 1162 0 0,14 0,43 3,06
Basilicata 401 0 0 0,29  
Molise  439 0 0 0,43  

THE END

Dopo 3 mesi esatti concludiamo oggi il punto quotidiano sull’emergenza sanitaria.
Siamo grati a  tutti coloro che hanno seguito le nostre analisi su fb, sul sito di inventaunfilm.it e su h24notizie, che ringraziamo infinitamente per la collaborazione.
 
Ci fa piacere che molti abbiano apprezzato anche apertamente il nostro “ottimismo”, che forse però era più realismo supportato da dati numerici.
 
Questo raccontavano i giornali più importanti intorno al 20 marzo: “Si teme il peggio nel Mezzogiorno per quanto riguarda la diffusione del Coronavirus. Il grande esodo verso il Sud Italia avvenuto nei giorni scorsi di chi studia o di chi lavora in Lombardia, in Emilia Romagna, in Piemonte e in Veneto potrebbe causare il picco per la diffusione dell'infezione polmonare.  Quello che allarma la protezione civile è il ritorno indiscriminato di chi vive solitamente nel Nord Italia e ha deciso di tornare nel suo paese di origine vicino ai familiari. Comprensibile la paura del contagio e il desiderio di tornare vicino ai propri cari, ma questo si teme possa avere delle ripercussioni devastanti. C'è un dato ben preciso su cui la protezione civile fonda i propri allarmismi: circa il 15 per cento delle persone controllate nelle principali stazioni pugliesi, in particolare, avevano la febbre. E non è un caso, forse, che ora molti dei contagiati nel Mezzogiorno sono i genitori di chi è tornato al Sud.”
 
Noi negli stessi giorni invece scrivevamo questo:L’incremento percentuale a 5 giorni sui dati regionali ci confermano che il centro e il sud Italia saranno risparmiati dal numero a livello assoluto di contagi che hanno contraddistinto alcune zone del Nord Italia. Le misure restrittive sono state prese in tempo per evitare al centro a al sud una crescita esponenziale dei contagi in questa ondata.”
 
Poi dagli inizi di aprile studiando l’andamento dei nuovi ricoveri quotidiani nella provincia di Latina, ricostruito in base ai bollettini diramati giorno dopo giorno dall’Azienda Sanitaria Locale di Latina, avevamo avuto la certezza che la situazione fosse in netto miglioramento per tutta la penisola: la percentuale dei nuovi positivi ricoverati era già allora diminuita moltissimo rispetto a quella dei nuovi positivi ricoverati a domicilio.
 
Eppure intorno al 25 aprile un documento proveniente dall’Istituto superiore di sanità adottato dal Comitato tecnico scientifico prevedeva ,in uno dei suoi modelli, ospedali italiani chiamati a fronteggiare 151.000 ricoveri in terapia intensiva intorno all’8 giugno. Da qui la scelta di fine aprile dell’Esecutivo di procedere inizialmente alla fase 2 con molta (dal nostro punto di vista eccessiva) cautela.
 
Nello stesso periodo noi infatti scrivevamo: “non ci aspettiamo dopo le riaperture un rialzo del numero dei contagiati: qualche nuovo focolaio capiterà sicuramente, ma i numeri dei nuovi positivi a nostro avviso tenderanno sempre man mano a decrescere e non a crescere.”
 
E noi? Siamo “immuni” da errori? Rileggendo tutti i nostri post e riguardando tutti gli articoli troverete la risposta! :-D
 
Interrompiamo qui il nostro punto ma saremo pronti a riprendere qualora ci fossero notizie o situazioni particolari che si venissero a creare. I dati aggiornati e le tabelle, ancora per qualche periodo, comunque,  saranno disponibili intorno alle 18.30 in questo articolo.
 
 
Nei prossimi giorni controllate i numeri di decessi e soprattutto quello delle terapie intensive e dei ricoverati. Se tenderanno man mano a decrescere la situazione sarà ottimale e non bisognerà preoccuparsi  anche se qualche altro dato sarà in controtendenza. 
 
Un saluto e un abbraccio a tutti!
 








 

IL PUNTO STATISTICO DOPO I DATI DEL 13 GIUGNO

Casi totali al 13 giugno - Nuovi casi accertati il 13 giugno - Media giornaliera dei casi accertati nelle ultime 2 settimane - Rapporto tra le medie dei casi accertati nelle ultime 2 settimane

  Casi Casi 13 giugno MG Casi 31 maggio - 6 giugno MG Casi 7 - 13 giugno Rapporto medie casi ultime 2 settimane
Italia 236651 346 305,29 297,14 0,97
Lombardia 91414 210 187,43 192 1,02
Emilia Romagna 28056 28 19,29 23,14 1,2
Veneto 19212 13 5,14 4,29 0,83
Piemonte 31029 40 37,43 26,29 0,7
Toscana 10172 7 4,86 5,43 1,12
Marche 6754 2 2,14 1,71 0,8
Liguria 9875 4 21,14 10,86 0,51
Lazio 7941 25 12,29 20 1,63
Trento 4446 3 0,71 1,71 2,41
Campania 4608 0 3,57 2,29 0,64
Friuli Venezia Giulia 3296 6 1,71 1,86 1,09
Puglia 4515 0 3 0,57 0,19
Sicilia 3456 1 1,14 0,86 0,75
Bolzano 2610 2 0,57 1,43 2,51
Abruzzo 3275 4 3 2,43 0,81
Umbria 1436 0 0 0,71  
Sardegna 1363 0 0,86 0,14 0,17
Valle d'Aosta 1191 0 0,86 0,29 0,33
Calabria 1162 1 0,14 0,43 3,06
Basilicata 401 0 0 0,29  
Molise  439 0 0 0,43  

coronavirus statistiche roma milano torino

ROMA E MILANO IN LEGGERO AFFANNO

Scende leggermente il numero dei casi accertati in Italia il 13 giugno rispetto a quello del giorno precedente: 346 (393). 
 
Ancora in discesa il numero degli attualmente positivi nella penisola: 27485  (-1512): -5,21%.
 
Restano sotto quota 100 i nuovi decessi:78 nella giornata di ieri, compresi più di 20 frutto di ricalcoli di periodi precedenti (56 nella giornata precedente).
 
In calo per il 69° giorno consecutivo il numero delle persone che occupa le terapie intensive: 220 (227  il giorno precedente). Il numero dei pazienti contemporaneamente ricoverati negli ospedali scende a 3747 (3893 il giorno precedente).
 
 
Il rapporto positivi/tamponi in Italia di ieri sale a 0,695% (0,556% il giorno precedente). Sale anche quello della Lombardia 2,217% (1,833%  il giorno precedente).
 
L’indice Rt, dopo i dati comunicati il 13 giugno, sale a 0,70  per  l’Italia e a 0,75 per la  Lombardia.
 
Nella tabella troviamo nella prima colonna i casi accertati da inizio epidemia.
 
Nella seconda colonna della Tabella i nuovi casi positivi accertati ieri.
Le due colonne successive ci indicano la media giornaliera dei casi calcolata nelle ultime due settimane, cioè dal 31 maggio al 6 giugno e dal 7 al 13 giugno.
 
L’ultima colonna ci indica il rapporto tra questi due valori: quindi dove il numero è superiore ad 1 vuol dire che la media dell’ultima settimana è maggiore e quindi la situazione è peggiore.
 
Da tenere sotto controllo, per rapporto delle medie, Lazio (1,63), Lombardia (1.02) ed Emilia Romagna (1,20), anche se il continuo calo di persone contemporaneamente ricoverate negli ospedali anche in queste regioni è confortante.
 
Nel grafico vediamo l’andamento delle medie giornaliere dei casi accertati nelle ultime tre settimane nelle province di Milano, Torino e Roma.
 
Si nota una maggiore difficoltà di abbassare la curva epidemiologica nelle grandi città e nelle loro aree adiacenti rispetto a province con capoluoghi meno abitati o con meno densità abitativa.
 
Nel caso di Roma l’aumento dei casi accertati non è collegabile alle riaperture del 4 maggio, 18 maggio o 3 giugno ma ad un focolaio sviluppatosi da qualche giorno nell’ IRCCS San Raffaele La Pisana a cui se ne è aggiunto  un secondo, rilevato in un palazzo occupato a Garbatella.     





 

IL PUNTO STATISTICO DOPO I DATI DEL 12 GIUGNO

TABELLA 1: Casi totali al 12 giugno - Nuovi casi accertati il 12 giugno - Media giornaliera dei casi accertati nelle ultime 2 settimane - Rapporto tra le medie dei casi accertati nelle ultime 2 settimane

  Casi Casi 12 giugno Mg Casi 30 maggio - 5 giugno Mg Casi 6 - 12 giugno Rapporto medie casi ultime 2 settimane
Italia 236305 163 326,14 286,29 0,88
Lombardia 91204 272 198,71 182,29 0,92
Emilia Romagna 28028 33 19,71 21,57 1,09
Veneto 19199 0 5,71 3,57 0,63
Piemonte 30989 31 43,71 26 0,59
Toscana 10165 7 5,86 5,14 0,88
Marche 6752 1 2,43 1,71 0,71
Liguria 9871 7 23,86 12,14 0,51
Lazio 7916 27 9,14 20,43 2,24
Trento 4443 2 0,71 143 2,01
Campania 4608 -230 5 2,29 0,46
Friuli Venezia Giulia 3290 3 1,86 1,43 0,77
Puglia 4515 2 3,57 1,14 0,32
Sicilia 3455 0 1,14 1 0,8
Bolzano 2608 2 0,57 1,29 2,26
Abruzzo 3271 4 2,86 2 0,7
Umbria 1436 0 0 0,71  
Sardegna 1363 1 0,43 0,57 1,33
Valle d'Aosta 1191 1 0,71 0,57 0,8
Calabria 1161 0 0,14 0,29 2,04
Basilicata 401 0 0 0,29  
Molise  439 0 0 0,43  
 

TABELLA 2: Ricoverati contemporaneamente al 10 giugno - Ricoverati contemporaneamente al 12 giugno - Incremento percentuale a 2 giorni degli attualmente ricoverati

  Ricoverati 10 giugno Ricoverati 12 giugno IP2G Ricoverati
Italia 4320 3893 -9,88
Lombardia 2565 2357 -8,11
Emilia Romagna 228 200 -12,28
Veneto 66 49 -25,76
Piemonte 564 527 -6,56
Toscana 40 36 -10
Marche 29 22 -24,14
Liguria 110 103 -6,36
Lazio 368 293 -20,38
Trento 6 5 -16,67
Campania 74 61 -17,57
Friuli Venezia Giulia 25 18 -28
Puglia 71 61 -14,09
Sicilia 40 34 -15
Bolzano 7 8 14,29
Abruzzo 83 76 -8,43
Umbria 13 10 -23,08
Sardegna 9 10 11,11
Valle d'Aosta 3 6 100
Calabria 18 16 -11,11
Basilicata 1 0 -100
Molise  0 1  

COME SCENDONO I RICOVERATI!

Scende sotto i 30.000 il numero degli attualmente positivi dopo i dati del 12 giugno: 28997 (-1640): -5,32%.
 
In trend discendente anche i nuovi decessi: 56  nella giornata di ieri (53 nella giornata precedente).
 
In calo per il 69° giorno consecutivo il numero delle persone che occupa le terapie intensive: 227 (236  il giorno precedente).
 
Il rapporto positivi/tamponi in Italia di ieri scende a 0,556% (0,721% il giorno precedente). Quello della Lombardia scende a 1,833% (1,884% il giorno precedente).
 
L’indice Rt, dopo i dati comunicati il 12 giugno, scende a  0,65  per  l’Italia e a 0,66 per la  Lombardia.
 
Nella tabella 1 troviamo nella prima colonna i casi accertati da inizio epidemia.
 
Nella seconda colonna della Tabella 1 i nuovi casi positivi accertati ieri. 393 i nuovi positivi accertati in Italia il 12 giugno, anche se risultano 230 in meno per un ricalcolo della Regione Campania.
 
Le due colonne successive ci indicano la media giornaliera dei casi calcolata nelle ultime due settimane, cioè dal 30 maggio al 5 giugno e dal 6 al 12 giugno.
 
L’ultima colonna ci indica il rapporto tra questi due valori: quindi dove il numero è superiore ad 1 vuol dire che la media dell’ultima settimana è maggiore e quindi la situazione è peggiore.
 
Per un focolaio sviluppatosi da qualche giorno nell’ IRCCS San Raffaele La Pisana, la Regione Lazio ha il rapporto peggiore con 2,34.
 
 
Ma in realtà, come è ben evidenziato dalla Tabella 2, le persone contemporaneamente ricoverate scendono praticamente in tutta Italia.
 
Rispetto a 2 giorni prima il Lazio ha meno del 20% di pazienti contemporaneamente ricoverati.
Veneto, Marche ed Umbria il 12 giugno hanno addirittura il 25% di pazienti in meno rispetto al 10 giugno. 
 
Il numero dei pazienti contemporaneamente ricoverati negli ospedali scende sotto i 4000: 3893 il dato di ieri.
 
Nonostante le riaperture i casi medi e gravi continuano a diminuire velocemente e con costanza.
    



 

IL PUNTO STATISTICO DOPO I DATI DELL'11 GIUGNO

TABELLA 1: Casi totali all'11 giugno - Nuovi casi accertati l'11 giugno - Media giornaliera dei casi accertati nelle ultime 2 settimane  - Rapporto tra le medie dei casi accertati nelle ultime 2 settimane

  Casi Casi 11 giugno MG Casi 29 maggio - 4 giugno MG Casi 5 - 11 giugno Rapporto medie casi ultime 2 settimane
Italia 236142 379 325,86 304,14 0,93
Lombardia 90932 252 191,86 200,86 1,05
Emilia Romagna 27995 25 22,71 19,29 0,85
Veneto 19199 5 6,14 4,43 0,72
Piemonte 30958 42 44,71 28,57 0,64
Toscana 10158 10 5,14 5,14 1
Marche 6751 1 2,71 1,86 0,69
Liguria 9864 10 23,86 13,14 0,55
Lazio 7889 20 10,14 17,86 1,76
Trento 4441 2 1,14 1,14 1
Campania 4837 3 6,43 2,14 0,33
Friuli Venezia Giulia 3287 1 2,43 1,14 0,47
Puglia 4513 1 3,14 1,43 0,45
Sicilia 3455 0 1,29 1,14 0,89
Bolzano 2606 2 0,43 1,14 2,66
Abruzzo 3267 1 2,57 1,71 0,67
Umbria 1436 0 0 0,71  
Sardegna 1362 1 0,29 0,71 2,46
Valle d'Aosta 1191 0 0,71 0,57 0,8
Calabria 1161 2 0 0,43  
Basilicata 401 1 0 0,29  
Molise  439 0 0,14 0,43 3,06
 

TABELLA 2: Media giornaliera dei casi accertati nell'ultima settimana - Previsione della media dei casi per l'11 luglio - Posti di terapia intensiva occupati l'11 giugno - Previsione terapie per l'11 luglio

  MG Casi 5 - 11 giugno Previsione MG Casi 5 - 11 luglio Terapie 11 giugno Previsione Terapie 11 luglio
Italia 304,14 87,81 236 56
Lombardia 200,86 70,68 97 27
Resto d'Italia 103,28 17,13 139 29

COME SARA’ LA SITUAZIONE TRA UN MESE CON QUESTO TREND?

Continua a scendere il numero degli attualmente positivi dopo i dati dell’11 giugno: 30637 (-1073 ).
 
In calo anche i nuovi decessi: 53  nella giornata di ieri (71 nella giornata precedente).
 
In calo per il 68° giorno consecutivo il numero delle persone che occupa le terapie intensive: 236 (249  il giorno precedente).
 
Scende il numero dei pazienti contemporaneamente ricoverati negli ospedali: 4131  (4320 il giorno precedente).
 
Nella tabella 1 troviamo nella prima colonna i casi accertati da inizio epidemia.
 
Nella seconda colonna della Tabella 1 i nuovi casi positivi accertati ieri. 379 i nuovi positivi accertati in Italia l’11 giugno.
 
Le due colonne successive ci indicano la media giornaliera dei casi calcolata nelle ultime due settimane, cioè dal 29 maggio al 4 giugno e dal 5 all’11 giugno.
 
L’ultima colonna ci indica il rapporto tra questi due valori: quindi dove il numero è superiore ad 1 vuol dire che la media dell’ultima settimana è maggiore e quindi la situazione è peggiore.
 
Tra le regioni con più di 10 casi accertati il rapporto tra le medie settimanali  è superiore ad 1 nella Lombardia (1,05) e nel Lazio (1,76).
 
La situazione a nostro avviso non è preoccupante in quanto in entrambe le regioni sono in calo costante sia il numero delle persone contemporaneamente ricoverate e sia quelle in terapia intensiva.
 
Il rialzo della media nel Lazio è dovuto ad un focolaio sviluppatosi da qualche giorno nell’ IRCCS San Raffaele La Pisana, ma il tracciamento è risultato rapido e i numeri sono già in calo.
 
Per quanto riguarda la Lombardia è confortante anche il numero di chiamate al pronto soccorso per motivi respiratori od infettivi, che il 10 giugno (ultimo dato utile) è il più basso nell’anno solare 2020.   
 
Il rapporto positivi/tamponi in Italia di ieri sale a 0,721%. Quello della Lombardia a 1,884%.
 
L’indice Rt, dopo i dati comunicati l’11 giugno, sale a 0,67  per  l’Italia e a 0,75 per la  Lombardia.
 
Nell’ultimo mese, nonostante l’allentamento delle misure restrittive, abbiamo assistito in Italia ad un calo consistente di nuovi casi accertati, di decessi e della pressione sulle strutture ospedaliere.
 
Se il mese prossimo avessimo un trend come quello registrato negli ultimi 30 giorni la situazione sarebbe quella evidenziata nella seconda e nella quarta colonna della Tabella 2.
 
La media giornaliera dei nuovi casi scenderebbe a 87,21 (70,68 in Lombardia e 17,13 in tutto il resto d’Italia). I posti in terapia intensiva occupati in tutta Italia l’11 luglio sarebbero 56 (27 in Lombardia e 29 nel resto d’Italia).
 
Chiaramente a causa dell’allentamento delle misure restrittive la linea temporale degli azzeramenti si è spostata più avanti, ma il numero sempre più ridotto di nuovi casi accertati e soprattutto la percentuale di casi gravi notevolmente ridotta dimostra che, a parte qualche isolato focolaio, la situazione da fine marzo in Italia è in continuo e costante miglioramento. 



 

IL PUNTO STATISTICO DOPO I DATI DEL 10 GIUGNO

TABELLA 1: Casi totali al 10 giugno - Nuovi casi accertati il 10 giugno - Media giornaliera dei casi accertati nelle ultime 2 settimane - Rapporto tra le medie dei casi accertati nelle ultime 2 settimane

  Casi Casi 10 giugno MG Casi 28 maggio - 3 giugno MG Casi 4 - 10 giugno Rapporto medie casi ultime 2 settimane
Italia 235763 202 385,29 275,29 0,71
Lombardia 90680 99 234,43 176,86 0,75
Emilia Romagna 27970 24 30,71 18,29 0,59
Veneto 19194 3 7,29 4,29 0,59
Piemonte 30916 26 49,57 26 0,52
Toscana 10148 3 5,57 3,86 0,69
Marche 6750 3 2,43 2,14 0,88
Liguria 9854 20 23,14 14,71 0,64
Lazio 7869 18 11,57 16,57 1,43
Trento 4439 0 1,57 0,86 0,55
Campania 4834 1 6,86 1,86 0,27
Friuli Venezia Giulia 3286 2 3 1,43 0,48
Puglia 4512 0 2,86 1,86 0,65
Sicilia 3455 1 1,71 1,14 0,67
Bolzano 2604 0 0,71 0,86 1,21
Abruzzo 3266 0 2,43 2 0,82
Umbria 1436 1 0 0,71  
Sardegna 1361 0 0,29 0,57 1,97
Valle d'Aosta 1191 0 0,86 0,57 0,66
Calabria 1159 0 0 0,14  
Basilicata 400 0 0 0,14  
Molise  439 1 0,29 0,43 1,48
 

TABELLA 2: Numero di persone contemporanemnte ricoverate - Numero di persone in Terapia intensiva - Media giornaliera dei casi accertati nel periodo 4 - 10 giugno.

  Ricoverati Terapia Intensiva MG Casi 4 - 10 giugno
Italia 4320 249 275,29
Lombardia 2565 98 176,86
Emilia Romagna 228 25 18,29
Veneto 66 0 4,29
Piemonte 564 35 26
Toscana 40 15 3,86
Marche 29 0 2,14
Liguria 110 3 14,71
Lazio 368 47 16,57
Trento 6 1 0,86
Campania 74 2 1,86
Friuli Venezia Giulia 25 1 1,43
Puglia 71 4 1,86
Sicilia 40 6 1,14
Bolzano 7 2 0,86
Abruzzo 83 5 2
Umbria 13 2 0,71
Sardegna 9 1 0,57
Valle d'Aosta 3 0 0,57
Calabria 18 0 0,14
Basilicata 1 0 0,14
Molise  0 2 0,43



 

IL PUNTO STATISTICO DOPO I DATI DEL 9 GIUGNO

Casi totali al 9 giugno - Nuovi casi accertati il 9 giugno - Media giornaliera dei casi accertati nelle ultime 2 settimane - Rapporto tra le medie dei casi accertati nelle ultime 2 settimane

  Casi Casi 9 giugno MG Casi 27 maggio - 2 giugno MG Casi 3 - 9 giugno Rapporto medie casi ultime 2 settimane
Italia 235561 283 422,86 292,29 0,69
Lombardia 90581 192 255,43 196,57 0,77
Emilia Romagna 27946 18 31 16,86 0,54
Veneto 19191 4 8,14 4,14 0,51
Piemonte 30890 21 57,29 25 0,44
Toscana 10145 1 6,71 4 0,6
Marche 6747 0 2,29 1,86 0,81
Liguria 9834 8 26,29 14,29 0,54
Lazio 7851 23 11,71 15,43 1,32
Trento 4439 3 2,43 1 0,41
Campania 4833 5 6 3,43 0,57
Friuli Venezia Giulia 3284 0 3,57 1,14 0,32
Puglia 4512 0 4,14 2 0,48
Sicilia 3454 2 2,43 1 0,41
Bolzano 2604 0 0,71 0,85 1,2
Abruzzo 3266 1 2,71 2,43 0,9
Umbria 1435 3 0 0,57  
Sardegna 1361 -1 0,43 0,57 1,33
Valle d'Aosta 1191 0 0,86 0,57 0,67
Calabria 1159 0 0,14 0,14 1
Basilicata 400 1 0 0,14  
Molise  438 2 0,57 0,29 0,5
coronavirus statistiche germania svezia italia
ITALIA MEGLIO DELLA GERMANIA. PEGGIORA LA SVEZIA
 
Continuano le notizie positive  in Italia anche dopo i dati comunicati il 9  giugno: 283  i nuovi positivi accertati.
 
Scende di molto il numero degli attualmente positivi: 32872  (-1858 ): - 5,35% in una sola giornata
 
Ancora sotto quota 100 i nuovi decessi: 79 nella giornata di ieri, di cui 32 della regione Abruzzo non comunicati in precedenza .
 
In calo ( e stavolta consistente)  per il 66° giorno consecutivo il numero delle persone che occupa le terapie intensive: 263  (283  il giorno precedente): - 7,07%.
 
Scende il numero dei pazienti contemporaneamente ricoverati negli ospedali: 4581  (4729 il giorno precedente).
 
Nella tabella 1 troviamo nella prima colonna i casi accertati da inizio epidemia.
 
Nella seconda colonna della Tabella 1  i nuovi casi positivi accertati ieri.
 
Le due colonne successive ci indicano la media giornaliera dei casi calcolata nelle ultime due settimane, cioè dal 27 maggio a 2 giugno e dal 3 al 9 giugno.
 
L’ultima colonna ci indica il rapporto tra questi due valori: quindi dove il numero è superiore ad 1 vuol dire che la media dell’ultima settimana è maggiore e quindi la situazione è peggiore. Non ci sono al momento regioni italiane con  un rapporto che possa destare segnali  di preoccupazione.
 
 
Il rapporto positivi/tamponi in Italia di ieri scende a 0,515%;
Confortante  anche in Lombardia il rapporto positivi/tamponi di ieri: 1,95%.
 
L’indice Rt, dopo i dati comunicati il  9 giugno, è 0,56 per  l’Italia e 0,64 per la  Lombardia.
 
Nel grafico di oggi l’andamento di tre nazioni, che nel periodo dal 20 al 26 maggio avevano una media di casi giornalieri pressoché simile: Italia, Germania e Svezia.
 
La nazione che migliora di più è l’Italia, che ha nell’ultima settimana una media di casi accertati migliore della Germania, come avevamo previsto peraltro nel punto del 14 maggio (quando l’Italia aveva in media più di 200 casi della nazione guidata dalla Cancelliera Merkel).
 
Ci sarebbe da chiedersi in base a quali parametri  alcune nazioni consentano l’ingresso di persone provenienti dalla Germania e non dall’Italia.
 
Molto peggiorata la situazione della Svezia ,che ha uno dei trend peggiori in Europa.  Ora la media giornaliera dei casi  nella nazione scandinava non è simile all’Italia, come nel periodo  dal 20 al 26 maggio, ma addirittura più di 3 e volte e mezzo superiore.  



 

IL PUNTO STATISTICO DOPO I DATI DELL'8 GIUGNO

TABELLA 1: Casi totali all'8 giugno - Nuovi casi accertati l'8 giugno - Media giornaliera dei casi accertati nelle ultime 2 settimane - Rapporto tra le medie dei casi accertati nelle ultime 2 settimane

  Casi Casi 8 giugno MG Casi 26 maggio - 1 giugno MG Casi 2 - 8 giugno Rapporto medie casi ultime 2 settimane
Italia 235278 280 434,14 297,29 0,68
Lombardia 90389 194 251,43 195,86 0,78
Emilia Romagna 27928 20 31,71 17 0,54
Veneto 19187 4 8,14 4,71 0,58
Piemonte 30869 14 61,43 30,14 0,49
Toscana 10144 9 5,71 5,29 0,93
Marche 6747 2 2 2,43 1,21
Liguria 9826 14 31,71 15,29 0,48
Lazio 7828 16 13,57 12,86 0,95
Trento 4436 1 3,86 0,57 0,15
Campania 4828 2 7,29 3,14 0,43
Friuli Venezia Giulia 3284 1 4,86 1,43 0,29
Puglia 4512 1 4,43 2 0,45
Sicilia 3452 1 2,29 1,29 0,56
Bolzano 2604 1 0,71 0,86 1,21
Abruzzo 3265 0 2,57 2,86 1,11
Umbria 1432 0 0,14 0,14 1
Sardegna 1362 0 0,43 0,71 1,66
Valle d'Aosta 1191 0 1,14 0,57 0,5
Calabria 1159 0 0,14 0,14 1
Basilicata 399 0 0 0 0
Molise  436 0 0,57 0 0
 

TABELLA 2: Percentuale contagi su popolazione Casi accertati - Tasso di letalità apparente - Percentuale contagi su popolazione Casi probabili

  Percentuale contagi /popolazione - Casi accertati Tasso di letalità Percentuale contagi /popolazione - Casi probabili
Italia 0,39 14,44 5,632
Lombardia 0,898 18,035 17,675
Emilia Romagna 0,626 14,963 9,367
Veneto 0,391 10,189 3,984
Piemonte 0,709 12,809 9,081
Toscana 0,272 10,588 2,88
Marche 0,442 14,688 6,492
Liguria 0,634 15,317 9,711
Lazio 0,133 9,747 1,296
Trentino Alto Adige 0,657 10,739 7,055
Campania 0,083 8,824 0,732
Friuli Venezia Giulia 0,27 10,353 2,795
Puglia 0,112 11,636 1,303
Sicilia 0,069 8,053 0,556
Abruzzo 0,249 12,802 3,189
Umbria 0,162 5,307 0,86
Sardegna 0,083 9,618 0,798
Valle d'Aosta 0,948 12,091 11,462
Calabria 0,06 8,369 0,502
Basilicata 0,071 6,767 0,48
Molise  0,143 5,275 0,754

UN LOMBARDO SU 5 E’ STATO COLPITO DAL COVID?
QUALI LE REGIONI PIU’ A RISCHIO ORA?

Notizie ancora positive  in Italia anche dopo i dati comunicati l’8 giugno: 280  i nuovi positivi accertati.
 
Scende il numero degli attualmente positivi: 34730 (-562) .
Ancora sotto quota 100 i nuovi decessi: 65 comunicati nella giornata di ieri.
 
In calo per il 64° giorno consecutivo, anche se di poco,  il numero delle persone che occupa le terapie intensive: 283  (287  il giorno precedente).
 
Scende il numero dei pazienti contemporaneamente ricoverati negli ospedali: 4729  (4864 il giorno precedente).
 
Nella tabella 1 troviamo nella prima colonna i casi accertati da inizio epidemia.
 
Nella seconda colonna della Tabella 1  i nuovi casi positivi accertati ieri.
 
Le due colonne successive ci indicano la media giornaliera dei casi calcolata nelle ultime due settimane, cioè dal 26 maggio all’1 giugno e dal 2 all’8 giugno.
 
L’ultima colonna ci indica il rapporto tra questi due valori: quindi dove il numero è superiore ad 1 vuol dire che la media dell’ultima settimana è maggiore e quindi la situazione è peggiore. Non ci sono al momento regioni italiane con  un rapporto che possa destare elementi di preoccupazione.
 
Il rapporto positivi/tamponi in Italia  di ieri sale ad 1,03%;
 anche in Lombardia il rapporto positivi/tamponi di ieri sale a 4,38% .
 
L’indice Rt, dopo i dati comunicati il  giorno 8 giugno, è 0,55 per  l’Italia e 0,65 per la  Lombardia.
 
Nella prima colonna della Tabella 2 la percentuale di contagiati accertati in base alla numerosità della popolazione nelle varie regioni italiane.
 
A sorpresa non è la Lombardia (0,898%) la regione con la percentuale più alta, ma la Valle d’Aosta (0,948%).
 
Nella seconda colonna della Tabella 2 il tasso di letalità apaprente, ovvero il rapporto tra decessi ufficiali e casi totali accertati. Il tasso di letalità peggiore è nettamente della Lombardia (18,035). Come abbiamo scritto ripetutamente un tasso di letalità maggiore non significa nella quasi totalità delle situazioni un virus più cattivo o medici meno efficienti, ma  un tasso di letalità apparente più alto ci indica semplicemente di quanto sia sottostimato il numero reale dei positivi.
 
Molise con 5,272 e Umbria con 5,307 sono le regioni con tasso di letalità minore.
 
Nella terza colonna abbiamo moltiplicato i valori delle prime due colonne per trovarci una percentuale di contagi sulla popolazione più probabile, supponendo un tasso di letalità reale dell’1%.
 
In realtà il tasso di letalità reale probabilmente si dovrebbe avvicinare al 2%, ma avvicinandolo all’1% si tiene conto in questa analisi di oggi del fatto che si sta evidenziando dai risultati dei test sierologici, cioè che il Covid 19 fosse presente nella nostra penisola già dall’autunno scorso.
 
In questo modo, come si evince dall’ultima colonna della Tabella 2,  risulterebbe che più del 17% dei Lombardi sia stato già colpito dal Covid, mentre nel Lazio questa percentuale sarebbe compresa tra l’1  e il 2%, percentuali non molto dissimili da quelle che potrebbero risultare  dai test sierologici a campione.
 
La Basilicata con solo 0,48% di casi sulla popolazione potrebbe essere stata la regione meno colpita per numero di abitanti.
 
Ma proprio Calabria, Basilicata, Sicilia, Molise ed Umbria, proprio perché le meno colpite, sono anche le regioni  con un numero più elevato più suscettibili e quindi più a rischio in caso di nuovi focolai che dovessero verificarsi .   



 

IL PUNTO STATISTICO DOPO I DATI DEL 7 GIUGNO

TABELLA 1 Casi totali al 7 giugno - Nuovi casi accertati il 7 giurno - Media giornaliera dei casi accertati nelle ultime 2 settimane - Rapporto tra le medie dei casi accertati nelle ultime 2 settimane

  Casi Casi 7 giugno MG Casi 25 - 31 maggio MG Casi 1 - 7 giugno Rapporto medie casi ultime 2 settimane
Italia 234998 197 451,57 282,71 0,63
Lombardia 90195 125 265,43 175,29 0,66
Emilia Romagna 27908 14 33,14 16,86 0,51
Veneto 19183 1 9,43 4,43 0,47
Piemonte 30855 10 65,29 31,14 0,48
Toscana 10135 1 6 4,43 0,74
Marche 6745 3 2,29 2,14 0,94
Liguria 9812 13 26,14 21,29 0,81
Lazio 7812 11 14,43 12 0,83
Trento 4435 1 3,71 0,71 0,19
Campania 4826 4 7,57 3,43 0,45
Friuli Venezia Giulia 3283 0 5,29 1,43 0,27
Puglia 4511 0 5,14 2,43 0,47
Sicilia 3451 1 2,86 2,57 0,9
Bolzano 2603 3 0,57 0,86 1,5
Abruzzo 3265 7 2,57 3 1,17
Umbria 1432 1 0,14 0,14 1
Sardegna 1362 0 0 0,86  
Valle d'Aosta 1191 2 0,86 1 1,16
Calabria 1159 0 0,14 0,14 1
Basilicata 399 0 0 0 0
Molise  436 0 0,57 0 0
 

TABELLA 2: Percentuale % di contagi su popolazione

Qatar 2,332 Regno Unito 0,422
San Marino 2,004 Armenia 0,417
Città del Vaticano 1,942 Italia 0,389
Andorra 1,103 Emirati Arabi 0,387
Bahrain 0,845 Panama 0,371
Kuwait 0,729 Svizzera 0,358
Cile 0,668 Maldive 0,352
Lussemburgo 0,645 Portogallo 0,337
Singapore 0,641 Brasile 0,317
Perù 0,582 Russia 0,314
USA 0,58 Oman 0,314
Islanda 0,529 Francia 0,292
Spagna 0,516 Arabia Saudita 0,284
Irlanda 0,51 Olanda 0,277
Belgio 0,51 Canada 0,256
Bielorussia 0,505 Ecuador 0,242
Gibuti 0,469 Moldova 0,236
Svezia 0,435 Germania 0,221

PEGGIO USA O BRASILE? NO! IL QATAR!
ITALIA E’ VENTUNESIMA PER PERCENTUALE DI CONTAGI ACCERTATI IN BASE ALLA NUMEROSITA’ DELLA POPOLAZIONE

Notizie ancora confortanti in Italia anche dopo i dati comunicati il 7 giugno: 197 i nuovi positivi accertati (270 il giorno precedente).
 
Scende il numero degli attualmente positivi: 35262 (-615)  e  così anche il numero di nuovi decessi: 53 (72 il giorno precedente).
 
In calo per il 63° giorno consecutivo il numero delle persone che occupa le terapie intensive: 287  (293  il giorno precedente).
 
Scende sotto i 5.000  il numero dei pazienti contemporaneamente ricoverati negli ospedali: 4864  (5002 il giorno precedente).
 
Nella tabella 1 troviamo nella prima colonna i casi accertati da inizio epidemia.
 
Nella seconda colonna della Tabella 1  i nuovi casi positivi accertati ieri.
 
Le due colonne successive ci indicano la media giornaliera dei casi calcolata nelle ultime due settimane, cioè dal 25 al 31 maggio e dall’1 al 7 giugno.
 
L’ultima colonna ci indica il rapporto tra questi due valori: quindi dove il numero è superiore ad 1 vuol dire che la media dell’ultima settimana è maggiore e quindi la situazione è peggiore. Non ci sono al momento regioni italiane con  un rapporto che possa destare elementi di preoccupazione.
 
Il rapporto positivi/tamponi in Italia  di ieri è 0,398%, uno dei più bassi di sempre; anche in Lombardia il rapporto positivi/tamponi di ieri è uno dei migliori registrato dalla regione: 1,562%.
 
L’indice Rt, dopo i dati comunicati il  giorno 7 giugno, è in miglioramento sia  in l’Italia: 0,52 (da 0,55) e sia in Lombardia: 0,63 ( 0,67 il giorno precedente).
 
Nella Tabella 2 la percentuale di contagiati accertati in base alla numerosità della popolazione.
La situazione peggiore è in Qatar, dove addirittura il 2,332% della popolazione è risultato già positivo.
 
Nei primi posti di questa classifica  innanzitutto piccole enclavi o realtà  circondate da aree molto colpite: San Marino, Andorra, Città del Vaticano, Lussemburgo, in cui evidentemente anche la percentuale di test per popolazione è sicuramente molto elevata.
 
Ma accanto a queste piccole realtà nei primi posti troviamo molte nazioni del Golfo Persico: oltre al Qatar, il Bahrain, Il Kuwait, ma anche Emirati Arabi ed Oman.
Eppure i mezzi di comunicazione non ci riferiscono spesso di questa area come particolarmente colpita.
 
Nei primi posti anche alcune zone dell’America Latina: Perù, Cile, Brasile, che  purtroppo sono destinate a scalare posizioni anche in questa tabella.
 
Da dire che nazioni molto popolate, come USA, Brasile e Russia sono anche più difficilmente controllabili con test ed è normale che non siano moto davanti in graduatoria come ci si aspetterebbe.
 
L’Italia è ventunesima attualmente dietro anche a Islanda, Irlanda, Belgio, Bielorussia e Svezia.


 

IL PUNTO STATISTICO DOPO I DATI DEL 6 GIUGNO

Casi totali al 6 giugno - Nuovi casi accertati il 6 giugno - Media giornaliera dei casi accertati nelle ultime 2 settimane - Rapporto tra le medie dei casi accertati nelle ultime 2 settimane

  Casi Casi 6 giugno Mg Casi 24 - 30 maggio MG Casi 31 maggio - 6 giugno Rapporto medie casi ultime 2 settimane
Italia 234801 270 476,71 305,29 0,64
Lombardia 90070 142 276,14 187,43 0,68
Emilia Romagna 27894 17 35,14 19,29 0,55
Veneto 19182 8 11 5,14 0,47
Piemonte 30845 38 63,71 37,43 0,59
Toscana 10134 5 7,57 4,86 0,64
Marche 6742 2 3,71 2,14 0,58
Liguria 9799 13 32 21,14 0,66
Lazio 7801 28 15,43 12,29 0,8
Trento 4434 1 4,86 0,71 0,15
Campania 4822 0 7,57 3,57 0,47
Friuli Venezia Giulia 3283 3 5,43 1,71 0,32
Puglia 4511 4 6 3 0,5
Sicilia 3450 2 3 1,14 0,38
Bolzano 2600 1 0,86 0,57 0,66
Abruzzo 3258 1 2,29 3 1,31
Umbria 1431 0 0,14 0 0
Sardegna 1362 3 0 0,86  
Valle d'Aosta 1189 2 0,86 0,86 1
Calabria 1159 0 0,14 0,14 1
Basilicata 399 0 0,14 0 0
Molise  436 0 0,71 0 0

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A LENOLA E FONDI ANCORA ASINTOMATICI IN GIRO?
ITALIA, GERMANIA E SPAGNA: OTTIMA SITUAZIONE
 
Nel post di oggi riprendiamo innanzitutto alcune nostre riflessioni fatte  in due nostri punti intorno al 20 maggio
 
Secondo quanto riferito dall’Assessore alla Sanità D’Amato intorno al 20 maggio   Sono stati eseguiti nel Lazio ad oggi 19.414 test sierologici dove la presenza di Igg riscontrata è stata evidente per 422 soggetti pari al 2,17%. I 422 sono stati sottoposti a tampone e 9 sono risultati positivi, ovvero con il virus in corso e asintomatici”.
 
Come abbiamo scritto il 20 maggio “La prima percentuale del 2,17% non è rappresentativa dell’intera popolazione perché sono state sottoposte solo categorie molto esposte.
Il comunicato della Regione ci fornisce un’informazione abbastanza importante: cioè che per ogni 422 soggetti che hanno avuto una positività, magari senza saperlo, nel corso di questi mesi, 9 persone, ovvero il 2,13%, cioè circa 1/47è ancora capace di contagiare”.
 
“Questo significa che in un paese di 4700 abitanti (leggermente più abitato di Lenola), magari non lontano da una cittadina in zona rossa, gli abitanti che potrebbero aver contratto il virus potrebbero essere per ipotesi l’1% o anche di più , quindi 47 o più. E in questo paese quindi ci potrebbe essere in media un asintomatico non testato ancora oggi in giro, così come in una cittadina di 47.000 abitanti (più o meno come Fondi) nelle stesse condizioni, le persone che hanno  contratto  il virus potrebbero essere almeno 470 e gli asintomatici inconsapevoli e non testati ancora in giro una decina.”
 
Sono trascorse circa due settimane da questa nostra riflessione e i primi test sierologici fatti a Lenola danno una percentuale di poco inferiore al 2% di persone che sono state  positive al Covid 19.
 
Quindi la nostra riflessione fatta una ventina di giorni fa non dovrebbe essere molto lontana dalla realtà:
è vero che sono passate un paio di settimane e quindi probabilmente ora la frazione di positivi che ancora è in grado di contagiare sarà minore: magari invece di 1/47 potrebbe essere passata anche a valori vicino ad 1/100, ma come bene si può intuire la possibilità che a Lenola oppure soprattutto nella vicina Fondi ci sia ancora qualche asintomatico inconsapevole in giro non collegato magari a focolai noti non è del tutto irrealistica.   
 
Come scrivevamo 15 giorni fa “Per questo è opportuno mantenere ancora le distanze, perché magari uno di questi asintomatici ha famiglia, figli o nipoti adolescenti o giovani e una movida o anche soltanto un assembramento in un parco pubblico potrebbero innescare una catena ancora molto pericolosa.
Questo anche in città o paesi covid free.
Molto diversa invece sarà la situazione col passare dei giorni, ma soprattutto di settimane in cui questa probabilità verrà man mano a scemare”
 
Notizie ancora confortanti in Italia anche dopo i dati comunicati il 6 giugno:  270 i nuovi positivi accertati.
 
Scende il numero degli attualmente positivi: 35.877 (-1099)  e  così anche il numero di nuovi decessi: 72 (85 il giorno precedente).
 
In calo per il 62° giorno consecutivo il numero delle persone che occupa le terapie intensive: 293  (316  il giorno precedente: -7,28%!!).
 
Scende ancora  il numero dei pazienti contemporaneamente ricoverati negli ospedali: 5002  (5301 il giorno precedente).
 
Nella tabella troviamo nella prima colonna i casi accertati da inizio epidemia.
 
Nella seconda colonna della Tabella  i nuovi casi positivi accertati ieri.
 
Le due colonne successive ci indicano la media giornaliera dei casi calcolata nelle ultime due settimane, cioè dal 24 al 30 maggio e dal 31 maggio al 6 giugno.
 
L’ultima colonna ci indica il rapporto tra questi due valori: quindi dove il numero è superiore ad 1 vuol dire che la media dell’ultima settimana è maggiore e quindi la situazione è peggiore. Non ci sono al momento regioni italiane con  un rapporto che possa destare elementi di preoccupazione.
 
Il rapporto positivi/tamponi in Italia è 0,372%, uno dei più bassi di sempre; anche in Lombardia il rapporto positivi/tamponi di ieri è uno dei migliori registrato dalla regione: 1,037%.
 
L’indice Rt, dopo i dati comunicati il  giorno 6 giugno, è 0,55 per l’Italia  e 0,67 per la Lombardia.
 
Il grafico di oggi ci mostra le tre nazioni tra le dieci più colpite da inizio epidemia con la situazione migliore in questo momento: Italia, Germania e Spagna. 
 
Molto più difficile decifrare la situazione spagnola per numerosi ricalcoli che avvengono anche durante la stessa settimana.
Al momento l’Italia con 305,29 casi di media giornaliera ha anche meno casi della Germania, proprio come avevamo previsto in un post qualche settimana fa.
 




 

IL PUNTO STATISTICO DOPO I DATI DEL 5 GIUGNO

Casi totali al 5 giugno - Nuovi casi accertati il 5 giugno - Media giornaliera dei casi accertati nelle ultime 2 settimane - Rapporto tra le medie dei casi accertati nelle ultime 2 settimane
  Casi Casi 5 giugno Mg Casi 23 - 29 maggio Mg Casi 30 maggio - 5 giugno Rapporto medie casi ultime 2 settimane
Italia 234531 518 512,86 326,14 0,64
Lombardia 89928 402 307,57 198,71 0,65
Emilia Romagna 27877 17 38,43 19,71 0,51
Veneto 19174 6 10,71 5,71 0,53
Piemonte 30807 49 60,57 43,71 0,72
Toscana 10129 7 7,57 5,86 0,77
Marche 6740 2 3,71 2,43 0,65
Liguria 9786 14 32,86 23,86 0,73
Lazio 7773 9 17,14 9,14 0,53
Trento 4433 0 5,71 0,71 0,13
Campania 4822 0 7,71 5 0,65
Friuli Venezia Giulia 3280 1 5,71 1,86 0,33
Puglia 4507 4 6 3,57 0,6
Sicilia 3448 1 2,71 1,14 0,42
Bolzano 2599 1 0,71 0,57 0,8
Abruzzo 3257 2 2,43 2,86 1,18
Umbria 1431 0 0,29 0 0
Sardegna 1359 2 0 0,43  
Valle d'Aosta 1187 0 0,71 0,71 1
Calabria 1159 1 0,14 0,14 1
Basilicata 399 0 0,71 0 0
Molise  436 0 1,43 0 0

coronavirus statistiche india messico
INDIA E MESSICO IN FASE CRITICA
 
Notizie ancora positive  in Italia anche dopo i dati comunicati il 5 giugno.
 
Scende il numero degli attualmente positivi: 36.976 (-1453)  e  così anche il numero di nuovi decessi: 85 (88 il giorno precedente).
 
In calo per il 61° giorno consecutivo il numero delle persone che occupa le terapie intensive: 316  (338  il giorno precedente: -6,51%!!).
 
Scende ancora  il numero dei pazienti contemporaneamente ricoverati negli ospedali: 5301  (5503 il giorno precedente).
 
Nella tabella troviamo nella prima colonna i casi accertati da inizio epidemia.
 
Nella seconda colonna della Tabella  i nuovi casi positivi accertati ieri.
 
Le due colonne successive ci indicano la media giornaliera dei casi calcolata nelle ultime due settimane, cioè dal 23 al 29 maggio e dal 30 maggio al 5 giugno.
 
L’ultima colonna ci indica il rapporto tra questi due valori: quindi dove il numero è superiore ad 1 vuol dire che la media dell’ultima settimana è maggiore e quindi la situazione è peggiore. Non ci sono al momento regioni italiane con  un rapporto che possa destare elementi di preoccupazione.
 
Ben 16  regioni hanno una media giornaliera che nell’ultima settimana è sotto i 10 casi!  Fanno eccezione Lombardia (198,71), Piemonte (43,71), Liguria (23,86) ed Emilia Romagna (19,71).
 
Il rapporto positivi/tamponi in Lombardia, nonostante la numerosità dei casi accertati ieri in regione (408), scende: 2,105 (da 2,463%).
 
L’indice Rt, dopo i dati comunicati il  giorno 5 giugno, è 0,53 per l’Italia  e 0,62 per la Lombardia.
 
Il grafico di oggi ci mostra due nazioni in cui purtroppo la fase critica non sembra ancora essere stata raggiunta: l’India e il Messico.
 
 L’India è al sesto posto tra le nazioni con più casi  accertati: circa 236.000. Ha appena superato l’ Italia ed è prossima a scavalcare la Spagna.
Con una media giornaliera in questa ultima settimana di 9000 casi è la terza nazione peggiore in assoluto dopo Brasile ed USA.
 
Non buona anche la situazione del Messico: più di 100.000 casi accertati  e un tasso di mortalità tra i peggiori:  11,87%, che lascia presagire una situazione di casi reali molto sottostimata. Come è evidente dal grafico anche il trend del Messico, come quello dell’India, non è dei migliori. 




 

IL PUNTO STATISTICO DOPO I DATI DEL 4 GIUGNO

Casi totali al 4 giugno - Nuovi casi accertati il 4 giugno - Media giornaliera dei casi accertati nelle ultime 2 settimane - Rapporto tra le medie dei casi accertati nelle ultime 2 settimane

  Casi Casi 4 giugno Mg Casi 22 - 28 maggio MG Casi 29 maggio - 4 giugno Rapporto medie casi ultime 2 settimane
Italia 234013 177 532,29 325,86 0,61
Lombardia 89526 84 298,86 191,86 0,64
Emilia Romagna 27860 18 40,57 22,71 0,56
Veneto 19168 4 12,43 6,14 0,49
Piemonte 30758 24 65 44,71 0,69
Toscana 10122 1 12,29 5,14 0,42
Marche 6738 3 4,29 2,71 0,63
Liguria 9772 21 37,29 23,86 0,64
Lazio 7764 11 19,29 10,14 0,53
Trento 4433 0 6,71 1,14 0,17
Campania 4822 1 7,71 6,43 0,83
Friuli Venezia Giulia 3279 3 6,71 2,43 0,36
Puglia 4503 4 9,71 3,14 0,32
Sicilia 3447 0 3 1,29 0,43
Bolzano 2598 0 1,14 0,43 0,38
Abruzzo 3255 3 3,57 2,57 0,72
Umbria 1431 0 0,29 0 0
Sardegna 1357 0 0 0,29  
Valle d'Aosta 1187 0 0,86 0,71 0,83
Calabria 1158 0 0,29 0 0
Basilicata 399 0 0,71 0 0
Molise  436 0 1,71 0,14 0,08

coronavirus statistiche italia USA Brasile Regno Unito Russia Spagna

ITALIA, GERMANIA E SPAGNA CON POCHI CASI

Notizie sempre più  positive  in Italia anche dopo i dati comunicati il 4 giugno: 177 i nuovi positivi accertati (321 il giorno precedente).
 
Scende il numero degli attualmente positivi: 38.429 (-868). In trend discendente anche il numero di nuovi decessi: 88.
 
In calo per il 60° giorno consecutivo il numero delle persone che occupa le terapie intensive: 338  (353  il giorno precedente). Scende ancora  il numero dei pazienti contemporaneamente ricoverati negli ospedali : 5503  (5742 il  giorno precedente).
 
Nella tabella troviamo nella prima colonna i casi accertati da inizio epidemia.
 
Nella seconda colonna della Tabella  i nuovi casi positivi accertati ieri.
Solo 5 regioni fanno registrare più di 4 nuovi casi.
 
Le due colonne successive ci indicano la media giornaliera dei casi calcolata nelle ultime due settimane, cioè dal 22 al 28 maggio e dal 29 maggio al 4 giugno.
 
L’ultima colonna ci indica il rapporto tra questi due valori: quindi dove il numero è superiore ad 1 vuol dire che la media dell’ultima settimana è maggiore e quindi la situazione è peggiore. Non ci sono al momento regioni italiane con  un rapporto che possa destare elementi di preoccupazione.
 
Il rapporto positivi/tamponi di ieri in Italia è il più basso i sempre:  0,354%, mentre è salito leggermente quello della Lombardia: 2,463%.
 
L’indice Rt, dopo i dati comunicati il  giorno 4 giugno, scende per l’Italia a 0,51 (da 0,59) e a 0,59 per la Lombardia (da 0,71).
 
Le 10 nazioni con più casi accertati al 4 giugno sono in ordine: USA, Brasile,  Russia, Regno Unito, Spagna, Italia, India, Francia, Germania e Perù.
 
Il Perù si appresta a scavalcare nei prossimi giorni  Francia e Germania e allo stesso modo è imminente il sorpasso dell’India nei confronti di  Spagna e Italia.   
 
Nel  grafico che vi proponiamo oggi l’andamento della media giornaliera per periodi settimanali delle 6 nazioni con più casi accertati da inizio epidemia.
 
Nel grafico in alto notiamo che è stabile e su numeri consistenti la situazione di USA e Russia, mentre purtroppo peggiora ulteriormente il Brasile che è diventato il Paese con la media giornaliera di casi più alta nell’ultima settimana.
 
Nel grafico in basso la conferma del miglioramento nell’ultimo periodo di Regno Unito, Spagna e Italia.
 
Italia e Germania sono le nazioni, tra le 10 più colpite da inizio epidemia, che hanno attualmente la media giornaliera di casi più bassa nell’ultima settimana: Italia (325,86) e Germania (325,14). Segue la Spagna 393,43 e molto più distanziate Francia e Regno Unito. Ancora numeri altissimi invece per Brasile, USA, India, Perù e Russia. 








 

IL PUNTO STATISTICO DOPO I DATI DEL 3 GIUGNO

Casi totali al 3 giugno - Nuovi casi accertati il 3 giugno - Media giornaliera dei casi accertati nelle ultime 2 settimane - Rapporto tra le medie dei casi accertati nelle ultime 2 settimane

  Casi Casi 3 giugno MG Casi 21 - 27 maggio MG Casi 28 maggio - 3 giugno Rapporto medie casi ultime 2 settimane
Italia 233836 321 539,29 385,29 0,71
Lombardia 89442 237 289,43 234,43 0,81
Emilia Romagna 27842 14 37,57 30,71 0,82
Veneto 19164 2 11,86 7,29 0,61
Piemonte 30734 19 71,71 49,57 0,69
Toscana 10121 4 14,29 5,57 0,39
Marche 6735 1 5,86 2,43 0,42
Liguria 9751 17 42,86 23,14 0,54
Lazio 7753 10 19,86 11,57 0,58
Trento 4433 1 7,71 1,57 0,2
Campania 4821 12 8,43 6,86 0,81
Friuli Venezia Giulia 3276 0 6,57 3 0,46
Puglia 4499 1 10,29 2,86 0,28
Sicilia 3447 0 3,43 1,71 0,5
Bolzano 2598 0 0,86 0,71 0,83
Abruzzo 3252 3 4,29 2,43 0,57
Umbria 1431 0 0,57 0 0
Sardegna 1357 0 0 0,29  
Valle d'Aosta 1187 0 0,86 0,86 1
Calabria 1158 0 0,29 0 0
Basilicata 399 0 0,86 0 0
Molise  436 0 1,71 0,29 0,17

coronavirus statistiche austria svizzera emilia romagna lazio

ANCORA BUONE NOTIZIE PER L’ITALIA. L’ANDAMENTO DI AUSTRIA E SVIZZERA

 Notizie ancora positive  in Italia anche dopo i dati comunicati il 3 giugno: 321 i nuovi positivi accertati.
 
Scende il numero degli attualmente positivi: 39297. Nel trend discendente anche il numero di nuovi decessi: 71
 
Crolla il numero delle persone che occupa le terapie intensive: 353  (408 il giorno precedente: - 13,48%!!). In calo per il 59° giorno consecutivo.
 
Scende ancora  il numero dei pazienti contemporaneamente ricoverati negli ospedali : 5742  (5916 il  giorno precedente).
 
Nella tabella troviamo nella prima colonna i casi accertati da inizio epidemia.
 
Nella seconda colonna della Tabella  i nuovi casi positivi accertati ieri.
Tutte le regioni, tranne la Lombardia,  fanno registrare meno di 20 casi. 
 
Le due colonne successive ci indicano la media giornaliera dei casi calcolata nelle ultime due settimane, cioè dal 21 al 27 maggio e dal 28 maggio al 3 giugno.
 
L’ultima colonna ci indica il rapporto tra questi due valori: quindi dove il numero è superiore ad 1 vuol dire che la media dell’ultima settimana è maggiore e quindi la situazione è peggiore.
 
Non ci sono al momento regioni italiane con  un rapporto che possa destare elementi di preoccupazione.
 
Il rapporto positivi/tamponi di ieri in Italia è salito a  0,861%, mentre è sceso quello della Lombardia: 2,087%.
 
L’indice Rt, dopo i dati comunicati il  giorno 3 giugno, scende per l’Italia a 0,59 (da 0,62) e a 0,71 per la Lombardia (da 0,78).
 
Nel  grafico che vi proponiamo oggi l’andamento della media giornaliera per periodi settimanali di due nazioni confinanti con l’Italia, l’Austria e la Svizzera.
 
Per trend e numerosità dei casi accertati l’andamento nell'ultimo periodo dell’Austria è molto simile a quello dell’Emilia Romagna, mentre l’andamento della Svizzera assomiglia a quello della regione Lazio.
 




 

IL PUNTO STATISTICO DOPO I DATI DEL 2 GIUGNO

Casi totali al 2 giugno - Nuovi casi accertati il 2 giugno - Media giornaliera dei casi accertati nelle ultime 2 settimane - Rapporto tra le medie dei casi accertati nelle ultme 2 settimane

  Casi Casi 2 giugno MG Casi 20 - 26 maggio MG Casi 27 maggio - 2 giugno Rapporto medie casi ultime 2 settimane
Italia 233515 318 550,86 422,86 0,77
Lombardia 89205 187 276,57 255,43 0,92
Emilia Romagna 27828 19 42,43 31 0,73
Veneto 19162 8 15,43 8,14 0,53
Piemonte 30715 57 83,86 57,29 0,68
Toscana 10117 10 14,57 6,71 0,46
Marche 6734 4 6,14 2,29 0,37
Liguria 9734 15 41,86 26,29 0,63
Lazio 7743 5 22,29 11,71 0,53
Trento 4432 0 8,14 2,43 0,3
Campania 4809 3 8,57 6 0,7
Friuli Venezia Giulia 3276 2 6,86 3,57 0,52
Puglia 4498 0 10,43 4,14 0,4
Sicilia 3447 4 3,86 2,43 0,63
Bolzano 2598 0 0,86 0,71 0,83
Abruzzo 3249 4 4,71 2,71 0,58
Umbria 1431 0 0,57 0 0
Sardegna 1357 0 0 0,43  
Valle d'Aosta 1187 0 0,86 0,86 1
Calabria 1158 0 0,57 0,14 0,25
Basilicata 399 0 0,86 0 0
Molise  436 0 1,43 0,57 0,4

coronavirus statistiche america latina brasile cile perù

L’AMERICA LATINA E’ IL NUOVO CENTRO DELL’EPIDEMIA

Notizie ancora confortanti in Italia anche dopo i dati comunicati il 2 giugno: 318 i nuovi positivi accertati.
 
Scende sotto i 40.000 il numero degli attualmente positivi: 39893 (-1474 rispetto al giorno precedente: - 3,56%).
 
In calo per il 58° giorno consecutivo il numero delle persone che occupa le terapie intensive: 408  (424 il giorno precedente: - 3,77%).
 
Scende ancora  il numero dei pazienti contemporaneamente ricoverati negli ospedali : 5916  (6088 il  giorno precedente).
 
Nella tabella troviamo nella prima colonna i casi accertati da inizio epidemia.
 
Nella seconda colonna della Tabella  i nuovi casi positivi accertati ieri.
Solo Lombardia e Piemonte  fanno registrare più di 20 casi. 
 
Le due colonne successive ci indicano la media giornaliera dei casi calcolata nelle ultime due settimane, cioè dal 20 al 26 maggio e dal 27 maggio al 2 giugno.
 
L’ultima colonna ci indica il rapporto tra questi due valori: quindi dove il numero è superiore ad 1 vuol dire che la media dell’ultima settimana è maggiore e quindi la situazione è peggiore.
 
Non ci sono al momento regioni italiane con  un rapporto che possa destare elementi di preoccupazione.
 
Il rapporto positivi/tamponi di ieri in Italia è uno dei più bassi:  0,61%. Anche quello della Lombardia è tra i migliori fra  quelli registrati dalla regione: 2,155%.
 
Scendono in Lombardia sia  il numero dei ricoverati  (-64) e sia quello delle terapie intensive: 166 (-1).
 
L’indice Rt, dopo i dati comunicati il  giorno 2 giugno, è per l’Italia 0,62 e per la Lombardia  0,78.
 
L’America latina è il nuovo centro dell’epidemia
 
Nel  grafico che vi proponiamo oggi l’andamento della media giornaliera in periodi settimanali di Brasile, Cile e Perù.
 
Mentre nella maggior parte dei paesi europei, come abbiamo visto nei giorni scorsi, la media dei casi accertati decresce col passare delle settimane, in America Latina purtroppo la tendenza è inversa.  
 
Il Brasile dopo gli USA è la nazione più colpita in assoluto, il Perù è al decimo posto nel mondo per  numero dei casi finora accertati, ma supererà tra meno di una settimana Francia e Germania.
 
Anche il Cile al tredicesimo posto mondiale per casi accertati:  il suo trend è negativo.
 
La risposta politica al Covid-19 e i comportamenti individuali fanno  la differenza più di fattori naturali come il clima?
 
I numeri più alti dell’epidemia  si registrano nella regione amazzonica del Brasile, la più calda, ma anche la più umida….



 

IL PUNTO STATISTICO DOPO I DATI DELL'1 GIUGNO

Casi totali al giorno 1 giugno - Nuovi casi accertati il giorno 1 giugno - Media giornaliera dei casi accertati nelle ultime 2 settimane - Rapporto tra le medie dei casi accertati nelle ultime 2 settimane

  Casi Casi 1 giugno MG Casi 19 - 25 maggio MG Casi 26 maggio - 1 giugno Rapporto medie casi ultime 2 settimane
Italia 233197 178 610,29 434,14 0,71
Lombardia 89018 50 319,86 251,43 0,79
Emilia Romagna 27809 19 45,71 31,71 0,69
Veneto 19154 2 21 8,14 0,39
Piemonte 30658 21 87 61,43 0,71
Toscana 10107 3 15,14 5,71 0,38
Marche 6730 0 5,43 2 0,36
Liguria 9719 56 43,71 31,71 0,73
Lazio 7738 10 22,57 13,57 0,6
Trento 4432 2 7,71 3,86 0,5
Campania 4806 4 8,57 7,29 0,85
Friuli Venezia Giulia 3274 1 6 4,86 0,81
Puglia 4498 4 11,57 4,43 0,38
Sicilia 3443 0 4,57 2,29 0,5
Bolzano 2598 1 1,57 0,71 0,45
Abruzzo 3245 1 4,86 2,57 0,53
Umbria 1431 0 0,86 0,14 0,17
Sardegna 1357 1 0,14 0,43 3,06
Valle d'Aosta 1187 3 0,71 1,14 1,61
Calabria 1158 0 0,86 0,14 0,17
Basilicata 399 0 1 0 0
Molise  436 0 1,43 0,57 0,4

coronavirus statistiche italia germania francia spagna

ITALIA MEGLIO DELLA GERMANIA. REBUS FRANCIA E SPAGNA
 
Notizie sempre più incoraggianti in Italia anche dopo i dati comunicati il giorno 1 giugno: 178 i nuovi positivi (355 nella giornata precedente).

Continua a scendere il numero degli attualmente positivi in Italia: 41367 (-708 rispetto al giorno precedente).
 
In calo per il 57° giorno consecutivo il numero delle persone che occupa le terapie intensive: 424  (435 il giorno precedente: - 2,53%).
 
Scende ancora  il numero dei pazienti contemporaneamente ricoverati negli ospedali : 6099  (- 288  rispetto al giorno precedente: -4,51%).
 
Nella tabella troviamo nella prima colonna i casi accertati da inizio epidemia.
 
Nella seconda colonna della Tabella  i nuovi casi positivi accertati ieri.
Solo tre regioni fanno registrare più di 20 casi: Liguria (56), Lombardia (50) e Piemonte (21).  
 
Le due colonne successive ci indicano la media giornaliera dei casi calcolata nelle ultime due settimane, cioè dal 19 al 25 maggio e dal 26 maggio al giorno 1 giugno.
 
L’ultima colonna ci indica il rapporto tra questi due valori: quindi dove il numero è superiore ad 1 vuol dire che la media dell’ultima settimana è maggiore e quindi la situazione è peggiore.
 
Non ci sono al momento regioni italiane con  un rapporto che possa destare elementi di preoccupazione.
 
Il rapporto positivi/tamponi in Italia è il migliore di sempre: 0,567%. Anche quello della Lombardia il migliore tra quelli registrati dalla regione: 1,4%. Meno buono è quello della Liguria 3,933% .  
 
Scendono in Lombardia sia  il numero dei ricoverati  (-46) e sia quello delle terapie intensive: 167 (-3).
 
L’indice Rt, dopo i dati comunicati il  giorno 1 giugno,  è per l’Italia 0,61  e per la Lombardia  0,77.
 
Nel  grafico che vi proponoimo oggi l’andamento della media giornaliera in periodi settimanali delle 4 nazioni europee inizialmente più colpite: Italia, Francia, Germania e Spagna
 
L’Italia ha una media settimanale di casi  di 434,14: come avevamo previsto qualche giorno fa, ha raggiunto la Germania, che in questa settimana ha avuto una media di casi accertati di 468,33. 
 
I dati in Francia e Spagna vengono comunicati in modo confuso, con diversi ricalcoli che avvengono anche nell’arco della stessa settimana.
Quasi impossibile valutare se le politiche di allentamento delle misure restrittive abbiano provocato effetti in queste due nazioni.
 
Il numero di casi accertati e il numero non elevato di decessi ci fanno presupporre che la situazione sia al momento peggiore di quella italiana e quella tedesca ma non sia allarmante.
 
Il virus non sembra indebolito vedendo come è l’evoluzione nelle altre parti del mondo.
 
Italia e Germania hanno la situazione migliore di molte altre nazioni più colpite per l’elevato numero di tamponi effettuato: la Germania già nella fase iniziale, l’Italia dalla fine di marzo in poi.
 
Abbiamo visto come questo fattore abbia influito molto anche a livello delle nostre regioni: con risultati molto lodevoli per il Veneto e tutt’altro che apprezzabili per Lombardia e Liguria.
 
Altri fattori  che hanno  aiutato l?Italia sono stati  il lunghissimo lockdown e il fatto che siano state scelte (anche questo lo avevamo preannunciato) le date giuste per le riaperture: scelta al dir la verità molto casuale, visto che il nostro Comitato tecnico scientifico a fine aprile aveva addirittura consegnato al Governo, tra i tanti, un modello catastrofico  che prevedeva con le riaperture 175.000 accessi alle terapie intensive nel nostro paese.
 
La domanda di riaperture di molti settori economici  ha fatto sì che il Governo attuasse una mediazione tra il catastrofismo del Comitato tecnico scientifico e la spinta di vari settori economici che ha portato a fine aprile casualmente alla scelta migliore.
 
Il nostro invito è sempre quello di non abbassare la guardia. Compito della scienza è quello di farci comprendere se il virus sia in qualche modo diventato più debole.
Come abbiamo più volte osservato è  già da marzo che la probabilità di contrarre una forma grave è man mano diminuita, ma questo non significa che sia scomparsa: e sicuramente il distanziamento e il rispetto di alcune  semplici regole igieniche (lavarsi le mani) abbassano ulteriormente questa probabilità.
          




 

IL PUNTO STATISTICO DOPO I DATI DEL 31 MAGGIO

Casi totali al 31 maggio - Nuovi casi accertati il 31 maggio - Media giornaliera dei casi accertati nelle ultime 2 settimane - Rapporto tra le medie dei casi accertati nelle ultime 2 settimane

  Casi Casi 31  maggio MG Casi 18 - 24 maggio MG Casi 25 - 31 maggio Rapporto medie casi ultime 2 settimane
Italia 233019 355 631,86 451,57 0,71
Lombardia 88968 210 323,71 265,43 0,82
Emilia Romagna 27790 31 46,57 33,14 0,71
Veneto 19152 6 20,71 9,43 0,46
Piemonte 30637 54 90,43 65,29 0,72
Toscana 10104 4 16,29 6 0,37
Marche 6730 3 6,71 2,29 0,34
Liguria 9663 12 45,86 26,14 0,57
Lazio 7728 13 25,86 14,43 0,56
Trento 4430 1 9,43 3,71 0,39
Campania 4802 5 9,29 7,57 0,82
Friuli Venezia Giulia 3273 2 6,43 5,29 0,82
Puglia 4494 4 11,29 5,14 0,46
Sicilia 3443 1 5 2,86 0,57
Bolzano 2597 1 1,71 0,57 0,33
Abruzzo 3244 7 5,71 2,57 0,45
Umbria 1431 0 0,86 0,14 0,17
Sardegna 1356 0 0,43 0 0
Valle d'Aosta 1184 1 0,71 0,86 1,21
Calabria 1158 0 0,86 0,14 0,17
Basilicata 399 0 1 0 0
Molise  436 0 3 0,57 0,19

coronavirus statistiche veneto grecia

Il  VENETO? MEGLIO DELLA GRECIA. L’ITALIA HA RAGGIUNTO LA GERMANIA

Notizie incoraggianti in Italia anche dopo i dati comunicati il 31 maggio: 355 i nuovi positivi (416 nella giornata precedente).
 
Continua a scendere velocemente il numero degli attualmente positivi in Italia: 42075 (-1616 rispetto al giorno precedente).
 
In calo per il 56° giorno consecutivo il numero delle persone che occupa le terapie intensive: 435  (450 il giorno precedente: - 3,33%).
 
Scende ancora  il numero dei pazienti contemporaneamente ricoverati negli ospedali : 6387  (- 293  rispetto al giorno precedente: -4,39%).
 
Nella tabella troviamo nella prima colonna i casi accertati da inizio epidemia.
 
Nella seconda colonna della Tabella  i nuovi casi positivi accertati ieri.
Solo tre regioni, Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna fanno registrare più di 13 casi.
 
Le due colonne successive ci indicano la media giornaliera dei casi calcolata nelle ultime due settimane, cioè dal 18 al 24 maggio e dal 25 al 31 maggio.
 
L’ultima colonna ci indica il rapporto tra questi due valori: quindi dove il numero è superiore ad 1 vuol dire che la media dell’ultima settimana è maggiore e quindi la situazione è peggiore.
 
Non ci sono al momento regioni italiane con  un rapporto che possa destare elementi di preoccupazione.
 
L’Italia ha una media settimanale di casi  di 451,57: come avevamo previsto qualche giorno fa, ha raggiunto la Germania, che in questa settimana ha avuto una media di casi accertati di 440,29.  
 
Il rapporto positivi/tamponi in Italia è uno dei migliori di sempre: 0,656%. Anche quello della Lombardia è uno dei migliori registrati  dalla regione: 1,69%.    
 
Scendono in Lombardia sia  il numero dei ricoverati  (-176) e sia quello delle terapie intensive: 170 (-2).
 
L’indice Rt, dopo i dati comunicati il  31  maggio,  resta stabile sia per l’Italia 0,60  e sia per la Lombardia: 0,74.
 
Nella Fase 2 stabilita dalla Grecia, dal 15 giugno al 30 giugno, "se un  viaggio aereo è stato effettuato da uno degli aeroporti dell'elenco delle aree colpite, i passeggeri verranno sottoposti a test all'arrivo ed è richiesto il soggiorno di una notte in un albergo designato in attesa dei risultati. Se il test è negativo, il passeggero si dovrà mettere in auto quarantena per sette giorni. Se il test è positivo, viene messo in quarantena sotto controllo per 14 giorni”.
 
Nella “lista nera” il Belgio intero, l'area di Parigi in Francia, buona parte dell'Olanda, Lisbona in Portogallo,  Madrid in Spagna, Stoccolma in Svezia, quasi tutto il Regno Unito e 4 regioni italiane: Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e… Veneto.
 
Eppure il Veneto al momento non rientra certamente tra le 4 regioni peggiori in Italia: ieri ha  fatto registrare  solo 6 nuovi casi e da tempo ,come abbiamo più volte sottolineato, è una delle regioni italiane con il trend migliore.
 
Nel grafico di oggi vediamo la media giornaliera dei casi accertati calcolata nelle ultime tre settimane nel Veneto e in Grecia.
 
Se continuasse la stessa tendenza già il 15 giugno(quando la Grecia inizierà ad adottare le misure annunciate) il Veneto avrebbe una media settimanale inferiore a quello della nazione ellenica!
 
La decisione del Governo ellenico è dunque assurd,a perché non è supportata da nessun dato numerico che possa giustificarla. 





 

IL PUNTO STATISTICO DOPO I DATI DEL 30 MAGGIO

Casi totali al 30 maggio - Nuovi casi accertati il 30 maggio - Media giornaliera dei casi accertati nelle ultime 2 settimane - Rapporto tra le medie dei casi accertati nelle ultime 2 settimane 

  Casi Casi 30  maggio Mg Casi 17 - 23 maggio Mg Casi 24 - 30 maggio Rapporto medie casi ultime 2 settimane
Italia 232664 416 652,43 476,71 0,73
Lombardia 88758 221 329,57 276,14 0,84
Emilia Romagna 27759 20 42,29 35,14 0,83
Veneto 19146 12 20,14 11 0,55
Piemonte 30583 82 93,43 63,71 0,68
Toscana 10100 12 19,14 7,57 0,4
Marche 6727 4 8,43 3,71 0,44
Liguria 9651 32 45,14 32 0,71
Lazio 7715 6 30,14 15,43 0,51
Trento 4429 1 9,86 4,86 0,49
Campania 4797 10 10,86 7,57 0,7
Friuli Venezia Giulia 3271 4 7,14 5,43 0,76
Puglia 4490 8 10,57 6 0,57
Sicilia 3442 2 5,57 3 0,54
Bolzano 2596 1 1,71 0,86 0,5
Abruzzo 3237 0 6,14 2,29 0,37
Umbria 1431 0 1,14 0,14 0,13
Sardegna 1356 0 0,57 0 0
Valle d'Aosta 1183 1 0,57 0,86 1,5
Calabria 1158 0 0,86 0,14 0,17
Basilicata 399 0 1,14 0,14 0,13
Molise  436 0 3 0,71 0,24

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PIU’ DELLA META’ DEI NUOVI CASI IN LOMBARDIA

Notizie confortanti in Italia dopo i dati del 30 maggio: 416 i nuovi positivi (516 nella giornata precedente).
 
Come avevamo previsto sia prima delle aperture del 4 e del 18 maggio la consapevolezza dell’esistenza del virus, la conseguente prudenza adottata dalla maggior parte degli Italiani, il fatto che, come diciamo da diverso tempo, la curva reale del contagio stia scendendo in modo più netto di quello che raccontano i Bollettini quotidiani, contribuirà a far sì che anche questa volta numeri settimanali dei nuovi positivi a nostro avviso tenderanno sempre man mano a decrescere e non a crescere.”
 
Continua a scendere con regolarità  il numero degli attualmente positivi in Italia: 43691 (-2484 rispetto al giorno precedente: -5,38%!).
 
In calo per il 55° giorno  consecutivo il numero delle persone che occupa le terapie intensive: 450  (475  il giorno precedente: - 5,26%).
 
Scende ancora  il numero dei pazienti contemporaneamente ricoverati negli ospedali : 6680  (- 414 rispetto al giorno precedente: -5,84%%).
 
Nella tabella troviamo nella prima colonna i casi accertati da inizio epidemia.
 
Nella seconda colonna della Tabella  i nuovi casi positivi accertati ieri.
Solo tre regioni, Lombardia, Piemonte e Liguria fanno registrare più di 20 casi.
 
Le due colonne successive ci indicano la media giornaliera dei casi calcolata nelle ultime due settimane, cioè dal 17 al 23 maggio e dal 24 al 30 maggio.
 
L’ultima colonna ci indica il rapporto tra questi due valori: quindi dove il numero è superiore ad 1 vuol dire che la media dell’ultima settimana è maggiore e quindi la situazione è peggiore.
 
Le regioni che fanno registrare i valori più alti (peggiori) sono la Lombardia 0,84 e l’Emilia Romagna (0,83). 
 
Il rapporto positivi/tamponi in Italia è il migliore di sempre : 0,60%. Anche quello della Lombardia è uno dei migliori registrati  dalla regione: 1,545%.    

Ottima notizia: scende  il numero dei ricoverati in Lombardia di ben 245 unità.
 
L’indice Rt, dopo i dati comunicati il  30  maggio  scende sia  per l’Italia 0,60 (era 0,63 il giorno precedente) e sia per la Lombardia: 0,74 (era 0.78  il giorno precedente).
Il grafico di oggi ci mostra l’andamento delle medie giornaliere dei casi accertati nelle ultime 4 settimane in Italia.
 
Notiamo che la Lombardia ha una numerosità di nuovi casi accertati pressoché equivalente a tutto il resto d’Italia.
 
La linea del resto d’Italia è leggermente più discendente e quindi migliore. Molto probabilmente questo miglioramento più marcato è dovuto dalla possibilità di fare più tamponi in 19 regioni rispetto ad una.






 

IL PUNTO STATISTICO DOPO I DATI DEL 29 MAGGIO

Casi totali al 29 maggio - Nuovi casi accertati il 29 maggio - Media giornaliera dei casi accertati nelle ultime 2 settimane - Rapporto tra le medie dei casi accertati nelle ultime 2 settimane

  Casi Casi 29  maggio Mg Casi 16 - 22 maggio Mg Casi 23 - 29 maggio Rapporto medie casi ultime 2 settimane
Italia 232248 516 681,86 512,86 0,75
Lombardia 88537 354 323,57 307,57 0,95
Emilia Romagna 27739 38 51,43 38,43 0,75
Veneto 19134 9 24,29 10,71 0,44
Piemonte 30501 56 104,43 60,57 0,58
Toscana 10088 2 21,71 7,57 0,35
Marche 6723 4 11,14 3,71 0,33
Liguria 9619 14 47 32,86 0,7
Lazio 7709 16 32,14 17,14 0,53
Trento 4428 3 10 5,71 0,57
Campania 4787 10 11,29 7,71 0,68
Friuli Venezia Giulia 3267 5 7,43 5,71 0,77
Puglia 4482 1 4,86 6 1,23
Sicilia 3440 2 6,71 2,71 0,4
Bolzano 2595 0 1,71 0,71 0,42
Abruzzo 3237 0 10,29 2,43 0,24
Umbria 1431 0 1 0,29 0,29
Sardegna 1356 1 1,14 0 0
Valle d'Aosta 1182 0 0,71 0,71 1
Calabria 1158 0 1,86 0,14 0,08
Basilicata 399 0 0,71 0,71 1
Molise  436 1 2,71 1,43 0,53

DATI CONTRASTANTI DALLA LOMBARDIA

Continua a scendere con regolarità  il numero degli attualmente positivi in Italia: 46175 (-1811 rispetto al giorno precedente: -3,77%).
 
In calo per il 54° giorno  consecutivo il numero delle persone che occupa le terapie intensive: 475  (489  il giorno precedente: - 2,86%), nonostante il numero dei decessi sia sceso negli ultimi giorni:  87 ieri.
 
Scende ancora  il numero dei pazienti contemporaneamente ricoverati negli ospedali : 7094  (- 285 rispetto al giorno precedente: -3,86%).
 
Nella tabella troviamo nella prima colonna i casi accertati da inizio epidemia.
 
Nella seconda colonna della Tabella  i nuovi casi positivi accertati ieri.
516  i nuovi casi positivi registrati in Italia il 29 maggio (593 il giorno precedente) , di cui 354 (più del 68%) solo in Lombardia.
 
In almeno metà delle regioni è stato raggiunto in pratica l’azzeramento. 
 
Le due colonne successive ci indicano la media giornaliera dei casi calcolata nelle ultime due settimane, cioè dal 16 al 22 maggio e dal 23 al 29 maggio.
 
L’ultima colonna ci indica il rapporto tra questi due valori: quindi dove il numero è superiore ad 1 vuol dire che la media dell’ultima settimana è maggiore e quindi la situazione è peggiore.
 
La situazione più da tenere sotto controllo per quanto riguarda il  rapporto tra le medie dei casi accertati è quella della Lombardia : 0,95.
 
Il rapporto positivi/tamponi è in miglioramento in Italia: 0,71%contro lo 0,78% della giornata precedente, nonostante il lieve peggioramento della  Lombardia, che è passata da 2,46% a 2,51%. 

Cresce il numero dei ricoverati in Lombardia (+82), mentre sono stabili le terapie intensive: 173 , anche se erano scese di parecchio nelle giornate e settimane precedenti.
 
38 i decessi ieri  in Lombardia (43,7% di quelli nazionali).
Continuano a scendere le chiamate al 118 lombardo per motivi respiratori ed infettivi.
 
L’indice Rt, dopo i dati comunicati il  29 maggio, è  0.63 per l’Italia (da 0,62 del giorno precedente)  e 0.78  per la  Lombardia (da 0,71).
Indice Rt che molto probabilmente è ancora più alto in Lombardia, in quanto c’è spesso la particolare abitudine di inserire in questa regione  nel computo dei guariti anche i dimessi, che possono essere ovviamente ancora positivi.
 
Numero di terapie intensive, ricoverati e chiamate al pronto soccorso sono comunque i numeri da tenere più sotto controllo per la Lombardia,  perché sono quelli a nostro avviso che possono dare un quadro più chiaro della situazione, rispetto ad altri dati che sono conteggiati in modo non uniforme rispetto ad altre regioni.
 
La situazione della Lombardia è da monitorare in vista del 3 giugno, data in cui sono previsti gli spostamenti infraregionali.






 

IL PUNTO STATISTICO DOPO I DATI DEL 28 MAGGIO

Casi totali al 28 maggio - Nuovi casi accertati il 28 maggio - Media giornaliera dei casi accertati nelle ultime 2 settimane - Rapporto tra le medie dei casi accertati nelle ultime 2 settimane

  Casi Casi 28  maggio Mg Casi 15 - 21 maggio Mg Casi 22 - 28 maggio Rapporto medie casi ultime 2 settimane
Italia 231732 593 701,43 532,29 0,76
Lombardia 88183 382 324,43 298,86 0,92
Emilia Romagna 27701 74 51,57 40,57 0,79
Veneto 19125 12 27,57 12,43 0,45
Piemonte 30445 58 111,57 65 0,58
Toscana 10086 4 20,14 12,29 0,61
Marche 6719 1 12,29 4,29 0,35
Liguria 9605 16 49,86 37,29 0,75
Lazio 7693 21 38,14 19,29 0,51
Trento 4425 3 9 6,71 0,75
Campania 4777 4 12 7,71 0,64
Friuli Venezia Giulia 3262 7 7,71 6,71 0,87
Puglia 4481 2 8 9,71 1,21
Sicilia 3438 3 7,29 3 0,41
Bolzano 2595 2 1,29 1,14 0,89
Abruzzo 3237 2 10,86 3,57 0,33
Umbria 1431 0 1,29 0,29 0,22
Sardegna 1355 0 1,57 0 0
Valle d'Aosta 1182 1 1,43 0,86 0,6
Calabria 1158 0 1,86 0,29 0,16
Basilicata 399 0 0,71 0,71 1
Molise  435 1 2,86 1,71 0,6
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RIAPERTURE PER ORA SENZA EFFETTI NEGATIVI

Continua a scendere con costanza  e con forza il numero degli attualmente positivi in Italia: 47986 ( ben  - 2980 rispetto al giorno precedente).
 
Scende anche il numero dei decessi giornalieri:70 (117 il giorno precedente).
 
In calo per il 53° giorno  consecutivo il numero delle persone che occupa le terapie intensive: 489  (505  il giorno precedente: - 3,17%).
 
Scende ancora  il numero dei pazienti contemporaneamente ricoverati negli ospedali : 7379  (- 350 rispetto al giorno precedente: - 4,53%).
 
Nella tabella troviamo nella prima colonna i casi accertati da inizio epidemia.
 
Nella seconda colonna della Tabella  i nuovi casi positivi accertati ieri.
15 regioni fanno registrare non più di 12 nuovi casi.
 
Le due colonne successive ci indicano la media giornaliera dei casi calcolata nelle ultime due settimane, cioè dal 15 al 21 maggio e dal 22 al 28 maggio.
 
L’ultima colonna ci indica il rapporto tra questi due valori: quindi dove il numero è superiore ad 1 vuol dire che la media dell’ultima settimana è maggiore e quindi la situazione è peggiore.
 
In nessuna regione italiana troviamo una situazione che possa dare al momento delle particolari preoccupazioni.
 
593  i nuovi casi positivi registrati in Italia il 28 maggio, di cui 382 (più del 64%) solo in Lombardia.
 
Nel grafico in alto il rapporto positivi/tamponi x 100 in Italia: ieri è sceso rispetto al giorno precedente: è passato da 0,867 a 0,781.
 
Dal grafico si nota che l’Italia non sembra aver subito effetti negativi dopo le riaperture. nel mese di maggio: il rapporto positivi/tamponi è in costante discesa.
 
Più altalenante la situazione in Lombardia, come è visibile dal grafico in basso (rapporto positivi/tamponi negli ultimi 10 giorni in Lombardia).
.
Il rapporto positivi/tamponi è stato ieri in Lombardia di 2,463.  Negli ultimi 11 giorni il rapporto in 8 giornate è stato peggiore e in 3 migliore di quello registrato ieri. 
Non desta particolare preoccupazione per ora nemmeno l’indice Rt, che, dopo i dati comunicati il  28 maggio, è  0.62 per l’Italia e 0.71 per la  Lombardia.
 


 

IL PUNTO STATISTICO DOPO I DATI DEL 27 MAGGIO

Casi totali al 27 maggio - Nuovi casi accertati il 27 maggio - Media giornaliera dei casi accertati nelle ultime 2 settimane - Rapporto tra le medie dei casi accertati nelle ultime 2 settimane

  Casi Casi 27  maggio MG 14 - 20 maggio MG 21 - 27 maggio Rapporto medie casi ultime 2 settimane
Italia 231139 584 751,43 539,29 0,72
Lombardia 87801 384 353,86 289,43 0,82
Emilia Romagna 27627 16 55 37,57 0,68
Veneto 19113 8 31 11,86 0,38
Piemonte 30387 87 118,14 71,71 0,61
Toscana 10082 12 21,86 14,29 0,65
Marche 6718 0 12,71 5,86 0,46
Liguria 9589 39 51,29 42,86 0,84
Lazio 7672 11 40,43 19,86 0,49
Trento 4422 7 8 7,71 0,96
Campania 4773 6 12 8,43 0,7
Friuli Venezia Giulia 3255 4 7,57 6,57 0,87
Puglia 4479 10 8,43 10,29 1,22
Sicilia 3435 5 8,14 3,43 0,42
Bolzano 2593 0 1,71 0,86 0,5
Abruzzo 3235 5 11,14 4,29 0,38
Umbria 1431 0 1,14 0,57 0,5
Sardegna 1355 1 1,43 0 0
Valle d'Aosta 1181 0 1,71 0,86 0,5
Calabria 1158 1 2,29 0,29 0,12
Basilicata 399 0 0,57 0,86 1,5
Molise  434 2 3 1,71 0,57

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IL LAZIO ORA FA COMPAGNIA AL VENETO E ALLE MARCHE

584 i nuovi casi positivi registrati in Italia il 27 maggio.
 
Il rapporto positivi/tamponi x 100 in Italia è leggermente risalito a 0,86.
 
Scende costantemente e con forza il numero degli attualmente positivi  50966 ( -1976 rispetto al giorno precedente).
 
117 i nuovi decessi.  
 
In calo per il 52° giorno  consecutivo il numero delle persone che occupa le terapie intensive: 505  (521  il giorno precedente: - 3,07%).
 
Scende ancora  il numero dei pazienti contemporaneamente ricoverati negli ospedali : 7729 (- 188 rispetto al giorno precedente).
 
Nella tabella troviamo nella prima colonna i casi accertati da inizio epidemia.
 
Nella seconda colonna della Tabella  i nuovi casi positivi accertati ieri.
Solo 3 regioni fanno registrare più di 16 nuovi casi: Lombardia, Piemonte e Liguria.
 
Le due colonne successive ci indicano la media giornaliera dei casi calcolata nelle ultime due settimane, cioè dal 14 al 20 maggio e dal 21 al 27 maggio.
 
L’ultima colonna ci indica il rapporto tra questi due valori: quindi dove il numero è superiore ad 1 vuol dire che la media dell’ultima settimana è maggiore e quindi la situazione è peggiore.
 
In nessuna regione italiana troviamo una situazione che possa destare al momento delle particolari preoccupazioni.
 
Nel grafico di oggi l’andamento di tre regioni che fanno registrare nell’ultima settimana una media di casi accertati molto inferiore a quella della settimana precedente: Lazio, Veneto e Marche.
 
In particolare si nota l’inversione di tendenza del Lazio, che fino ad una settimana fa era una delle regioni con il trend peggiore e adesso invece fa registrare un rapporto tra le medie dei casi accertati lusinghiero: 0,49.
 
La regione Marche, che secondo le previsioni dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute di aprile, doveva essere la penultima regione a raggiungere l’azzeramento è invece una delle migliori. Ha una media nell’ultima settimana di 5,86 casi e ieri ha fatto registrare un ulteriore zero nei nuovi casi registrati.
 
Ottimo il comportamento del Veneto, che si conferma ancora una volta una delle regioni più virtuose: media settimanale di casi accertati 11,86 contro i 31 della settimana precedente: rapporto di 0,38 e solo 8 casi ieri: pochissimi se si tiene conto  che alla fine di febbraio insieme al la  Lombardia era nella situazione peggiore.  
 





 

IL PUNTO STATISTICO DOPO I DATI DEL 26 MAGGIO

Casi totali al 26 maggio - Nuovi casi accertati il 26 maggio - Media giornaliera dei casi accertati nelle ultime 2 settimane - Rapporto tra le medie dei casi accerrtati nelle ultime 2 settimane

  Casi Casi 26  maggio Mg Casi 13-19 maggio MG Casi 20 - 26 maggio Rapporto medie casi ultime 2 settimane
Italia 230555 397 783,29 550,86 0,7
Lombardia 87417 159 368,14 276,57 0,75
Emilia Romagna 27611 24 55 42,43 0,77
Veneto 19105 8 30,71 15,43 0,5
Piemonte 30314 86 119,71 83,86 0,7
Toscana 10070 3 23,71 14,57 0,61
Marche 6718 2 15,29 6,14 0,4
Liguria 9550 53 56,29 41,86 0,74
Lazio 7661 18 41,86 22,29 0,53
Trento 4415 10 7,86 8,14 1,04
Campania 4767 12 13,14 8,57 0,65
Friuli Venezia Giulia 3251 11 7,86 6,86 0,87
Puglia 4469 2 8,43 10,43 1,24
Sicilia 3430 3 8,57 3,86 0,45
Bolzano 2593 0 2,14 0,86 0,4
Abruzzo 3230 3 11,71 4,71 0,4
Umbria 1431 1 1,14 0,57 0,5
Sardegna 1354 0 1,43 0 0
Valle d'Aosta 1181 2 2,14 0,86 0,4
Calabria 1157 0 2,14 0,57 0,27
Basilicata 399 0 0,86 0,86 1
Molise  432 0 5,14 1,43 0,28

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L’ITALIA HA ORA IL TREND MIGLIORE

Ancora positivi i dati dell’epidemia nel nostro Paese, nonostante l’aumento del numero dei tamponi dopo il fine settimana.
 
397 sono i nuovi casi positivi accertati in Italia il 26 maggio.
 
Il rapporto positivi/tamponi x 100 in Italia è il più basso di sempre: 0,688.
Mai così basso anche il rapporto tra positivi e persone testate:1,2%.
 
In calo per il 51° giorno  consecutivo il numero delle persone che occupa le terapie intensive: 521  (541  il giorno precedente), nonostante il numero dei decessi per il terzo giorno consecutivo  sotto quota 100: 78  nella giornata di ieri (92 nella giornata precedente).
 
Scende ancora  il numero dei pazienti contemporaneamente ricoverati negli ospedali : 7917 (erano 8185 il giorno precedente).
 
Nella tabella troviamo nella prima colonna i casi accertati da inizio epidemia.
 
Nella seconda colonna della Tabella  i nuovi casi positivi accertati ieri.
In 11 regioni più la provincia autonoma di Bolzano si registrano al massimo 3 casi!
Zero contagi in Alto Adige, Sardegna, Calabria, Molise e Basilicata; in Calabria è il 4° giorno consecutivo senza nuovi positivi
 
Le due colonne successive ci indicano la media giornaliera dei casi calcolata nelle ultime due settimane, cioè dal 13 al 19 maggio e dal 20 al 26 maggio.
 
L’ultima colonna ci indica il rapporto tra questi due valori: quindi dove il numero è superiore ad 1 vuol dire che la media dell’ultima settimana è maggiore e quindi la situazione è peggiore.
 
In nessuna regione italiana troviamo una situazione che possa destare al momento delle particolari preoccupazioni.
 
Il grafico ci mostra la media giornaliera dei casi calcolata nelle ultime tre settimane in Italia, Germania e Spagna.
 
Notiamo che, probabilmente a causa delle riaperture, la linea dell’Italia scende in modo leggermente meno ripido rispetto al suo valore nel periodo precedente : il rapporto tra le medie è passato infatti da 0,67 a 0,70: una piccola variazione sicuramente accettabile e non preoccupante.
La linea tedesca scende in modo meno ripido ma costante: da 0,75 a 0,74, anzi, per essere ancora più precisi da 0,747 a 0,743.
 
L’allentamento delle misure restrittive è iniziato il 20 aprile in Germania e quindi per questo probabilmente non si notano variazioni nel miglioramento nel periodo da noi oggi analizzato.
 
Il rapporto leggermente più alto (peggiore) rispetto all’Italia è dovuto probabilmente all’anticipo delle riaperture avvenute in Germania, quando avevano più o meno 1900 casi giornalieri accertati e iniziate in Italia il 4 maggio (circa 1200 nuovi casi accertati al giorno in quel periodo).
 
Se facciamo riferimento al parametro delle medie dei casi accertati, l’Italia al momento viaggia con un solo giorno di ritardo rispetto alla Germania.    
 
Molto più incerto il paragone con la Spagna: i dati in Spagna e in Francia arrivano in maniera poco affidabile con  numerosi  ricalcoli sia per i casi accertati che per i decessi anche nel corso della stessa settimana.   
 
Per ora possiamo notare che la media giornaliera dei casi accertati è quasi dimezzata in Spagna nell’arco di due settimane (da 1243 a 641,71) mentre è leggermente migliore in Italia dove è più che dimezzata (da 1171,86 a 550,86).






 

IL PUNTO STATISTICO DOPO I DATI DEL 25 MAGGIO

Casi totali al 25 maggio - Nuovi casi accertati il 25 maggio - Media giornaliera dei casi accertati nelle ultime 2 settimane - Rapporto tra le medie dei casi accertati nelle ultime 2 settimane

  Casi Casi 25  maggio Mg Casi 12 - 18 maggio MG Casi 19 - 25 maggio Rapporto medie casi ultime 2 settimane
Italia 230158 300 867,43 610,29 0,7
Lombardia 87258 148 454 319,86 0,7
Emilia Romagna 27587 29 55,86 45,71 0,81
Veneto 19097 11 29,86 21 0,7
Piemonte 30228 48 120,43 87 0,72
Toscana 10067 5 24,86 15,14 0,61
Marche 6716 2 19,29 5,43 0,28
Liguria 9497 17 51,29 43,71 0,85
Lazio 7643 16 42,14 22,57 0,54
Trento 4405 1 7,71 7,71 1
Campania 4755 6 13,29 8,57 0,64
Friuli Venezia Giulia 3240 4 8,57 6 0,7
Puglia 4467 9 8,43 11,57 1,37
Sicilia 3427 4 8 4,57 0,57
Bolzano 2593 0 1,43 1,57 1,1
Abruzzo 3227 1 12,29 4,86 0,4
Umbria 1430 0 1,71 0,86 0,5
Sardegna 1354 -2 1,43 0,14 0,01
Valle d'Aosta 1179 1 2,29 0,71 0,31
Calabria 1157 0 2,43 0,86 0,35
Basilicata 399 0 0,86 1 1,16
Molise  432 0 5,57 1,43 0,26

coronavirus statistiche lazio toscana campania

QUANTO INFLUISCONO IL CLIMA E LA COLLOCAZIONE GEOGRAFICA?

Solo 300 sono i nuovi casi positivi accertati in Italia il 25 maggio( 531 il giorno precedente).
 
Il rapporto positivi/tamponi x 100 in Italia è il più basso di sempre: 0,85.
Mai così basso anche il rapporto tra positivi e persone testate:1,4%.
 
In calo per il 50° giorno  consecutivo il numero delle persone che occupa le terapie intensive: 541  (553  il giorno precedente), nonostante il numero dei decessi per il secondo giorno consecutivo  sotto quota 100: 92 nella giornata di ieri.
 
Scende ancora  il numero dei pazienti contemporaneamente ricoverati negli ospedali : 8185 (- 428 rispetto al giorno precedente).
 
Nella tabella troviamo nella prima colonna i casi accertati da inizio epidemia.
 
Nella seconda colonna della Tabella  i nuovi casi positivi accertati ieri. Ben 14 regioni fanno registrare non più di 6 casi.
 
Le due colonne successive ci indicano la media giornaliera dei casi calcolata nelle ultime due settimane, cioè dal 12 al 18 maggio e dal 19 al 25 maggio.
 
L’ultima colonna ci indica il rapporto tra questi due valori: quindi dove il numero è superiore ad 1 vuol dire che la media dell’ultima settimana è maggiore e quindi la situazione è peggiore.
 
Il rapporto più alto tra le regioni con più di 10 casi di media è quello della Liguria (0,85)
 
Il valore più basso della settimana scorsa si è registrato in Italia lunedì (451 casi accertati) e il valore più alto il martedì (813 casi accertati) quindi non ci dovremmo spaventare per un’ eventuale controtendenza nella giornata di oggi.
 
A tal proposito assume sempre più importanza l’indicatore del rapporto tra le medie giornaliere  dei casi delle ultime due settimane, che vi stiamo proponendo ultimamente, poiché  attenua di molto gli effetti di un eventuale numero maggiore o minore di  tamponi processato  in un determinato giorno della settimana.
 
Nel grafico di oggi vediamo il trend di alcune regioni tirreniche.
Molto simile: con un rapporto tra le medie giornaliere delle ultime due settimane intorno allo 0,60 (quello della settimana precedente era per tutte e tre le regioni intorno allo 0,90).
 
Questa similitudine potrebbe essere casuale ma anche dovuta a fattori climatici: ricordiamo ad esempio un periodo in cui a peggiorare erano solo le regioni del nord ovest ed un altro ancora in cui miglioravano molto più delle altre quelle del nord est.
 
Se gli esami sierologici confermassero definitivamente le indiscrezioni dell’ultimo periodo, cioè che il Coronavirus abbia girato  in Italia già dal periodo autunnale, la motivazione per cui  regioni del Centro e del Sud siano state meno colpite non sarebbe da ascrivere ovviamente soltanto al tempestivo lockdown di marzo per queste aree ma molto probabilmente a fattori strettamente collegati al clima e alla collocazione geografica.       
 




 

IL PUNTO STATISTICO DOPO I DATI DEL 24 MAGGIO

Casi totali al 24 maggio - Nuovi casi accertati il 24 maggio - Media giornaliera dei casi accertati nelle ultime 2 settimane - Rapporto tra le medie dei casi accertati nelle ultime 2 settimane

 
  Casi Casi 24  maggio MG Casi 11-17 maggo MG Casi 18 - 24 maggio Rapporto medie casi ultime 2 settimane
Italia 229858 531 909,29 631,86 0,69
Lombardia 87110 285 476,71 323,71 0,68
Emilia Romagna 27558 45 62,43 46,57 0,75
Veneto 19086 17 31,29 20,71 0,66
Piemonte 30180 43 126 90,43 0,72
Toscana 10062 15 24,86 16,29 0,66
Marche 6714 13 19,14 6,71 0,35
Liguria 9480 53 53 45,86 0,87
Lazio 7627 20 40,14 25,86 0,64
Trento 4404 9 6,14 9,43 1,54
Campania 4749 5 13,71 9,29 0,68
Friuli Venezia Giulia 3236 3 8,71 6,43 0,74
Puglia 4458 10 9 11,29 1,25
Sicilia 3423 2 8,71 5 0,57
Bolzano 2593 3 1,71 1,71 1
Abruzzo 3226 5 11,86 5,71 0,48
Umbria 1430 0 1,86 0,86 0,46
Sardegna 1356 0 1,86 0,43 0,23
Valle d'Aosta 1178 1 2,29 0,71 0,31
Calabria 1157 0 2,71 0,86 0,32
Basilicata 399 1 1 1 1
Molise  432 1 5,86 3 0,51

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CONTINUA IL GRADUALE MIGLIORAMENTO IN ITALIA

Continuano le notizie confortanti in Italia anche dopo i dati comunicati il 24 maggio.
 
I nuovi casi positivi accertati in Italia il 24 maggio sono 531 (669 il giorno precedente).
 
In calo per il 49° giorno  consecutivo il numero delle persone che occupa le terapie intensive: 553  (572  il giorno precedente) e il numero dei pazienti contemporaneamente ricoverati negli ospedali : 8613 (- 82 rispetto al giorno precedente).
 
Nella tabella troviamo nella prima colonna i casi accertati da inizio epidemia.
 
Nella seconda colonna della Tabella  i nuovi casi positivi accertati ieri. Ben 16 regioni fanno registrare non più di 20 casi.
 
Le due colonne successive ci indicano la media giornaliera dei casi calcolata nelle ultime due settimane, cioè dall’11 al 17 maggio e dal 18 al 24 maggio.
 
L’ultima colonna ci indica il rapporto tra questi due valori: quindi dove il numero è superiore ad 1 vuol dire che la media dell’ultima settimana è maggiore e quindi la situazione è peggiore.
 
Il rapporto più alto tra le regioni con più di 10 casi di media è quello della Liguria (0,87)
 
E’ da diverse settimane che sottolineiamo spesso come la regione guidata da Toti per quanto riguarda i casi accertati tenda a migliorare in maniera meno netta rispetto alle altre.
 
Il grafico di oggi ci propone l’andamento delle tre regioni che hanno avuto più casi accertati nell’ultimo periodo dopo la Lombardia, cioè Piemonte, Emilia Romagna e Liguria.
 
Nel grafico in alto vediamo come la media giornaliera dei casi accertati sia scesa nelle ultime tre settimane più rapidamente in Emilia Romagna e Piemonte. Il rapporto tra le medie dei casi accertati nelle ultime due settimane in queste due regioni, rispettivamente 0,75 e 0,72,  è quasi in linea con quello nazionale (0,69).
 
Il grafico in basso invece ci mostra i nuovi casi accertati il giorno 24 degli ultimi tre mesi.
Notiamo il costante e deciso miglioramento dell’Emilia Romagna .719 nuovi casi accertati il 24 marzo,  247 il 24 aprile e 45 il 24 maggio.   
 
Si nota il difficile mese di aprile del Piemonte, influenzato anche da un più elevato numero di test effettuato nelle RSA in quel periodo. 654 nuovi casi accertati il 24 marzo, addirittura in aumento il 24 aprile: 682, per poi scendere molto rapidamente a 43 nella giornata di ieri (meno sia dell’Emilia Romagna che della Liguria) .
 
Molto meno netto il miglioramento della Liguria: mentre molte regioni riescono a dimezzare i nuovi casi in una settimana, la Liguria ci riesce a stento in un mese:  192 nuovi casi accertati il 24 marzo, 124 il 24 aprile e 53 il 24 maggio, al secondo posto per numerosità nella giornata di ieri, dietro solo alla Lombardia.  



 

IL PUNTO STATISTICO DOPO I DATI DEL 24 MAGGIO

TABELLA 1: Casi totali al 23 maggio - Nuovi casi accertati il 23 maggio - Media giornaliera dei casi accertati nelle ultime 2 settimane - Rapporto tra le medie dei casi accertati nelle ultime 2 settimane

  Casi Casi 23  maggio MG Casi 10 -16 maggio Mg Casi 17 - 23 maggio Rapporto medie casi ultime 2 settimane
Italia 229327 669 927,43 652,43 0,7
Lombardia 86825 441 470,43 329,57 0,7
Emilia Romagna 27513 43 66,14 42,29 0,71
Veneto 19069 10 36,71 20,14 0,55
Piemonte 30137 60 133,43 93,43 0,7
Toscana 10047 12 24 19,14 0,8
Marche 6701 4 21,29 8,43 0,4
Liguria 9427 38 53,29 45,14 0,85
Lazio 7607 18 37,57 30,14 0,8
Trento 4395 7 4,86 9,86 2,03
Campania 4744 11 13,14 10,86 0,83
Friuli Venezia Giulia 3233 6 8,43 7,14 0,85
Puglia 4448 6 12,57 10,57 0,84
Sicilia 3421 4 9,86 5,57 0,57
Bolzano 2590 3 1,57 1,71 1,09
Abruzzo 3221 1 13,14 6,14 0,47
Umbria 1430 1 2,14 1,14 0,53
Sardegna 1356 0 2,57 0,57 0,22
Valle d'Aosta 1177 0 2,71 0,57 0,21
Calabria 1157 0 3,14 0,86 0,27
Basilicata 398 4 1,14 1,14 1
Molise  431 5 9 3 0,33

coronavirus statistiche milano torino brescia

MILANO, TORINO E BRESCIA LE PROVINCE CON PIU’ CASI ACCERTATI DA INIZIO EPIDEMIA

Continuano le notizie incoraggianti in Italia anche dopo i dati comunicati il 23 maggio.
 
I nuovi casi positivi accertati in Italia il 23 maggio sono 669, in linea con quelli delle due giornate precedenti.
 
In calo per il 48° giorno  consecutivo il numero delle persone che occupa le terapie intensive: 572  (595 il giorno precedente) e il numero dei pazienti contemporaneamente ricoverati : 8695 (- 262 rispetto al giorno precedente).
 
Nella tabella troviamo nella prima colonna i casi accertati da inizio epidemia.
 
Nella seconda colonna della Tabella  i nuovi casi positivi accertati ieri. Ben 16 regioni fanno registrare meno di 20 casi.
 
Le due colonne successive ci indicano la media giornaliera dei casi calcolata nelle ultime due settimane, cioè dal 10 al 16 maggio e dal 17 al 23 maggio.
 
L’ultima colonna ci indica il rapporto tra questi due valori: quindi dove il numero è superiore ad 1 vuol dire che la media dell’ultima settimana è maggiore e quindi la situazione è peggiore.
 
Le tre regioni più colpite Lombardia (0,7), Emilia Romagna (0,71) e Piemonte (0,7) hanno un confortante rapporto tra le medie giornaliere nelle ultime due settimane, in linea con quello nazionale (0,7)
 
Nel  grafico di oggi vediamo le medie giornaliere calcolate nelle ultime tre settimane per le tre province con più casi accertati da inizio epidemia: Milano, Torino e Brescia.
 
Tutte e tre le province fanno registrare un rapporto tra le medie nelle ultime due settimane inferiore a 1 (linea discendente): Milano (0,75), Torino (0,73) e Brescia (0,57) .
Più marcato il miglioramento di Torino e Milano invece se consideriamo le ultime tre settimane.






IL PUNTO STATISTICO DOPO I  DATI DEL 22 MAGGIO

 
TABELLA 1: Casi totali al 22 maggio - Nuovi casi accertati il 22 maggio - Media giornaliera dei casi accertati nelle ultime 2 settimane - Rapporto tra le medie dei casi accertati nelle ultime 2 settimane

  Casi Casi 22  maggio Mg 9 - 15 maggio Mg 16 - 22 maggio Rapporto medie casi ultime 2 settimane
Italia 228658 652 957,14 681,86 0,71
Lombardia 86384 293 485,14 323,57 0,67
Emilia Romagna 27470 53 73,14 51,43 0,7
Veneto 19059 21 38,71 24,29 0,63
Piemonte 30077 87 139,71 104,43 0,75
Toscana 10035 35 23,14 21,71 0,94
Marche 6697 8 21,29 11,14 0,52
Liguria 9389 45 48,14 47 0,98
Lazio 7589 31 39,71 32,14 0,81
Trento 4388 10 4,71 10 2,12
Campania 4733 10 13,14 11,29 0,86
Friuli Venezia Giulia 3227 12 8,43 7,43 0,88
Puglia 4440 27 15,71 4,86 0,31
Sicilia 3421 4 10,43 6,71 0,64
Bolzano 2590 3 2,86 1,71 0,6
Abruzzo 3220 8 10 10,29 1,03
Umbria 1429 0 2,29 1 0,44
Sardegna 1356 0 2,57 1,14 0,44
Valle d'Aosta 1177 1 3 0,71 0,24
Calabria 1157 1 2,57 1,86 0,72
Basilicata 394 0 1 0,71 0,71
Molise  426 3 11,43 2,71 0,24
 

TABELLA 2: Rapporto Positivi/Tamponi x 100 nelle giornate del 21 e del 22 maggio - Pazienti contemporaneamente in terapia intensiva il 22 maggio - Differenza posti occupati in terapia intensiva rispetto al giorno precedente

  Positivi/Tamponi 21 maggio x 100 Positivi/Tamponi 22 maggio x 100 Terapie Intensive 20 maggio Differenza Terapie Intensive rispetto al giorno precedente
Italia 0,896 0,865 595 -45
Lombardia 2,149 1,54 207 -19
Emilia Romagna 1,164 1,345 89 -3
Veneto 0,068 0,185 12 -3
Piemonte 1,576 1,627 79 -4
Toscana 0,417 0,9 42 1
Marche 0,67 0,481 15 -1
Liguria 2,94 1,787 19 -3
Lazio 0,592 0,618 67 -1
Trento 0,55 0,465 4 -2
Campania 0,177 0,167 9 0
Friuli Venezia Giulia 0,209 0,476 2 0
Puglia 0,354 1,278 17 -3
Sicilia 0,159 0,192 10 -1
Bolzano 0 0,277 5 0
Abruzzo 0,674 0,446 4 -1
Umbria 0,16 0 2 0
Sardegna 0,082 0 6 -6
Valle d'Aosta 0,293 0,37 2 1
Calabria 0 0,089 1 0
Basilicata 0,181 0 1 0
Molise  1,053 0,826 2 0
 
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PERCHE’ GLI ASSEMBRAMENTI GIOVANILI POSSONO FAR PEGGIORARE LA SITUAZIONE

La trasmissione televisiva Quarto Grado, in onda su Rete 4, ha svelato ieri in alcuni servizi che in una delle regioni non proprio inizialmente più colpite, la Liguria, già dall’8 dicembre il virus era presente: la prova è certa in quanto anticorpi sono stati trovati nelle sacche di sangue di alcuni donatori nel periodo immediatamente successivo.
 
Al di là delle critiche ad un sistema che non si è accorto per mesi e mesi della presenza del Covid e dei protocolli ridicoli che vigevano, l’analisi del passato può essere utilissima per comprendere l’andamento delle curve e il comportamento del virus.
 
Secondo quanto riferito dall’Assessore alla Sanità del Lazio D’Amato qualche giorno fa   “Sono stati eseguiti ad oggi 19.414 test sierologici dove la presenza di Igg riscontrata è stata evidente per 422 soggetti pari al 2,17%. I 422 sono stati sottoposti a tampone e 9 sono risultati positivi, ovvero con il virus in corso e asintomatici”.
 
La prima percentuale del 2,17% non è rappresentativa dell’intera popolazione perché sono state sottoposte inizialmente ai test sierologici solo categorie molto esposte, come personale sanitario e Forze dell’Ordine
 
Ma il comunicato della Regione ci fornisce un’informazione molto importante: cioè che per ogni 422 soggetti che hanno avuto una positività, magari senza saperlo, nel corso di questi mesi, 9 persone, ovvero il 2,13%, cioè circa 1/47 è ancora capace di contagiare.
 
Questo significa che se il virus avesse girato indisturbato già nel periodo natalizio nel Lazio non sarebbe improbabile solo nella provincia di Latina un numero di circa 5.000 persone colpite da inizio epidemia.
 
Sapendo dall’indagine di Vò Euganeo che almeno nella prime fasi dell’epidemia circa la metà delle persone positive è asintomatica, possiamo presupporre che appunto 2500 siano stati in totale gli asintomatici in provincia di Latina da inizio epidemia  e che una cinquantina (1/47) ancora siano in giro e inconsapevoli.
 
Non stiamo parlando di persone collegate necessariamente a cluster già conosciuti.
Queste 50 persone potrebbero essere anziani, uomini di mezza età, bambini e anche giovani: per questo diversi focolai potrebbero scoppiare  nelle prossime settimane se dovessero continuare ad esserci assembramenti di giovani e adolescenti.
 
Molto meno pericolose le riaperture nei luoghi di lavoro, semplicemente perché norme e distanze vengono rispettate, come ha dimostrato un’indagine nel Veneto, dove sono stati trovati una decina di asintomatici nei posti di lavoro che però non avevano fatto partire focolai all’interno delle attività, perché norme e distanze erano state rispettate.
 
I dati comunicati ieri sono incoraggianti, nel senso che la situazione è in miglioramento nonostante le riaperture del 4 maggio, ma questo non significa che il virus sia scomparso e che bisogna abbassare la guardia.    
 
I nuovi casi positivi accertati in Italia il 22 maggio sono 652.
Il rapporto Positivi/Tamponi x 100, come si evince dalla Tabella 2 e dal grafico,  raggiunge in Italia il suo valore minimo assoluto: 0.865 (0,896 il giorno precedente).  
 
I dati dei nuovi casi in  Lombardia, come avevamo previsto da diversi giorni,  stanno scendendo abbastanza rapidamente: il rapporto tra le medie dei casi accertati nelle ultime due settimane nella regione lombarda è uno dei migliori: 0,67 (Ultima colonna tabella 1)  e il rapporto positivi/tamponi è in caduta libera: 1,54.
 
In calo per il 47° giorno  consecutivo il numero delle persone che occupa le terapie intensive in Italia : 595  (640 il giorno precedente).
 
Nella tabella 1  troviamo nella prima colonna i casi accertati da inizio epidemia.
 
Nella seconda colonna della Tabella  i nuovi casi positivi accertati ieri.
 
Le due colonne successive ci indicano la media giornaliera dei casi calcolata nelle ultime due settimane, cioè dal  9 al 15 maggio e dal 16 al 22 maggio.
 
L’ultima colonna ci indica il rapporto tra questi due valori: quindi dove il numero è superiore ad 1 vuol dire che la media dell’ultima settimana è maggiore e quindi la situazione è peggiore.
 
Tra le regioni da tenere sotto osservazione  la Liguria: rapporto tra le medie dei casi nelle ultime due settimane pari a 0,98  e col peggior rapporto Positivi/Tamponi x 100 in Italia : 1,787 nella giornata di ieri.
Occhio anche alla provincia autonoma di Trento dove i casi, se pur in numero limitato,  sono più che raddoppiati in media rispetto alla settimana scorsa.  
 




 

IL PUNTO STATISTICO DOPO I DATI DEL 21 MAGGIO

TABELLA 1: Casi totali al 21 maggio - Nuovi casi accertati il 21 maggio - Media giornaliera dei casi accertati nelle ultime 2 settimane - Rapporto tra le medie dei casi accertati nelle ultime 2 settimane

  Casi Casi 21  maggio Mg 8 - 14 maggio Mg 15 - 21 maggio Rapporto medie casi ultime 2 settimane
Italia 228006 642 1034 701,43 0,68
Lombardia 86091 316 533 324,43 0,61
Emilia Romagna 27417 53 81,29 51,57 0,63
Veneto 19038 8 41,71 27,57 0,66
Piemonte 29990 105 153,43 111,57 0,73
Toscana 10000 18 25,14 20,14 0,8
Marche 6689 12 21,57 12,29 0,57
Liguria 9344 55 50 49,86 1
Lazio 7558 25 36,71 38,14 1,04
Trento 4378 10 4,57 9 1,97
Campania 4723 9 14 12 0,86
Friuli Venezia Giulia 3215 6 7,71 7,71 1
Puglia 4413 6 16 8 0,5
Sicilia 3417 6 11,14 7,29 0,65
Bolzano 2587 0 3,71 1,29 0,35
Abruzzo 3212 7 9,14 10,86 1,19
Umbria 1429 2 2,14 1,29 0,6
Sardegna 1356 1 3 1,57 0,52
Valle d'Aosta 1176 1 2,29 1,43 0,62
Calabria 1156 0 2,57 1,86 0,72
Basilicata 394 1 0,86 0,71 0,83
Molise  423 1 14 2,86 0,2


 

TABELLA 2: Rapporto Positivi/Tamponi x 100 nelle giornate del 20 e del 21 maggio - Pazienti contemporaneamente in terapia intensiva il 21 maggio - Differenza posti in terapia intensiva occupati rispetto al giorno precedente

 
  Positivi/Tamponi 20 maggio x 100 Positivi/Tamponi 21 maggio x 100 Terapie Intensive 20 maggio Differenza Terapie Intensive rispetto al giorno precedente
Italia 0,99 0,896 640 -36
Lombardia 2,555 2,149 226 -5
Emilia Romagna 0,811 1,164 92 -4
Veneto 0,254 0,068 15 -1
Piemonte 2,575 1,576 83 -13
Toscana 0,272 0,417 41 -4
Marche 1,852 0,67 16 0
Liguria 2,069 2,94 22 0
Lazio 0,705 0,592 68 -6
Trento 0,746 0,55 6 0
Campania 0,198 0,177 9 -3
Friuli Venezia Giulia 0,199 0,209 2 0
Puglia 0,534 0,354 20 -1
Sicilia 0,522 0,159 11 0
Bolzano 0 0 5 0
Abruzzo 0,367 0,674 5 -1
Umbria 0 0,16 2 0
Sardegna 0,086 0,082 12 2
Valle d'Aosta 0 0,293 1 0
Calabria 0,259 0 1 0
Basilicata 0 0,181 1 0
Molise  0 1,053 2 0

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BENE L’ITALIA. MOLTO BENE LA SPAGNA. MOLTO MALE IL BRASILE. E LA GERMANIA?

 
Continuano le notizie confortanti in Italia anche dopo i dati comunicati il 21 maggio.
 
I nuovi casi positivi accertati in Italia il 21 maggio sono 642 (665 il giorno precedente)
 
Il rapporto Positivi/Tamponi x 100, come si evince dalla Tabella 2,  raggiunge in Italia il suo valore minimo assoluto: 0.896 (0,99 il giorno precedente).  
 
I dati dei nuovi casi in  Lombardia, come avevamo previsto da diversi giorni,  stanno scendendo abbastanza rapidamente: il rapporto tra le medie dei casi accertati nelle ultime due settimane nella regione lombarda è uno dei migliori: 0,61 (Ultima colonna tabella 1)
 
 
In calo per il 46° giorno  consecutivo il numero delle persone che occupa le terapie intensive in Italia : 640  (676 il giorno precedente).
 
Nella tabella 1  troviamo nella prima colonna i casi accertati da inizio epidemia.
 
Nella seconda colonna della Tabella  i nuovi casi positivi accertati ieri. Solo 4  regioni   fanno registrare più di  25 nuovi casi.
 
Le due colonne successive ci indicano la media giornaliera dei casi calcolata nelle ultime due settimane, cioè dall’8  al 14 maggio e dal 15 al 21 maggio.
 
L’ultima colonna ci indica il rapporto tra questi due valori: quindi dove il numero è superiore ad 1 vuol dire che la media dell’ultima settimana è maggiore e quindi la situazione è peggiore.
 
Tra le regioni con più di 15 casi di media che fa registrare un valore superiore a 1 c’è il Lazio (1,04), che però ha avuto ieri solo 25 casi (valore inferiore alla sua media giornaliera calcolata nell’ultima settimana) e che ha un buon rapporto positivi/tamponi x 100 : 0,592 (seconda colonna tabella 2).
 
Unica regione che al momento dà una moderata preoccupazione è la Liguria: rapporto tra le medie dei casi nelle ultime due settimane pari a 1 e col peggior rapporto Positivi/Tamponi x 100: 2,94, maggiore anche di quello della Lombardia , che è sceso ulteriormente: 2,149.
 
Il grafico in alto ci mostra la media giornaliera di casi accertati nelle ultime tre settimane per le nazioni più colpite. USA e Russia fanno registrare numeri alti con tendenza pressoché stabile. Il rapporto tra le medie ei casi accertati nelle ultime due settimane è 0,99 per USA e 0,87 per la Russia. Molto più preoccupante è la situazione in Brasile: rapporto tra le medie dei casi accertati nelle ultime due settimane pari a 1,59!
 
Il grafico in basso ci mostra il trend di tre nazioni occidentali, Germania, Italia e Spagna.
 
La Germania ha iniziato prima ad allentare alcune delle misure restrittive (il 20 aprile) , l’Italia ha iniziato il 4 maggio per poi dare una forte accelerata il 18 maggio , la Spagna sta procedendo in modo più graduale e facendo distinzioni in base alle regioni più colpite.
 
Dal punto di vista sanitario ovviamente misure più restrittive premiano di più e quindi la Spagna sembra stia migliorando più rapidamente dell’Italia e allo stesso modo l’Italia più rapidamente della Germania, che ha iniziato ad allentare le misure quando aveva ancora quasi 2000 casi accertati giornalieri.
 
I grafici proposti oggi non ci descrivono però le perdite economiche causate dalle misure restrittive nei vari Paesi e alla fine la strategia migliore se combinassimo gli effetti sia economici che sanitari potrebbe rivelarsi proprio quella della Germania.    
  
 



 

IL PUNTO STATISTICO DOPO I DATI DEL 20 MAGGIO

TABELLA 1: Casi totali al 20 maggio - Nuovi casi accertati il 20 maggio - Media giornaliera dei casi accertati nelle ultime 2 settimane - Rapporto tra le medie dei casi accertati nelle ultime 2 settimane

 
  Casi Casi 20 maggio MG 7 - 13 Maggio MG 14 - 20 maggio Rapporto medie casi ultime 2 settimane
Italia 227364 665 1092,43 751,43 0,69
Lombardia 85775 294 561,29 353,86 0,63
Emilia Romagna 27364 50 85,71 55 0,64
Veneto 19030 33 47,71 31 0,65
Piemonte 29885 158 159,86 118,14 0,74
Toscana 9982 14 24,57 21,86 0,89
Marche 6677 2 23,86 12,71 0,53
Liguria 9289 32 54,14 51,29 0,95
Lazio 7533 28 36,43 40,43 1,11
Trento 4368 10 4,57 8 1,75
Campania 4714 7 14 12 0,86
Friuli Venezia Giulia 3209 6 8,86 7,57 0,85
Puglia 4407 11 21,71 8,43 0,39
Sicilia 3411 8 10,43 8,14 0,78
Bolzano 2587 0 4,57 1,71 0,37
Abruzzo 3205 8 11,43 11,14 0,97
Umbria 1427 0 2,14 1,14 0,53
Sardegna 1355 1 3,71 1,43 0,39
Valle d'Aosta 1175 0 2,43 1,71 0,71
Calabria 1156 3 2,57 2,29 0,89
Basilicata 393 0   0,57  
Molise  422 0 13,86 3 0,22


 

TABELLA 2: Rapporto Positivi/tamponi x 100 nelle giornate del 19 e del 20 maggio - Pazienti contemporaneamente in terapia intensiva il 20 maggio - Differenza posti in terapia intensiva occupati rispetto al giorno precedente

 
  Positivi/Tamponi 19 maggio x 100 Positivi/Tamponi 20 maggio x 100 Terapie Intensive 20 maggio Differenza Terapie Intensive rispetto al giorno precedente
Italia 1,287 0,99 676 -40
Lombardia 3,097 2,555 231 -13
Emilia Romagna 1,09 0,811 96 -3
Veneto 0,436 0,254 16 -2
Piemonte 2,156 2,575 96 0
Toscana 0,177 0,272 45 -11
Marche 0 1,852 16 -1
Liguria 3,131 2,069 22 0
Lazio 0,454 0,705 74 0
Trento 1,351 0,746 6 -2
Campania 0,32 0,198 12 -5
Friuli Venezia Giulia 0,639 0,199 2 0
Puglia 0,517 0,534 21 -1
Sicilia 0,251 0,522 11 -1
Bolzano 0,752 0 5 -1
Abruzzo 0,382 0,367 6 0
Umbria 0,194 0 2 0
Sardegna 0,097 0,086 10 1
Valle d'Aosta 0,298 0 1 0
Calabria 0,175 0,259 1 -1
Basilicata 0,131 0 1 0
Molise  0 0 2 0

REGIONE LAZIO: OGGI UN ASINTOMATICO INCONSAPEVOLE IN GIRO OGNI 47 IN PRECEDENZA POSITIVI

 Abbiamo più volte scritto che i risultati dei test sierologici, soprattutto quelli a campione, ci potranno dare informazioni essenziali sui numeri e quindi sul reale andamento della curva epidemiologica in questi mesi e che potranno essere ovviamente anche utili alla scienza per comprendere più a fondo il comportamento del virus.
 
Ieri sono stati resi noti in Conferenza Stampa della Regione Lazio i primi risultati a cui sono stati sottoposti  in questi giorni personale medico sanitario e forze di Polizia.
 
Prima riflessione: Non è un campione rappresentativo per capire l’incidenza del virus su tutta la popolazione,  perché sono state testate categorie molto più esposte.
 
Secondo quanto riferito dall’Assessore alla Sanità D’Amato  “Sono stati eseguiti ad oggi 19.414 test sierologici dove la presenza di Igg riscontrata è stata evidente per 422 soggetti pari al 2,17%. I 422 sono stati sottoposti a tampone e 9 sono risultati positivi, ovvero con il virus in corso e asintomatici”.
 
La prima percentuale del 2,17% non è rappresentativa dell’intera popolazione proprio perché sono state sottoposte solo categorie molto esposte Ad esempio la provincia di Latina conta più di 500.000 abitanti. Già l’1% sarebbe di più di 5000: ci ritroveremmo un numero 10 volte maggiore con questa percentuale dell’1% a quello che è quello dei casi positivi accertati, poco più di 500 in provincia.
 
Quindi una situazione irrealistica, visto il tasso di letalità apparente già basso che è in provincia inferiore al 6%,  a meno che non si scoprisse che il virus sia in circolazione da un anno, oppure che abbia subito una mutazione prima di febbraio/marzo.         
 
Anche con un tasso di letalità reale dell’1% i pazienti positivi in provincia dovrebbero essere 3.200, un numero che ci farebbe presupporre che in pratica i 5/6 siano sfuggiti al controllo di questi mesi, ipotesi come detto avvalorabile solo se si scoprisse che il virus sia in giro da molto più tempo di quello che oggi si pensa, oppure con modalità completamente diverse, o con una percentuale di asintomatici più vicina al 90 che al 50%.
 
Quindi se non è molto rilevante la percentuale del 2,17% ai fini della comprensione dell’incidenza del virus, il comunicato della Regione ci fornisce un’informazione abbastanza importante: cioè che per ogni 422 soggetti che hanno avuto una positività, magari senza saperlo, nel corso di questi mesi, 9 persone, ovvero il 2,13%, cioè circa 1/47è ancora capace di contagiare.
 
Questo significa che in un paese di 4700 abitanti, magari non lontano da una cittadina in zona rossa, gli abitanti che potrebbero aver contratto il virus potrebbero essere per ipotesi sì magari in questo caso l’1% o anche di più , quindi 47 o più. E in questo paese quindi ci potrebbe essere in media un asintomatico non testato ancora oggi in giro, così come in una cittadina di 47.000 abitanti nelle stesse condizioni, le persone che hanno  contratto  il virus potrebbero essere almeno 470 e gli asintomatici inconsapevoli e non testati ancora in giro una decina
 
Per questo è opportuno mantenere ancora le distanze, perché magari uno di questi asintomatici ha famiglia, figli o nipoti adolescenti o giovani e una movida o anche soltanto un assembramento in un parco pubblico potrebbero innescare una catena ancora molto pericolosa.
 
Molto diversa invece sarà la situazione col passare dei giorni, ma soprattutto di settimane in cui questa probabilità verrà man mano a scemare 
 
 
I nuovi casi positivi accertati in Italia il 20  maggio sono in decrescita: 665.
 
Anche in Lombardia, come previsto, il rallentamento del contagio si fa sempre più evidente: 294 i casi accertati con una media settimanale che diventa sempre più bassa.
 
 
Nella tabella 1 troviamo nella prima colonna i casi accertati da inizio epidemia.
 
Nella seconda colonna della Tabella 1  i nuovi casi positivi accertati ieri. Solo 5  regioni   fanno registrare più di  15 nuovi casi. In 4 regioni più Bolzano zero casi, mentre in tutte le altre realtà soltanto da 1 a 15 nuovi casi accertati.
 
Le due colonne successive della Tabella 1  ci indicano la media giornaliera dei casi calcolata nelle ultime due settimane, cioè dal 7 al 13 maggio e dal 14 al 20 maggio.
 
L’ultima colonna ci indica il rapporto tra questi due valori: quindi dove il numero è superiore ad 1 vuol dire che la media dell’ultima settimana è maggiore e quindi la situazione è peggiore.
 
Il  Lazio fa registrare 1,11, ma i casi accertati ieri sono confortanti: 28 e quindi sotto la media settimanale  che è intorno a 40.
 
Nelle prime colonne della  tabella 2  il rapporto positivi/tamponi x 100 che raggiunge i suoi minimi in Italia (0,99Positivi/Tamponi x 100), molto basso se consideriamo comunque che le persone che vengono sottoposte a tampone non sono prese indistintamente ma vengono scelte tra coloro ritenute con una maggiore probabilità di aver contratto il virus.
 
In miglioramento ancora  la Lombardia.  Il valore peggiore è stato  fatto registrare ieri dal Piemonte (2,575 Positivi/Tamponi x 100)
 
In calo per il 45° giorno  consecutivo il numero delle persone che occupa le terapie intensive 676 (-40 in Italia rispetto al giorno precedente), come possiamo vedere dalle ultime colonne della Tabella 2, in cui notiamo lo stesso andamento positivo praticamente per tutte le regioni italiane.
 




 

IL PUNTO STATISTICO DOPO I DATI DEL 19 MAGGIO

TABELLA 1: Casi totali al 19 maggio - Nuovi casi accertati il 19 maggio - Media giornaliera dei casi accertati nelle ultime 2 settimane - Rapporto tra le medie dei casi accertati nelle ultime 2 settimane 

  Casi Casi 19 maggio Mg Casi 6 - 12 maggio Mg Casi 13-19 maggio Rapporto medie casi ultime 2 settimane
Italia 226699 813 1171,86 783,29 0,67
Lombardia 85481 462 614,14 368,14 0,6
Emilia Romagna 27314 47 93,43 55 0,59
Veneto 18997 47 54,29 30,71 0,57
Piemonte 29727 108 159,29 119,71 0,75
Toscana 9968 7 24,43 23,71 0,97
Marche 6675 0 25,14 15,29 0,61
Liguria 9257 66 55,43 56,29 1,01
Lazio 7505 20 42,57 41,86 0,98
Trento 4358 7 6 7,86 1,31
Campania 4707 12 13,86 13,14 0,95
Friuli Venezia Giulia 3203 5 9 7,86 0,87
Puglia 4396 10 23,86 8,43 0,35
Sicilia 3403 8 10,86 8,57 0,79
Bolzano 2587 5 4,57 2,14 0,47
Abruzzo 3197 4 12,86 11,71 0,91
Umbria 1427 3 2,71 1,14 0,42
Sardegna 1354 1 3,71 1,43 0,38
Valle d'Aosta 1175 1 2,43 2,14 0,88
Calabria 1153 2 2,71 2,14 0,79
Basilicata 393 1   0,86  
Molise  422 0 12,14 5,14 0,42



 

TABELLA 2: Rapporto positivi/Tamponi x 100 nelle giornate del 12, 18 e 19 maggio 

 
  Positivi/Tamponi 12 maggio x 100 Positivi/Tamponi 18 maggio x 100 Positivi/Tamponi 19 maggio x 100
Italia 2,092 1,239 1,287
Lombardia 5,014 3,446 3,097
Emilia Romagna 1,163 1,258 1,09
Veneto 0,495 0,14 0,436
Piemonte 2,635 1,753 2,156
Toscana 0,279 1,103 0,177
Marche 1,578 2,564 0
Liguria 2,305 2,404 3,131
Lazio 0,597 1,18 0,454
Trento 0,31 2,529 1,351
Campania 0,588 0,298 0,32
Friuli Venezia Giulia 0,456 0,856 0,639
Puglia 0,57 0,808 0,517
Sicilia 0,212 0,488 0,251
Bolzano 0 0,231 0,752
Abruzzo 0,575 1,029 0,382
Umbria 0,394 0 0,194
Sardegna 0,12 0 0,097
Valle d'Aosta 0,568 1,724 0,298
Calabria 0,346 0 0,175
Basilicata 0,12 0 0,131
Molise  0,508 2,564 0


LA LOMBARDIA NON PREOCCUPA. LA MOVIDA SI’

Apparentemente i dati comunicati ieri potrebbero far pensare dopo un’analisi superficiale  a segnali negativi in Italia e soprattutto in Lombardia.
 
In realtà in Italia la situazione per il momento è positiva:  come vediamo infatti nell’ultima colonna della Tabella1, il rapporto tra le medie dei casi accertati nelle ultime due settimane è sceso a 0,66.
 
La Lombardia addirittura fa registrare un rapporto tra le medie dei casi accertati nelle ultime due settimane ancora migliore: 0,60.
 
Nella tabella 2 abbiamo inserito la percentuale del rapporto positivi/tamponi nelle giornate del 12 maggio (una settimana fa), 18 maggio e 19 maggio.
 
Notiamo una diminuzione in Italia in linea con quello che  è il rapporto tra le medie dei casi accertati .
 
Allo stesso modo in Lombardia in cui il rapporto Positivi/Tamponi x 100 è passato da 5,014 del 12 maggio a 3,097 del 19 maggio.
 
Altro dato confortante: in calo per il 44° giorno  consecutivo il numero delle persone che occupa le terapie intensive in Italia : 716  (749 il giorno precedente).
Miglioramento che si verifica anche in Lombardia (-8 rispetto al giorno precedente).
 
Continuano inoltre a diminuire le chiamate al 118 lombardo per motivi respiratori o infettivi: solo 257 il 17 maggio e media giornaliera nel periodo settimanale in considerevole calo rispetto a quella delle settimane anche immediatamente precedenti.
 
Nell’ultima colonna della tabella 1 notiamo che sono le nostre regioni occidentali quelle che fanno registrare un rapporto tra le medie dei casi accertati un po’ più da attenzionare,  perché vicini ad 1.
 
Ma se i rapporti tra le medie  della Toscana (0,97), Lazio (0,98) e Campania (0,95)  sembrano abbastanza sotto controllo se consideriamo il numero basso dei casi accertato ieri (al dato di Roma città comunque bisogna prestare sempre attenzione) un po’ più da tenere sotto occhio è la situazione della Liguria (1,01) anche in virtù di un rapporto positivi/Tamponi x  100, che come vediamo nell’ultima colonna della tabella 2, ieri con 3,131 è stato addirittura superiore a quello della Lombardia.
 
Più preoccupanti sono le immagini della movida trasmesse ieri dai Tg e riguardanti molte città della nostra penisola: da Padova a Palermo.
 
Anche nei paesi  e nelle cittadine covid free, in cui non ci sono positivi accertati da diverso tempo, la probabilità di presenza di asintomatici è maggiore della probabilità di assenza degli stessi: quindi ancora per qualche mese sono da evitare i contatti ravvicinati e prolungati di massa soprattutto al chiuso e per qualche settimana anche all’aperto sono da evitare assembramenti: è facile vedere purtroppo in questi giorni gruppetti di adolescenti che si muovono o sostano insieme nello spazio di pochi decimetri quadrati: più che al dato della Lombardia facciamo attenzione ai comportamenti dei nostri figli.           
 
 
 
 
 
 




 

IL PUNTO STATISTICO DOPO I DATI DEL 18 MAGGIO

Casi totali al 18 maggio - Nuovi casi accertati il 18 maggio - Media giornaliera dei casi accertati nelle ultime 2 settimane - Rapporto tra le medie dei casi accertati nelle ultime 2 settimane

 
  Casi Casi 18 maggio MG Casi 5 -11 mag Mg Casi 12 - 18 maggio Rapporto medie casi ultime 2 settimane
Italia 225886 451 1125,14 867,43 0,77
Lombardia 85019 175 538 454 0,84
Emilia Romagna 27267 35 100,14 55,86 0,56
Veneto 18950 9 52,57 29,86 0,57
Piemonte 29619 72 164,86 120,43 0,73
Toscana 9961 13 26,57 24,86 0,94
Marche 6678 11 25,71 19,29 0,75
Liguria 9191 32 60 51,29 0,85
Lazio 7485 39 49 42,14 0,86
Trento 4351 13 5,57 7,71 1,38
Campania 4695 11 14,86 13,29 0,89
Friuli Venezia Giulia 3198 7 8,86 8,57 0,97
Puglia 4386 7 24,86 8,43 0,34
Sicilia 3395 7 12 8 0,67
Bolzano 2582 1 4,43 1,43 0,32
Abruzzo 3193 7 15,29 12,29 0,8
Umbria 1424 0 2,57 1,71 0,67
Sardegna 1353 0 3,71 1,43 0,39
Valle d'Aosta 1174 1 2,14 2,29 1,07
Calabria 1151 0 2,29 2,43 1,06
Basilicata 392 0 0 0,86  
Molise  422 11 11,71 5,57 0,48
 

statistiche coronavirus italia

CONTINUANO I MIGLIORAMENTI IN ITALIA

Continuano le notizie incoraggianti in Italia anche dopo i dati comunicati il 18 maggio.
 
Come avevamo previsto qualche settimana fa  “la consapevolezza dell’esistenza del virus, la conseguente prudenza adottata dalla maggior parte degli Italiani, il fatto che, come diciamo da diverso tempo, la curva reale del contagio stia scendendo in modo più netto di quello che raccontano i Bollettini quotidiani, contribuirà a far sì che anche questa volta numeri settimanali dei nuovi positivi a nostro avviso tenderanno sempre man mano a decrescere e non a crescere.”
 
I nuovi casi positivi accertati in Italia il 18 maggio sono 451.
 
I dati dei nuovi casi in  Lombardia, come avevamo preannunciato da diversi giorni,  stanno scendendo abbastanza rapidamente: 399;  326 e 175 i casi accertati negli ultimi tre giorni  a fronte dei 502; 282 e 364 registrati sabato, domenica e lunedì della settimana precedente.   
 
In calo per il 43° giorno  consecutivo il numero delle persone che occupa le terapie intensive: 749  (863 il giorno precedente) e questo nonostante il numero dei decessi giornalieri si sia abbassato sensibilmente: 99 (145 il giorno precedente)
 
Nella tabella troviamo nella prima colonna i casi accertati da inizio epidemia.
 
Nella seconda colonna della Tabella  i nuovi casi positivi accertati ieri. Solo 2  regioni (Lombardia e Piemonte)  fanno registrare più di  40 nuovi casi.
Ben 15 regioni fanno registrare meno di 15 casi!
 
Le due colonne successive ci indicano la media giornaliera dei casi calcolata nelle ultime due settimane, cioè dal 5 all’11 maggio e dal 12 al 18 maggio.
 
L’ultima colonna ci indica il rapporto tra questi due valori: quindi dove il numero è superiore ad 1 vuol dire che la media dell’ultima settimana è maggiore e quindi la situazione è peggiore.
 
Tutte le regioni con più di 10 casi di media fanno registrare un valore inferiore a 1 e tutte le regioni sotto i 10 casi di media fanno registrare un valore inferiore a 1,5.
 
Nel  grafico di oggi notiamo l’andamento del rapporto positivi/tamponi in Italia, uno dei dati da tenere più sotto osservazione:  i valori peggiori ci sono stati il 17 marzo  (il 33% dei tamponi effettuati era positivo) ed il 19 marzo: 30%.
 
Il rapporto è sempre gradualmente sceso ed ha fatto registrare il suo minimo il 17 maggio: 1,123% . Il valore di ieri è di poco superiore: 1,239%.
 
Il 3 maggio, immediatamente prima dell’inizio della fase 2,  il rapporto tamponi/positivi in Italia era 3,1%, quindi 2 volte e mezzo superiore (peggiore) rispetto a quello registrato ieri
   




 

IL PUNTO STATISTICO DOPO I DATI DEL 17 MAGGIO

Casi totali al 17 maggio - Nuovi casi accertati il 17 maggio - Media giornaliera dei casi accertati nelle ultime 2 settimane - Rapporto tra le medie dei casi accertati nelle ultime 2 settimane

 
  Casi Casi 17 maggio MG Casi 4 -10 mag MG Casi 11-17 maggo Rapporto medie casi ultime 2 settimane
Italia 225435 675 1193,29 909,29 0,76
Lombardia 84844 326 568,43 476,71 0,84
Emilia Romagna 27232 50 111,29 62,43 0,56
Veneto 18941 13 57,71 31,29 0,54
Piemonte 29547 64 176,43 126 0,71
Toscana 9948 35 30,14 24,86 0,83
Marche 6667 25 30,57 19,14 0,63
Liguria 9159 48 61,29 53 0,86
Lazio 7446 50 50,86 40,14 0,79
Trento 4338 12 6,86 6,14 0,9
Campania 4684 16 14,86 13,71 0,92
Friuli Venezia Giulia 3191 8 8,29 8,71 1,05
Puglia 4379 5 24,14 9 0,37
Sicilia 3388 6 12,43 8,71 0,7
Bolzano 2581 3 4,71 1,71 0,36
Abruzzo 3186 8 15,29 11,86 0,78
Umbria 1424 2 2,43 1,86 0,76
Sardegna 1353 1 3 1,86 0,62
Valle d'Aosta 1173 0 2,14 2,29 1,07
Calabria 1151 0 2,57 2,71 1,06
Basilicata 392 2   1  
Molise  411 1 9,86 5,86 0,59
 

Numero di persone contemporaneamente in Terapia Intensiva i giorni 3 e 17 maggio - Numero delle persone contemporaneamente ricoverate il 3 e il 17 maggio

 
  TI 3 maggio TI 17 maggio Ric 3 maggio Ric 17 maggio
Italia 1501 762 17242 10311
Lombardia 532 255 6609 4480
Emilia Romagna 197 111 1977 721
Veneto 103 22 955 273
Piemonte 169 101 2496 1620
Toscana 112 67 513 214
Marche 43 18 400 151
Liguria 68 24 627 360
Lazio 95 74 1346 1150
Trento 17 8 136 41
Campania 30 17 455 342
Friuli Venezia Giulia 6 3 131 80
Puglia 40 21 410 263
Sicilia 29 13 383 145
Bolzano 11 5 109 50
Abruzzo 16 6 300 193
Umbria 13 2 58 25
Sardegna 10 10 92 76
Valle d'Aosta 2 0 74 31
Calabria 4 2 95 56
Basilicata 3 1 48 29
Molise  1 2 8 11

I NUMERI DA GUARDARE – ROMA DA ATTENZIONARE

Ogni sera, quando vengono comunicati dai Tg o pubblicati sui siti gli aggiornamenti, la tendenza di quasi tutti per capire l’andamento della pandemia è quella di controllare il numero dei decessi, degli attualmente positivi  e soprattutto dei nuovi casi accertati.
 
Il numero giornaliero dei decessi in queste ultime settimane è da ascriversi però quasi integralmente a contagi avvenuti nel mese di marzo e di aprile, quindi sicuramente tenderà a diminuire nel prossimo periodo, ma chiaramente seguire il suo andamento non può darci un’idea di un’eventuale  accelerata improvvisa del contagio.
 
Il numero degli attualmente positivi tamponati è sicuramente molto più basso di quello comunicato dai dati ufficiali: probabilmente più della metà dei 68351 attualmente positivi ufficiali è già guarito, ma per avere  due tamponi di controllo negativi che confermino la guarigione l’iter e le tempistiche in Italia non sono sicuramente brevissime.
 
Se magicamente oggi in Italia tutti oggi potessero fare un tampone probabilmente quasi sicuramente  troveremmo ancora migliaia di asintomatici. Chiaramente sarebbe una buona notizia trovarli perché in questo modo si eviterebbero altri focolai. Quindi se nelle tabelle delle nostre regioni il numero dei nuovi positivi aumentasse non sarebbe per forza una cattiva notizia.
 
Quello che veramente conta per capire l’evoluzione del contagio  è l’andamento della curva dei casi medi e gravi, perciò spesso insistiamo nei nostri post con la curva dei nuovi positivi ricoverati in provincia di Latina o addirittura con le chiamate al 118 per motivi respiratori o infettivi in Lombardia.
 
Non appare infatti nei prospetti ufficiali il numero dei nuovi positivi ricoverati e dei nuovi positivi che entrano in terapia intensiva: quello sarebbe il dato per capire il reale andamento della curva epidemiologica.
 
Dobbiamo dedurre quindi le informazioni dai bollettini delle ASL o degli ospedali ed intuire dalle informazioni che ci danno  sui pazienti ricoverati contemporaneamente o dimessi l’andamento del contagio.
 
Nella tabella che vi proponiamo oggi  troviamo nelle prime due colonne  le persone contemporaneamente in Terapia intensiva il giorno 3 maggio (alla vigilia dell’inizio della Fase 2) e il 17 maggio (il giorno prima dell’inizio della Fase 2 bis). Nelle ultime due colonne troviamo il numero dei ricoverati contemporaneamente sempre il giorno 3 e 17 maggio. Questi numeri ci dicono appunto il numero delle persone allo stesso momento nell’ospedale ma non ci chiariscono i flussi di entrata e di uscita.
 
Per la provincia di Latina abbiamo intuito e analizzato in un post qualche giorno fa che la maggior parte delle persone ancora ora  contemporaneamente in ospedali  ha contratto  il virus nel mese di marzo.          
 
Nella tabella che vi proponiamo oggi si intuisce che la pressione nelle strutture ospedaliere è notevolmente diminuita.
 
La diminuzione maggiore c’è nel Veneto: quindi da questo si può presumere che la gran parte dei nuovi positivi indicati a maggio nel Veneto siano per lo più asintomatici e questo testimonia ancora il lavoro della regione italiana che indubbiamente si è mossa meglio sia nella Fase 1 che nella Fase 2.
 
In Lombardia le terapie intensive occupate scendono più rapidamente dei ricoverati: frutto probabilmente di una maggiore dedizione ai pauci sintomatici  o ai malati con sintomi medi , che non era stata possibile nella regione nei periodi più critici dell’epidemia a marzo.
 
Quella che sembra migliorare meno rapidamente nello svuotamento di posti in ospedale e in terapia intensiva è la regione del Lazio.
 
Il Lazio viaggia su due binari per quanto riguarda i nuovi positivi: mentre le province Rieti, Viterbo, Latina e Frosinone fanno registrare numeri molto bassi, non dissimili da quelli dell’Umbria per intenderci, Roma, soprattutto città, sembra invece numeri non lontani da quelli di una provincia lombarda.
 
Notiamo poi dalle tabelle che dopo Lombardia e Piemonte  il Lazio è ancora oggi la regione con più attualmente ricoverati: ciò potrebbe significare che, soprattutto nella capitale,  il numero degli asintomatici non ancora testato potrebbe essere in proporzione molto maggiore che altrove : un motivo in più per stare attenti e per rispettare le indicazioni (mascherine, distanziamenti, lavaggio delle mani)  da parte di coloro che  in questi giorni per lavoro o per altri motivi si sposteranno nella capitale.            
 
 
 
 





 

IL PUNTO STATISTICO DOPO I DATI DEL 16 MAGGIO

Casi totali al 16 maggio - Nuovi casi accertati il 16 maggio - Media giornaliera dei casi accertati nelle ultime 2 serttimane - Rapporto tra le medie dei casi accertati nelle ultime 2 settimane

 
  Casi Casi 16 maggio MG Casi 3 -9 mag MG Casi 10 -16 maggio Rapporto medie casi ultime 2 settimane
Italia 224760 875 1277,14 927,43 0,73
Lombardia 84518 399 603,29 470,43 0,78
Emilia Romagna 27182 72 124,14 66,14 0,53
Veneto 18928 39 63,86 36,71 0,57
Piemonte 29483 137 195,71 133,43 0,68
Toscana 9913 30 31,43 24 0,76
Marche 6642 23 27,86 21,29 0,76
Liguria 9111 51 60,86 53,29 0,88
Lazio 7396 32 53,86 37,57 0,7
Trento 4326 8 15,86 4,86 0,31
Campania 4668 14 16,71 13,14 0,79
Friuli Venezia Giulia 3183 8 9,29 8,43 0,91
Puglia 4374 8 21,86 12,57 0,58
Sicilia 3382 8 14,29 9,86 0,69
Bolzano 2578 0 4,57 1,57 0,34
Abruzzo 3178 30 17,43 13,14 0,75
Umbria 1422 0 1,86 2,14 1,15
Sardegna 1352 4 2,71 2,57 0,95
Valle d'Aosta 1173 1 2,29 2,71 1,19
Calabria 1151 7 2,43 3,14 1,29
Basilicata 390 1 0,29 1,14 3,94
Molise  410 3 6,57 9 1,37

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OTTIMISMO PER LE RIAPERTURE DEL 18 MAGGIO

Crediamo, come è avvenuto anche negli ultimi 15 giorni, che  la consapevolezza dell’esistenza del virus, la conseguente prudenza adottata dalla maggior parte degli Italiani, il fatto che, come diciamo da diverso tempo, la curva reale del contagio stia scendendo in modo più netto di quello che raccontano i Bollettini quotidiani, contribuirà a far sì che anche questa volta numeri settimanali dei nuovi positivi a nostro avviso tenderanno sempre man mano a decrescere e non a crescere.
 
La situazione in Lombardia per il momento avvalora questa nostra ipotesi.
 
Il grafico in alto ci mostra il numero medio di chiamate al numero 118 per motivi respiratori o infettivi .
 
Il numero è stato di 295,29 e di 298 nelle prime due settimane di febbraio, quando nessuno era a conoscenza della presenza del Covid 19;  subito dopo c’è stata  un’impennata che ha portato il numero medio di chiamate addirittura a 1410 nella settimana dal 13 al 20 marzo, per poi scendere  ad una media di 296,67 nel periodo 9-14 maggio , ritornando quindi ai livelli medi della prima settimana di febbraio.
 
Se guardiamo il grafico a centro la situazione ci appare ancora migliore: il numero di chiamate nelle ultime due settimane è gradualmente sceso. Le chiamate sono state 365 il 2 maggio, 352 il 4 maggio, mentre sono state soltanto 276 il 13 maggio e 261 il 14 maggio.   
 
Se magari in regioni poco organizzate il numero dei casi accertati può seguire l’avvenuto contagio anche per un periodo superiore ai 15/20 giorni, è chiaro invece che l’avvertimento dei sintomi e una conseguente chiamata al 118 siano molto più vicini in linea temporale all’avvenimento del contagio: ciò significa che le riaperture del 4 maggio, che in una regione industrializzata come la Lombardia non sono state certamente poche, non hanno causato una crescita dei casi medi o gravi dovuti al Coronavirus.
 
Nel grafico in basso la linea in verde ci mostra l’andamento della media giornaliera dei casi accertati per ognuna delle ultime 4 settimane. Si nota un miglioramento, ma molto meno evidente di quello delle due curve (rossa e blu) che abbiamo costruito in base al numero delle chiamate al 118 per motivi respiratori o infettivi.
 
La linea in rosso, definita ottimistica, in realtà è quella più realistica.  Per costruirla abbiamo suppostoc irca un milione di casi totali nella regione lombarda, una letalità dell’1,5% (15.000 decessi) se si considerano i dati ufficiali e che può arrivare fino al 5% ( 50.000 decessi se si considerano tutte quelle persone che nei periodi più critici non hanno avuto la possibilità di essere curate adeguatamente e ovviamente di essere testate con tamponi). Abbiamo ipotizzato  285 il numero di chiamate non legate al Covid nel mese di febbraio.              
 
Facendo questa supposizione troveremmo poco meno di 1000 casi non accertati nel solo periodo dall’1 al 21 febbraio, che è in linea con le indagini che stanno venendo alla luce in questi giorni.
 
Abbiamo poi sottratto alla media delle chiamate di ciascun periodo il numero 285 e lo abbiamo moltiplicato per 25. In pratica abbiamo supposto che per ogni chiamata ci fossero 25 casi, comprendendo anche quindi pauci sintomatici ed asintomatici. In questo modo i casi probabili in Lombardia sarebbero più o meno un milione, circa 12 volte di più di quelli finora accertati.
 
La linea in rosso ci mostra addirittura che adesso i casi comunicati nei Bollettini giornalieri in Lombardia sono addirittura superiori a quelli che si verificano in realtà, cosa che non è mai accaduta: nei periodi critici addirittura gli accertati erano un ventesimo o un trentesimo rispetto ai probabili.
 
Unico dubbio è se il numero di chiamate non legate al Covid sia rimasto di 285. Sicuramente ad abbassarlo avrà contribuito il fatto che non ci saranno più chiamate legate ad infezioni stagionali (pensiamo all’influenza ordinaria) ma è altrettanto vero che ci sono anche altri fattori che tendono ad alzarlo: a titolo esemplificativo  le chiamate nella zona di Lodi sono state 58 il 20 febbraio, 109 il 21 febbraio e 157 il 24 febbraio e non certo perché il contagio fosse raddoppiato in un giorno o triplicato in 4 giorni: chiaramente molte persone giustamente o ingiustamente, dopo aver saputo dell’esistenza del Covid,  si sono preoccupate e hanno chiamato  pur avendo sintomi più lievi o che in altri periodi non ritenevano preoccupanti.
 
La linea in blu nel grafico in basso è stata costruita quindi con criteri più pessimistici, abbassando il numero di chiamate non legate al Covid a 250 ed usando un moltiplicatore più vicino al 20 che al 25: abbiamo supposto in pratica che l’abbassamento del numero di chiamate dovuto ad influenza ordinaria sia molto più forte dell’innalzamento dovuto a preoccupazioni per sintomi più lievi.
 
La cosa importante, al di là del numero delle chiamate non Covid, che può essere supposto anche molto più basso,  è che, nonostante le riaperture, la curva del contagio almeno dei casi medi e gravi si stia abbassando moltissimo: è in  picchiata, non in una discesa più tenue anche se ugualmente confortante che ci arriva dai casi accertati registrati nei Bollettini quotidiani.  
     
E proprio perché il numero dei casi accertati si sta avvicinando in questo periodo molto di più a quello reale e sia perché in questa regione in particolare tale numero può seguire l’avvenuto contagio anche per un periodo superiore ai 15- 20 giorni, ci aspettiamo nei prossimi giorni, a parità di tamponi, una diminuzione molto più netta anche dei casi ufficialmente registrati  in Lombardia e di conseguenza in Italia.
 
Il pericolo ovviamente non è totalmente passato per via degli asintomatici e quindi si potrebbero verificare nella nostra nazione  anche nuovi focolai, come quello dei macelli in Germania, del campo Rom in Molise, dei locali chiusi in Corea del Sud, ma che saranno comunque molto minori e più isolati  contenuti se il senso di responsabilità della maggior parte degli Italiani rimarrà quello delle ultime settimane.      
 




 

IL PUNTO STATISTICO DOPO I DATI DEL 15 MAGGIO

Casi totali al 15 maggio - Nuovi casi accertati il 15 maggio -  Media giornaliera dei casi accertati nelle ultime 2 settimane - Rapporto tra le medie dei casi accertati nelle ultime 2 settimane

 
  Casi Casi 15 maggio Mg 2 - 8 mag  Mg 9 - 15 maggio Rapporto medie casi ultime 2 settimane
Italia 223885 789 1393,86 957,14 0,69
Lombardia 84119 299 607,71 485,14 0,8
Emilia Romagna 27110 54 136,29 73,14 0,54
Veneto 18889 44 74,29 38,71 0,52
Piemonte 29346 137 240,57 139,71 0,58
Toscana 9883 24 39,43 23,14 0,59
Marche 6619 16 27,86 21,29 0,76
Liguria 9060 65 85,29 48,14 0,56
Lazio 7364 73 59,14 39,71 0,67
Trento 4318 3 21,86 4,71 0,22
Campania 4654 15 16,86 13,14 0,78
Friuli Venezia Giulia 3175 14 10,71 8,43 0,79
Puglia 4366 9 22,43 15,71 0,7
Sicilia 3374 8 15,29 10,43 0,68
Bolzano 2578 0 4,29 2,86 0,67
Abruzzo 3148 12 18,57 10 0,54
Umbria 1422 2 1,86 2,29 1,23
Sardegna 1348 3 2 2,57 1,29
Valle d'Aosta 1172 6 2,57 3 1,17
Calabria 1144 1 2 2,57 1,29
Basilicata 389 0 0,57 1 1,75
Molise  407 4 3,86 11,43 2,96

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E ORA ATTENZIONE AI GIOVANI E AI TRUCCHETTI DELLE REGIONI

Questo scrivevamo intorno al 4 maggio:
 
“ I dati e le nostre considerazioni fatte nei giorni precedenti ci fanno essere ottimisti sul fatto che i numeri del contagio non saliranno in modo consistente nelle prossime settimane:  qualche nuovo focolaio capiterà sicuramente, ma i numeri settimanali dei nuovi positivi a nostro avviso tenderanno sempre man mano a decrescere e non a crescere.”
 
Questa invece è una considerazione fatta due giorni fa, dopo che la Lombardia aveva fatto registrare più di 1000 casi giornalieri secondo le comunicazioni ufficiali:
 
“Proprio perché il numero dei casi accertati si sta avvicinando in questo periodo molto di più a quello reale ci aspettiamo in particolare nei prossimi giorni, a parità di tamponi, una diminuzione più netta dei casi in Lombardia,  poiché il numero medio di chiamate al 118 per motivi respiratori o infettivi sta scendendo di più di quello che ci racconta il rilevamento dei casi accertati nelle ultime due settimane.”       
 
Per fortuna queste nostre analisi  si sono rilevate veritiere: continuano infatti le notizie incoraggianti in Italia anche dopo i dati ufficiali comunicati il 15 maggio 
 
I nuovi casi positivi accertati ieri nella nostra nazione sono 992.
 
In calo per il 41° giorno  consecutivo il numero delle persone che occupa le terapie intensive: 808 (855 il giorno precedente).
 
Dalla Tabella si evince che ben 15 regioni fanno registrare meno di 50 nuovi casi.
 
In calo rispetto ai giorni precedenti soprattutto il numero dei nuovi casi in Lombardia: 299
 
 E dopo il 18 maggio?
 
Neanche dopo il 18 maggio pensiamo che la situazione in Italia peggiorerà.
 
Ci potrebbe essere qualche problema ad avere il giusto distanziamento nei mezzi di trasporto proprio il 18 (per questo auspicavamo un’apertura più graduale  (4 – 11 e 18 maggio), ma crediamo, come hanno dimostrato questi ultimi 15 giorni, che  la consapevolezza dell’esistenza del virus, la conseguente prudenza adottata dalla maggior parte degli Italiani, il fatto che, come diciamo da diverso tempo, la curva reale del contagio stia scendendo in modo più netto di quello che raccontano i Bollettini quotidiani, contribuirà a far sì che anche questa volta numeri settimanali dei nuovi positivi a nostro avviso tenderanno sempre man mano a decrescere e non a crescere.
 
Lo è una dimostrazione quello che sta succedendo in Germania dopo l’allentamento di alcune misure restrittive iniziato dal 20 aprile: come si evince dal grafico,  i numeri dei nuovi casi stanno scendendo, magari in maniera meno netta del periodo precedente, ma non stanno certamente salendo.
 
Si potrebbe verificare ovviamente qualche nuovo e speriamo isolato focolaio: più del  40% delle persone che ha contratto il virus è asintomatico, quindi ovviamente ci sarà ancora qualcuno che avrà avuto contatti anche nell’ultimo periodo con persone positive.
 
Per questo non è giunto ancora per i giovani il momento di trasgredire: sono soprattutto da evitare gli assembramenti al chiuso: il focolaio in Corea del Sud è partito proprio da luoghi chiusi: la differenza che nella nazione asiatica c’è stata una programmazione che dura da anni e c’è un’app funzionante per cui si riesce ad individuare i casi e a spegnere i focolai in tempo rapido.
 
Osservare un minimo di distanziamento è opportuno non solo perché qualche regolamento  lo vieta ma soprattutto perché facendo il contrario si mette in pericolo la salute di se stessi , dei propri cari e il sistema economico della zona in cui si vive, che non può permettersi altri lockdown.
 
I grafici ci mostrano che in questo periodo Francia, Italia e Germania  sono alcune delle nazioni con il trend migliore (più la discesa appare ripida e più la situazione migliora), mentre Svezia, Russia e soprattutto Brasile sono alcuni dei Paesi con trend peggiore (notiamo in questo caso delle salite e ovviamente dove c’è più pendenza la situazione è peggiore)            
 
Nella tabella pubblicata l’ultima colonna ci indica il rapporto tra le medie giornaliere dei casi nelle regioni italiane calcolate nelle ultime due settimane: dove il numero è superiore ad 1 vuol dire che la media dell’ultima settimana è maggiore e quindi la situazione è peggiore.
 
Solo il Molise fa registrare un valore largamente superiore ad 1 per via di un focolaio sviluppatosi qualche giorno fa in un campo Rom a Campobasso.
 
Notiamo anche che sono proprio le regioni con un basso numero di nuovi positivi che riescono più difficilmente a mantenersi sotto il valore 1: Umbria, Sardegna, Valle d’Aosta, Calabria, Molise.
 
Per questo siamo molto meno ottimisti per il passaggio dalla fase 2 alla fase 3 : non c’è stato evidentemente fino ad ora nella maggior parte delle regioni italiane un sistema di tracciamento efficace. 
 
In molti altri paesi, come la Germania e la Francia, sono stati realizzati bandi per reperire tracciatori già da un paio di mesi.
 
Ovviamente far diventare  una regione zona rossa solo perché passa da una media di 2 nuovi positivi a 3 ci sembrerebbe una forzatura un pochino assurda: per questo anche il buon senso deve andare al di là del valore dell’’Rt (erre con t):
 
le regioni per non avere più casi rispetto al periodo precedente e quindi un indice Rt peggiore, che li porterebbe a chiusure, potrebbero essere portate ad effettuare un numero meno consistente di tamponi oppure a registrare i  nuovi positivi  nei computi delle settimane precedenti.
 
Ci auguriamo quindi che non si ricorra a questi “trucchetti”, che  il buon senso prevalga  e che si tenga conto soprattutto del rapporto nuovi positivi/ nuovi tamponi effettuati su scelte riguardanti eventuali restrizioni o allentamenti.         
 



 

IL PUNTO STATISTICO DOPO I DATI DEL 14 MAGGIO

TABELLA C: Casi totali al 14 maggio - Nuovi casi accertati il 14 maggio - Media giornaliera dei casi accertati nelle ultime 2 settimane - Rapporto tra le medie dei casi accertati nelle ultime 2 settimane 

 
  Casi Casi 14 maggio Mg 1 - 7 mag  Mg 8 - 14 maggio Rapporto medie casi ultime 2 settimane
Italia 223096 992 1485 1034 0,7
Lombardia 83820 522 622,43 533 0,86
Emilia Romagna 27056 77 150,14 81,29 0,54
Veneto 18845 32 84,71 41,71 0,49
Piemonte 29209 151 263,71 153,43 0,58
Toscana 9859 30 47,29 25,14 0,53
Marche 6603 15 29,29 21,57 0,74
Liguria 8995 65 93,14 50 0,54
Lazio 7291 41 59,71 36,71 0,61
Trento 4315 3 23,86 4,57 0,19
Campania 4639 9 16,86 14 0,83
Friuli Venezia Giulia 3161 5 11,71 7,71 0,66
Puglia 4357 9 24,71 16 0,65
Sicilia 3366 12 17,43 11,14 0,64
Bolzano 2578 3 4,86 3,71 0,76
Abruzzo 3136 9 20,29 9,14 0,45
Umbria 1420 1 1,86 2,14 1,15
Sardegna 1345 0 4,14 3 0,72
Valle d'Aosta 1166 3 3,14 2,29 0,73
Calabria 1143 3 2,43 2,57 1,06
Basilicata 389 0 2,29 0,86 0,37
Molise  403 2 1 14 14

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SOLO 3 NUOVI RICOVERI IN PROVINCIA DI LATINA NEL MESE DI MAGGIO

 
Continuano le notizie incoraggianti in Italia anche dopo i dati comunicati il 14 maggio 
 
I nuovi casi positivi accertati sono 992.
 
In calo per il 40° giorno  consecutivo il numero delle persone che occupa le terapie intensive: 855 (893 il giorno precedente).
 
Nella tabella troviamo nella prima colonna i casi accertati da inizio epidemia.
 
Nella seconda colonna della Tabella  i nuovi casi positivi accertati ieri. Ben 16 regioni fanno registrare meno di 50 nuovi casi.
 
Le due colonne successive ci indicano la media giornaliera dei casi calcolata nelle ultime due settimane, cioè dall’1 al 7 maggio e dall’8 al 14 maggio.
 
L’ultima colonna ci indica il rapporto tra questi due valori: quindi dove il numero è superiore ad 1 vuol dire che la media dell’ultima settimana è maggiore e quindi la situazione è peggiore.
 
Solo il Molise fa registrare un valore largamente superiore ad 1 per via di un focolaio sviluppatosi qualche giorno fa in un campo Rom a Campobasso.
 
Le situazioni migliori si registrano nella provincia autonoma di Trento (0,19), in Basilicata per via anche di ricalcoli (0,37),  in Abruzzo (0,45) e nel Veneto (0,49).
 
Ormai da diverso tempo le province di Rieti, Viterbo, Frosinone e Latina fanno registrare un numero di nuovi positivi molto vicino allo zero.
 
Nel grafico notiamo come in provincia di Latina dalla seconda metà di marzo in poi è diminuito il numero di nuovi positivi.
 
E’cambiata anche la composizione dei nuovi positivi. Inizialmente la percentuale dei nuovi positivi ricoverati era superiore a quella dei nuovi positivi trattati a domicilio, poiché molto probabilmente in quel periodo venivano testati solo i pazienti con sintomi medi e gravi.
 
Si è passati poi in un periodo tra fine marzo ed inizio aprile in cui venivano testati anche di più i paucisintomatici .
 
Successivamente  la percentuale di ricoverati è diventata minima, quasi inesistente, se si eccettua un lieve rialzo causato da un focolaio avvenuto in una RSA di Aprila, scoperto il 24 di aprile.  
 
Quindi ad aprile e maggio è aumentata  considerevolmente la percentuale dei nuovi positivi trattati a domicilio: pauci sintomatici ma anche asintomatici trovati tra il personale sanitario, RSA e familiari di persone trovate in precedenza positive.
 
In provincia di Latina ci sono stati solo tre nuovi  ricoveri per Covid nel mese di maggio.  
 
La maggior parte dei pazienti attualmente ricoverati, in totale 39,  ha contratto il Covid  quindi molto probabilmente nel mese di marzo, visto che ad aprile sono state ricoverate soltanto 18 persone e a maggio 3.   
 
Non ci sono più pazienti in terapia intensiva in provincia di Latina.
 
 
Quasi tutti i decessi avvenuti ad aprile e maggio in provincia di Latina hanno riguardato persone ricoverate da più settimane negli ospedali.
 
Questo è un quadro che è valido per la maggior parte del territorio nazionale: siamo n una situazione da attenzionare ma non certamente di emergenza o di forte criticità.
 





 

IL PUNTO STATISTICO DOPO I DATI DEL 13 MAGGIO

TABELLA C: Casi totali al 13 maggio - Nuovi casi accertati il 13 maggio - Media giornaliera dei casi accertati nelle ultime 2 settimane - Rapporto tra le medie dei casi accertati nelle ultime 2 settimane 

 
  Casi Casi 13 maggio Mg 30 apr  - 6mag  MG 7 - 13 Maggio Rapporto medie casi ultime 2 settimane
Italia 222104 888 1552,29 1092,43 0,7
Lombardia 83298 394 605 561,29 0,93
Emilia Romagna 26979 50 171,71 85,71 0,5
Veneto 18813 31 93,43 47,71 0,51
Piemonte 29058 169 296,86 159,86 0,54
Toscana 9829 27 52,14 24,57 0,47
Marche 6588 20 30,14 23,86 0,79
Liguria 8930 67 94,57 54,14 0,57
Lazio 7250 38 64,29 36,43 0,57
Trento 4312 9 30,14 4,57 0,15
Campania 4630 15 17,43 14 0,8
Friuli Venezia Giulia 3156 8 12 8,86 0,74
Puglia 4348 11 23,86 21,71 0,91
Sicilia 3354 11 20,14 10,43 0,52
Bolzano 2575 3 5,14 4,57 0,89
Abruzzo 3127 12 17,71 11,43 0,64
Umbria 1419 0 1,86 2,14 1,15
Sardegna 1345 1 4,14 3,71 0,9
Valle d'Aosta 1163 3 3,14 2,43 0,77
Calabria 1140 2 2,86 2,57 0,9
Basilicata 389 2 4,71    
Molise  401 15 1 13,86 13,86
USA 1354979 20329 26246,57 22445,57 0,86
Russia 242271 10028 9504,39 10906 1,15
Regno Unito 229730 3242 5125,71 4086,29 0,8
Spagna 228691 661 1378 1109,43 0,81
Brasile 190137 11923 6703,71 9075,14 1,35
Francia 178184        
Germania 174098 927 946,14 848 0,9
24 Svezia 27909 637 516,57 570,14 1,1
41 Corea del Sud 10991 29 6,43 25,86 4,02

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TRA QUALCHE GIORNO L’ITALIA POTREBBE AVERE UNA SITUAZIONE MIGLIORE DELLA GERMANIA

 Continuano le notizie confortanti in Italia anche dopo i dati comunicati il 13 maggio 
 
I nuovi casi positivi accertati sono 888.
 
In calo per il 39° giorno  consecutivo il numero delle persone che occupa le terapie intensive: 893 (952 il giorno precedente).
 
Nella tabella troviamo nella prima colonna i casi accertati da inizio epidemia.
 
Nella seconda colonna della Tabella  i nuovi casi positivi accertati ieri. Ben 17 regioni fanno registrare non più di 50 nuovi casi.
 
Le due colonne successive ci indicano la media giornaliera dei casi calcolata nelle ultime due settimane, cioè dal 30 aprile al 6 maggio e dal 7 al 13 maggio.
 
L’ultima colonna ci indica il rapporto tra questi due valori: quindi dove il numero è superiore ad 1 vuol dire che la media dell’ultima settimana è maggiore e quindi la situazione è peggiore.
 
Solo il Molise fa registrare un valore largamente superiore ad 1 per via di un focolaio sviluppatosi qualche giorno fa in un campo Rom a Campobasso.
 
Le situazioni migliori si registrano nella provincia autonoma di Trento (0,15), ma anche in regioni più colpite, come Toscana (0,47), Emilia Romagna (0,50) e Veneto (0,51).  
 
Per quanto riguarda le nazioni più colpite l’Italia ha la situazione migliore con  0,7. Buone sembrano le situazioni Spagna e Francia, anche se non è possibile calcolare per quest’ultima  medie e rapporto per via di ricalcoli effettuati negli ultimi giorni da queste nazioni.
 
Gli USA e Regno Unito mantengono un alto numero di casi registrati, ma sono in miglioramento .
 
Più preoccupanti sono le situazioni in Brasile e Russia sia per la consistenza dei casi accertati e sia per il rapporto tra le medie: 1,35 per la nazione di Bolsonaro e 1,15 per quella guidata da Putin.
 
Peggiora anche la situazione di un’altra nazione, la Svezia, che ha tardato ad effettuare il lockdown. I numeri non sembrano consistenti ma probabilmente potrebbe esserci una sottostima dei casi oppure un numero dichiarato più basso.  
 
Da qualche giorno i mezzi di informazione calcano la mano sul fatto che la situazione in Germania e Corea del Sud sia notevolmente peggiorata a causa dell’allentamento di alcune misure restrittive. Quindi la situazione ottimale sarebbe prorogare  il lockdown all’infinito?
 
Non siamo certamente dello stesso parere.
 
A causa di un focolaio in Corea del Sud è vero che la media di questa settimana è più di 4 volte superiore a quella della precedente, ma i casi sono molto limitati: appena 29 nella giornata di ieri.
 
Una situazione paragonabile un pochino a quella del nostro Molise,con una differenza sostanziale. Da noi è avvenuto in pieno lockdown, in Corea del Sud il focolaio è partito per via di asintomatici presenti in alcuni club, locali notturni e bar di un quartiere di Seoul, particolarmente noto per la movida, ma grazie all’app che in quella nazione è funzionante sono stati già in pratica rintracciati quasi tutti gli infetti.
 
Quindi  oltre all’indice Rt (Erre con t) conta ovviamente anche la numerosità dei casi. Sicuramente ad una situazione come quelle in Piemonte o in Lombardia, che hanno ancora centinaia di casi ma un rapporto tra le medie delle ultime due settimane inferiore ad 1, è preferibile quella dell’ Umbria che ha il rapporto tra le medie superiore a 1, perché è passato da 1,86 casi a 2,14 casi di media giornaliera .
 
La Germania, quando ha allentato diverse misure restrittive il 20 aprile aveva poco meno di 2000 casi giornalieri, ora è sotto i mille: non comporta certamente catastrofi dare respiro a diversi settori economici se il tutto è accompagnato da un minimo di sicurezza.
 
E’ ovvio che un regime di lockdown faccia migliorare di gran lunga e più velocemente  la situazione dal punto di vista sanitario, ma anche un “semilockdown” ragionato non provoca danni.
 
Molto probabilmente l’ Italia potrebbe avere tra qualche giorno una situazione migliore della Germania,  poiché, come diciamo da diverso tempo, la situazione dei casi in Italia è con l’andare del tempo in proporzione sempre meno sottostimata, quindi le linee che vediamo anche nel grafico partono da una situazione peggiore e si avviano verso una situazione più realistica. 
 
Proprio perché il numero dei casi accertati si sta avvicinando in questo periodo molto di più a quello reale ci aspettiamo in particolare nei prossimi giorni, a parità di tamponi, una diminuzione più netta dei casi in Lombardia,  poiché il numero medio di chiamate al 118 per motivi respiratori o infettivi sta scendendo di più di quello che ci racconta il rilevamento dei casi accertati nelle ultime due settimane.              





 

IL PUNTO STATISTICO DOPO I DATI DEL 12 MAGGIO

TABELLA C: Casi totali al 12 maggio - Nuovi casi accertati il 12 maggio - Media giornaliera dei casi accertati nelle ultime due settimane - Rapporto tra le medie dei casi accertati nelle ultime due settimane

 
  Casi Casi 12 maggio Mg Casi 29 apr  - 5mag  Mg Casi 6 -12 maggio Rapporto medie casi ultime 2 settimane
Italia 221216 1402 1644 1171,86 0,71
Lombardia 82904 1033 608,14 614,14 1,01
Emilia Romagna 26929 53 194,43 93,43 0,48
Veneto 18782 41 99,14 54,29 0,55
Piemonte 28889 113 332 159,29 0,48
Toscana 9802 15 57,14 24,43 0,43
Marche 6568 25 31 25,14 0,81
Liguria 8863 31 100,43 55,43 0,55
Lazio 7212 22 63,86 42,57 0,67
Trento 4303 6 33,71 6 0,18
Campania 4615 13 19,71 13,86 0,7
Friuli Venezia Giulia 3148 10 12,86 9 0,7
Puglia 4337 10 27,14 23,86 0,88
Sicilia 3343 4 21 10,86 0,52
Bolzano 2572 0 6 4,57 0,76
Abruzzo 3115 8 18 12,86 0,71
Umbria 1419 7 3 2,71 0,9
Sardegna 1344 1 4,71 3,71 0,79
Valle d'Aosta 1160 2 3,43 2,43 0,71
Calabria 1138 4 3,14 2,71 0,86
Basilicata 387 1 4,29    
Molise  386 3 2 12,14 6,07

statistiche coronavirus italia, statistiche covid italia

RIAPERTURE IN ITALIA PER ORA SENZA CONSEGUENZE NEGATIVE.
ORA IN LOMBARDIA I CASI PROBABILI SONO MENO DI QUELLI ACCERTATI

 
Dati confortanti per l’ Italia anche dopo il Bollettino  del 12  maggio.
 
I nuovi casi positivi accertati sono 1402, di cui 1033 in Lombardia.
 
Il dato elevato di ieri dei contagiati in Lombardia risente del numero record di tamponi effettuati nella regione (20.602), ma è frutto anche di tamponi processati nei giorni precedenti: 419 sono ascrivibili a giornate precedenti.
 
In calo i decessi in Italia: 172.
 
In calo per il 38° giorno  consecutivo il numero delle persone che occupa le terapie intensive: 952 (999 il giorno precedente).
 
Nella tabella troviamo nella prima colonna i casi accertati da inizio epidemia.
 
Nella seconda colonna della Tabella  i nuovi casi positivi accertati ieri. Ben 15 regioni fanno registrare non più di 25 nuovi casi.
 
Le due colonne successive ci indicano la media giornaliera dei casi calcolata nelle ultime due settimane, cioè dal 29 aprile al 5 maggio e dal 6 al 12 maggio.
 
L’ultima colonna ci indica il rapporto tra questi due valori: quindi dove il numero è superiore ad 1 vuol dire che la media dell’ultima settimana è maggiore e quindi la situazione è peggiore.
 
Solo il Molise fa registrare un valore largamente superiore ad 1 per via di un focolaio sviluppatosi qualche giorno fa in un campo Rom a Campobasso. Anche se il valore è in miglioramento: è sceso da 16,5 a 6,07 in una giornata.
 
Le situazioni migliori si registrano nella provincia autonoma di Trento (0,15), ma anche in regioni più colpite, come Toscana (0,43), Emilia Romagna (0,48) e Piemonte (0,48).  
 
Apparentemente potrebbe destare preoccupazione la situazione della Lombardia che ha un valore superiore a 1 (1,01).
 
In realtà il numero di chiamate al 118 per motivi respiratori ed infettivi in Lombardia è sceso ulteriormente in questi giorni.
 
Il 10 maggio il numero di  chiamate  è stato 284,  meno del valore medio che si è registrato bella prima settimana di febbraio (295) e della seconda settimana di febbraio (298), quando ancora non  si era a conoscenza della presenza del Covid in Italia.
 
Il 16 marzo sono arrivate addirittura più di 1500 chiamate.
 
La curva dei casi probabili che abbiamo costruito in base alle chiamate al 118 era superiore a quella dei casi accertati anche 20 o 30 volte nella prima metà di marzo.
Oggi invece riscontriamo nella curva dei casi probabili valori anche minori di quelli accertati.
Il miglioramento avuto da marzo quindi  è molto ma molto più marcato di quello che ci raccontano le curve “ufficiali” del contagio.
 
Questo miglioramento quasi sicuramente non è dovuto all’indebolimento del virus, ma al fatto che il numero dei casi i nella prima fase dell’epidemia e in quella centrale è stato ampiamente sottostimato.
 




 

IL PUNTO STATISTICO DOPO I DATI DELL'11 MAGGIO

TABELLA C: Casi totali al giorno 11 maggio - Nuovi casi accertati l'11 maggio - Media giornaliera dei casi accertati nelle ultime due settimane - Rapporto tra le medie dei casi accertati nelle ultime due settimane  

  Casi Casi 11 maggio Mg Casi 28 apr  4 mag MG Casi 4 -11 mag Rapporto medie casi ultime 2 settimane
Italia 219814 744 1789,14 1125,14 0,63
Lombardia 81871 364 660,86 538 0,81
Emilia Romagna 26876 80 216,14 100,14 0,46
Veneto 18741 19 113,43 52,57 0,46
Piemonte 28776 111 360,57 164,86 0,46
Toscana 9787 13 60,29 26,57 0,44
Marche 6543 10 33,71 25,71 0,76
Liguria 8832 44 110 60 0,54
Lazio 7190 25 65 49 0,75
Trento 4297 2 37,57 5,57 0,15
Campania 4602 14 21,29 14,86 0,7
Friuli Venezia Giulia 3138 8 14,14 8,86 0,63
Puglia 4327 14 27,86 24,86 0,89
Sicilia 3339 12 24,29 12 0,49
Bolzano 2572 3 6,43 4,43 0,69
Abruzzo 3107 4 18 15,29 0,85
Umbria 1412 1 3,43 2,57 0,75
Sardegna 1343 3 4,86 3,71 0,76
Valle d'Aosta 1158 1 4,57 2,14 0,47
Calabria 1134 2 3,14 2,29 0,73
Basilicata 386 1 2,86 0 0
Molise  383 13 0,71 11,71 16,5
 
  Casi Casi 11 maggio Mg Casi 28 apr  4 mag MG Casi 4 -11 mag Rapporto medie casi ultime 2 settimane
USA 1313879 18199 26718,43 23279,29 0,89
Spagna 227436 3086   1346,43  
Regno Unito 223085 3877 4776,43 4639,43 0,97
Russia 221344 11656 8303 10868 1,31
Italia 219814 744 1789,14 1125,14 0,63
Francia 177547 453      
Germania 172576 877 1056,29 943,43 0,89
Brasile 169594 6895 5882 8710,57 1,48

IN ITALIA MALE SOLO IL MOLISE. PEGGIORA LA GERMANIA. SITUAZIONI GRAVI IN BRASILE E RUSSIA


Continuano i dati incoraggianti per l’ Italia anche dopo il Bollettino del 10 maggio.
 
I nuovi casi positivi  accertati scendono a 744.
179 sono i decessi registrati ieri.
 
Nella tabella troviamo nella prima colonna i casi accertati da inizio epidemia.
 
Nella seconda colonna della Tabella  i nuovi casi positivi accertati ieri. Ben 16 regioni fanno registrare non più di 25 nuovi casi.
 
Le due colonne successive ci indicano la media giornaliera dei casi calcolata nelle ultime due settimane, cioè dal 28 aprile al 4 maggio e dal 5 all’11 maggio.
 
L’ultima colonna ci indica il rapporto tra questi due valori: quindi dove il numero è superiore ad 1 vuol dire che la media dell’ultima settimana è maggiore e quindi la situazione è peggiore.
 
Solo il Molise fa registrare un valore largamente superiore ad 1 per via di un focolaio sviluppatosi qualche giorno fa in un campo Rom a Campobasso.
 
Appena sotto il valore di 1 la Puglia (0.89), Abruzzo (0,85) e Lombardia (0,81). Le situazioni migliori si registrano nella provincia autonoma di Trento (0,16), ma anche in regioni più colpite, come Toscana (0,44), Veneto (0,46), Emilia Romagna (0,46) e Piemonte (0,46).   
 
Per quanto riguarda le nazioni più colpite l’Italia ha la situazione migliore con  0,63. Buone sembrano le situazioni di Francia e Spagna, anche se non è possibile calcolare medie e rapporto per via di ricalcoli effettuati negli ultimi giorni da queste nazioni.
 
Gli USA mantengono un alto numero di casi registrati. La Germania ha un rapporto tra le medie dei casi nelle ultime due settimane di 0,89, non particolarmente preoccupante, anche se è peggiorato negli ultimi giorni.
 
Molti casi accertati con una lieve tendenza al miglioramento per il Regno Unito.
 
Preoccupanti sono le situazioni in Brasile e Russia sia per la consistenza dei casi accertati e sia per il rapporto tra le medie: 1,48 per la nazione guidata da Bolsonaro e 1,31 per quella del premier Putin, che incredibilmente sembra abbia deciso per delle consistenti riaperture.
 
E’ successo in Italia ma anche nel mondo: si tende a riaprire molto più nelle zone che fanno registrare più casi o indici peggiori: uno dei tanti paradossi ai tempi del Coronavirus.     
 
 
 
 





 

IL PUNTO STATISTICO DOO I DATI DEL 10 MAGGIO

TABELLA 1: Casi totali al 10 maggio - Nuovi casi accertati il 10 maggio - Incremento percentuale a 5 giorni calcolato il 3 maggio (una settimana fa) - Incremento percentuale a 5 giorni calcolato il 10 maggio

 

 

 

 

 

Casi

Casi 10 maggio 

Ip5 3 maggio

IP5 10 maggio

Italia

219070

802

4,57

2,84

Lombardia

81507

282

4,28

3,69

Emilia Romagna

26795

76

4,42

1,98

Veneto

18722

51

3,44

1,74

Piemonte

28665

116

7,78

3,21

Toscana

9774

29

3,6

1,48

Marche

6533

40

2,33

2,21

Liguria

8788

50

7,55

3,69

Lazio

7165

32

5,29

3,63

Trento

4295

3

5,52

0,8

Campania

4588

12

2,37

1,55

Friuli Venezia Giulia

3130

6

2,57

1,46

Puglia

4313

27

4,12

3,43

Sicilia

3327

14

3,85

1,84

Bolzano

2569

2

1,52

1,14

Abruzzo

3103

17

3,35

2,58

Umbria

1411

4

1,09

0,79

Sardegna

1340

6

2,65

1,67

Valle d'Aosta

1157

5

2,06

1,22

Calabria

1132

3

1,55

1,16

Basilicata

385

3

 

 

Molise 

370

43

1,35

22,92

 

TABELLA 1 B: Casi totali al 10 maggio - Nuovi casi accertati il 10 maggio - Incremento percentuale a 5 giorni calcolato il 3 maggio (una settimana fa) - Incremento percentuale a 5 giorni calcolato il 10 maggio - Probabile Rt 

 

 

 

Casi

Casi 10 maggio 

Ip5 3 maggio

IP5 10 maggio

Probabile Rt

USA

1295680

18718

14,35

10,33

0,89

Spagna

224350

772

 

2,29

 

Regno Unito

219208

3923

15,79

12,41

1,11

Italia

219070

802

4,57

2,84

0,64

Francia

177094

312

 

3,75

 

Germania

171879

555

3,6

2,92

0,78

L’ITALIA HA IL TREND MIGLIORE.
HA RAGIONE LA SCIENZA UFFICIALE O CHI SOSTIENE CHE IL VIRUS SIA PIU’ DEBOLE? PROBABILMENTE NESSUNA DELLE DUE PARTI.

Continuano le notizie confortanti anche dopo i dati comunicati  il 10 maggio. I   nuovi casi positivi  accertati in Italia sono 802. Il rapporto tamponi/positivi è in costante diminuzione e rimane per il secondo giorno consecutivo a 1,5.
 
Solo 3 regioni italiani fanno registrare più di 60 casi giornalieri:  Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna, che con 76 scende dopo tanto tempo sotto quota 100.
 
Gli incrementi percentuali a 5 giorni dei casi totali sono tutti in diminuzione (miglioramento), tranne che per il Molise, che da un paio di giorni è alle prese con un focolaio all’interno della comunità rom di  Campobasso.
 
In calo i decessi, le persone contemporaneamente ricoverate in terapia intensiva e le persone contemporaneamente ricoverate in Italia.
 
Per quanto riguarda la media giornaliera dei casi accertati nelle ultime 3 settimane per tutte le regioni italiane solo il Molise ha valori crescenti (peggiori) nell’ultimo periodo.
 
Nella tabella 1B abbiamo inserito le nazioni occidentali più colpite dal Coronavirus. 
 
Per quanto riguarda gli incrementi percentuali a 5 giorni sono Spagna ed Italia che hanno i valori più bassi (migliori).
 
Rispetto alla settimana scorsa l’indice si è abbassato leggermente di più per l’Italia che per la Germania, dove i dati già risentono probabilmente  in maniera superiore dell’allentamento delle misure restrittive, iniziato il 20 aprile.
 
Ciò potrebbe indicare che con l’allentamento delle misure restrittive le curve ufficiali del contagio continuino a scendere, anche se in maniera meno evidente laddove ci sono più  riaperture.
 
Nell’ultima colonna della tabella abbiamo calcolato un Rt in base ai dati ufficiali comunicati, anche se è da considerarsi probabile ed orientativo perché noi non disponiamo dei dati in base alle partenze delle sintomatologie ma solo al momento in cui vengono processati i tamponi.
 
L’Italia con 0,64 ha il valore migliore tra i casi esaminati    
 
Rt (R con t) è il  parametro che indica l'indice di riproducibilità del virus in un dato momento in presenza di misure.
 
Se  Rt è uguale a 1 vuol dire che una persona ne contagia 1, se è uguale a 2 una persona ne contagia 2.
Anche la Germania è sotto la soglia 1 con 0,78 e così gli Stati Uniti 0,89, mentre il Regno Unito con 1,11 resta al di sopra di questa soglia.
 
Per quanto riguarda Francia  e Spagna non è possibile dare il dato perché entrambe hanno effettuato dei ricalcoli sostanziosi sul numero dei casi accertati nei giorni scorsi.
 
Ed ora veniamo alla querelle che divide i mondo scientifico in questi giorni: il virus è diventato più debole oppure no?
 
Quello che a noi è evidente già dagli inizi di aprile è che la curva dei casi medi e gravi è molto diversa e migliore di quella evidenziata dai comunicati ufficiali dei casi accertati.
 
Lo abbiamo scoperto analizzando i dati dei nuovi positivi ricoverati nella provincia di Latina e poi abbiamo avuto conferme successivamente sempre in aprile dal’andamento del numero di chiamate al 118 per motivi respiratori od infettivi in Lombardia pubblicato da alcuni siti internet, e poi ancora dai bollettini quotidiani emanati dai vari ospedali laziali.
 
Non avendo evidenze scientifiche sul depotenziamento del virus la nostra ipotesi ad inizio aprile è stata quella di una sottostima più marcata del numero dei contagi nella fase iniziale e centrale dell’epidemia.
 
Chiariamo meglio con un esempio.
 
A metà marzo in una cittadina ci sono 400 contagiati in giro, ma noi ne riusciamo a rilevare 20. A inizio maggio ci sono 20 contagiati in giro e noi ne rileviamo 10.
 
Secondo la curva ufficiale abbiamo quindi la metà dei contagiati (10 invece di 20), ma in realtà il numero reale è di un ventesimo (20 e non 400).  
 
Qualche professore, medico di  ospedale, allora pensa: se la curva ufficiale mi dice che il contagio si è dimezzato ma io invece vedo entrare tra i nuovi ammalati un ventesimo di pazienti rispetto al periodo più critico allora evidentemente il virus è diventato più debole.
 
Quindi fin quando non ci saranno evidenze scientifiche sula composizione di un virus che a livello biologico si sia indebolito, l’unica ipotesi avvalorabile è quella che vi stiamo raccontando noi da inizio aprile, cioè di una sottostima maggiore nel numero dei contagiati nella fase iniziale e centrale dell’epidemia, rispetto a quella finale  .
 
Se invece fosse vera la curva che ogni giorno la scienza ufficiale ci propina allora sì che l’unica spiegazione plausibile sarebbe il depotenziamento del virus.
 
Per avere una risposte definitiva potrebbe essere anche sufficiente l’indagine sierologica a campione che ci rileverebbe il numero di contagi nei vari periodi e la percentuale tra sintomatici ed asintomatici.
 
In ogni caso il Comitato tecnico scientifico per consigliare il Governo dovrebbe utilizzare la curva dei casi medi e gravi e non quella del contagio normale,: basterebbe costruirla coi dati  dei nuovi accessi negli ospedali o nei posti di terapia intensiva: dati che non sono pubblicati nei prospetti ufficiali, che noi abbiamo ricavato per la provincia di Latina, ma che al sistema sanitario, grazie ai dati immagazzinati nei computer dei singoli ospedali,  non dovrebbe essere difficile ricostruire in tempo reale o quasi per l’intero territorio nazionale.
 
Calcolare il valore Rt su una curva fasulla o per tutti i casi indistintamente, senza quindi soffermarsi su quelli più gravi,  può causare gravi danni all’economia nel momento in cui si evitano  riaperture possibili ma anche alla salute delle persone se non ci si accorge in tempo di un’eventuale controtendenza.     
 



 

IL PUNTO STATISTICO DOPO I DATI DEL 9 MAGGIO

TABELLA 1: Casi totali al 9 maggio - Nuovi casi accertati il 9 maggio - Incremento percentuale a 5 giorni calcolato il 2 maggio (una settimana fa) - Incremento percentuale a 5 giorni calcolato il 9 maggio 

 

 

 

 

 

Casi

Casi 9 maggio

Ip5 2 maggio

IP5 9 maggio

Italia

218268

1083

4,97

2,99

Lombardia

81225

502

4,79

3,99

Emilia Romagna

26719

121

4,82

2,08

Veneto

18671

65

3,67

1,62

Piemonte

28549

181

8,29

3,36

Toscana

9745

24

4,36

1,5

Marche

6493

23

2,79

2,04

Liguria

8738

15

8,77

3,87

Lazio

7133

47

5,69

4,18

Trento

4292

7

4,66

0,8

Campania

4576

14

2,53

1,73

Friuli Venezia Giulia

3124

8

2,75

1,56

Puglia

4286

30

4,42

3,2

Sicilia

3313

12

4,15

1,78

Bolzano

2567

9

1,56

1,02

Abruzzo

3086

8

3,13

2,87

Umbria

1407

1

1,75

0,93

Sardegna

1334

4

2,49

1,29

Valle d'Aosta

1152

1

2,25

0,79

Calabria

1129

3

1,46

0,98

Basilicata

382

0

 

 

Molise 

347

20

 

 


 

TABELLA 2: Terapie intensive al 9 maggio - Incremento percntale a 3 giorni delle terapie intensive - Media giornaliera dei casi accertati nelle ultime tre settimane 

 

 

 

 

 

 

TI 9 maggio

IP3G 9 maggio

Mg Casi 19- 25 apr

Mg Casi 26 apr  2 mag

MG Casi 2 -9 mag

Italia

1034

-22,43

2775,14

1996,71

1277,14

Lombardia

330

-31,25

941,14

719

603,29

Emilia Romagna

155

-11,93

289,29

234,43

124,14

Veneto

40

-55,56

242,71

119

63,86

Piemonte

143

-4,67

566

393,29

195,71

Toscana

79

-14,13

111,14

72,86

31,43

Marche

32

-23,81

48,14

34,29

27,86

Liguria

42

-28,81

142,86

144,43

60,86

Lazio

82

-9,89

79,43

76

53,86

Trento

10

-23,08

58,14

49

15,86

Campania

26

4

44,43

22,86

16,71

Friuli Venezia Giulia

3

0

24,57

22,29

9,29

Puglia

33

-8,33

71,86

31,57

21,86

Sicilia

17

-32

49,71

27,57

14,29

Bolzano

9

-18,18

21,57

8,43

4,57

Abruzzo

10

-9,09

49,29

18,86

17,43

Umbria

6

-33,33

3,14

4

1,86

Sardegna

11

0

10,43

6,29

2,71

Valle d'Aosta

3

0

3,86

5,14

2,29

Calabria

2

-33,33

11

3,43

2,43

Basilicata

1

-50

3,14

2,71

0,29

Molise 

0

 

3,29

1,29

6,57








statistiche coronavirus, statistiche covid 19

QUASI COME AD INIZIO FEBBRAIO

Il numero medio di chiamate per motivi infettivi o respiratori al 118 della Lombardia è stato nella settimana dal giorno 1 al 7 maggio di 335,29, di poco superiore al periodo 1/ 7 febbraio, quando le chiamate furono in media 322,29. 
 
In 3 aree su 4 a maggio il numero è leggermente superiore a maggio rispetto a febbraio. Nell’area Como/Lecco/Varese  è 59 (prima settimana di maggio) contro  56,71 (prima settimana di febbraio); nell’area Lodi/Cremona/Mantova/Pavia   è 68,43 (prima settimana di maggio) contro 61 (prima settimana di febbraio), nell’area Milano/Monza/Brianza è 142,29 (prima settimana di maggio) più di  128,86 (prima settimana di febbraio).
 
Invece c’è una diminuzione del numero medio di chiamate  nell’Area Bergamo/Brescia/Sondrio: da 75,71 (prima settimana di febbraio) a 65,57 (prima settimana di maggio).
 
Questo significa che già nella prima settimana di febbraio,soprattutto nel Bergamasco, il Covid era così presente da incidere in maniera marcata già nel numero di chiamate al 118 per problemi respiratori o infettivi.
 
Sicuramente nel Bergamasco bisognava istituire delle zone rosse, se consideriamo che il 7 e l’8 marzo arrivavano di media 350/360 chiamate al giorno solo da quell’area, più in pratica di quelle che arrivano ora da tutta la Lombardia!
 
Il 16 marzo si è raggiunto il picco: ben 1537 chiamate al 118 per motivi respiratori o infettivi in un solo giorno in tutta la Lombardia!
 
Quindi, come più volte abbiamo sottolineato, anche in Lombardia, rispetto al periodo critico non siamo ora ad un terzo o un quarto dei contagiati, come traspare dai dati ufficiali,  ma almeno ad un ventesimo, considerando che quasi 300 chiamate saranno comunque molto probabilmente  per motivi non legati al Covid.
 
La differenza con gli inizi di febbraio è che la gran parte della popolazione avrà nei prossimi giorni e settimane la consapevolezza dell’esistenza del Coronavirus e quindi distanziamenti e protezioni molto probabilmente contribuiranno a far abbassare  ancora di più questo numero.
 
Nei grafici in alto notiamo che la composizione percentuale delle chiamate,  diminuita nell’area comprendente Bergamo e Brescia, è rimasta identica nell’area di Como, mentre è leggermente superiore nella prima settimana di maggio  nell’area Lodi/Cremona e in quella di Milano.
 
Il grafico in basso a destra ci indica invece il coefficiente di variazione moltiplicato per 100 del numero delle chiamate nella prima settimana di febbraio e nella prima settimana di maggio.
 
 Il coefficiente di variazione è un indicatore statistico di dispersione relativa. Si parla di dispersione relativa per indicare la variabilità di un fenomeno in termini percentuali. È usata per confrontare la variabilità dei fenomeni, senza prendere in considerazione l'unità di misura.
 
Notiamo che nella prima settimana di febbraio il valore del coefficiente di variazione moltiplicato x 100  dell’area del  Bergamo (14,57) è di molto superiore  a quelli delle altre aree.
 
Seguono l’area con Lodi/Cremona con 11,08 (questo numero sarebbe cresciuto ulteriormente subito prima del 20 febbraio avvicinandosi a quello dell’area del Bergamasco) . Numeri più bassi nel coefficiente di variazione ad inizio febbraio per l’area di Milano e soprattutto per quella di Como.
 
In pratica il numero delle chiamate  non si concentrava vicino al valore della  loro media ma era più altalenante ad inizio febbraio nell’area del Bergamasco.
 
Nel periodo di inizio maggio il coefficiente di variazione  è molto simile per tutte e quattro le aree.
 
Il numero medio giornaliero di chiamate è stato, inoltre, di 344,33 dal 2 al 4 maggio e di 329 nel periodo dal 5 al 7 maggio. Il numero di chiamate al 118 per motivi respiratori o infettivi dovrebbe essere il primo campanello di allarme in caso di aumento del contagio: potrebbe far capire prima di ogni altro indicatore il peggioramento della situazione.
 
Due o tre giorni di seguito di aumento del numero delle chiamate dovrebbe destare preoccupazione. Per ora invece addirittura la tendenza è a scendere. La discesa del contagio al momento sta continuando nonostante l’allentamento di alcune misure restrittive anche in Lombardia.   






 

IL PUNTO STATISTICO DOPO I DATI DELL'8 MAGGIO

TABELLA 1: Casi totali all'8 maggio - Nuovi casi accertati l'8 maggio - Incremento pecentuale a 5 giorni calcolato il giorno 1 maggio (1 settimana fa) - Incremento percentuale a 5 giorni calcolato l'8 maggio

 

 

 

 

 

Casi totali

Casi 8 maggio

IP5 1 maggio

IP5 8 maggio

Italia

217185

1327

4,93

3,07

Lombardia

80723

634

4,91

4,12

Emilia Romagna

26598

111

4,88

2,24

Veneto

18618

65

3,59

1,64

Piemonte

28368

233

7,51

3,42

Toscana

9721

38

3,26

1,65

Marche

6470

18

2,68

2,39

Liguria

8723

78

8,52

4,35

Lazio

7086

52

5,75

4,07

Trento

4285

2

6,11

0,89

Campania

4562

21

2,61

1,74

Friuli Venezia Giulia

3116

9

4,25

1,43

Puglia

4256

11

3,82

2,7

Sicilia

3301

13

4,55

1,88

Bolzano

2558

6

1,89

0,87

Abruzzo

3078

6

3,11

2,74

Umbria

1406

1

1,83

0,86

Sardegna

1330

6

2,58

0,83

Valle d'Aosta

1151

1

2,44

0,79

Calabria

1126

1

2,11

1,08

Basilicata

382

-1

 

 

Molise 

327

22

 

 




TABELLA 2: Numero di pazienti contemporaneamente in terapia intensiva l'8 maggio - Incremento percentuale a 3 giorni dei posti occupati in terapia intensiva - Media giornaliera dei casi accertati nelle ultime tre settimane

 

 

 

 

 

TI 8 maggio

IP3G 8 maggio

Mg casi 18-24 apr

Mg casi 25 apr - 1 mag

Mg Casi 2 - 8 mag 

Italia

1168

-18,15

2937,14

2062

1393,86

Lombardia

400

-21,41

1017,29

744,71

607,71

Emilia Romagna

163

-14,66

305,14

239,14

136,29

Veneto

79

-19,39

265

124,14

74,29

Piemonte

140

-9,68

574,14

408,86

240,57

Toscana

84

-24,32

109,57

81,14

39,43

Marche

38

-9,52

51,43

35,29

27,86

Liguria

46

-32,35

140,71

136,14

85,29

Lazio

84

-7,69

86,86

77,14

59,14

Trento

11

-26,67

57,14

50,86

21,86

Campania

28

12

47,29

23,14

16,86

Friuli Venezia Giulia

2

-50

29,57

22,71

10,71

Puglia

33

-15,38

79,14

31,14

22,43

Sicilia

19

-26,92

50,86

30,43

15,29

Bolzano

9

-18,18

22,86

10,29

4,29

Abruzzo

10

-9,09

51,43

20,71

18,57

Umbria

6

-45,45

3,71

4,29

1,86

Sardegna

10

11,11

11,29

8

2

Valle d'Aosta

2

-33,33

15,29

4,71

2,57

Calabria

2

-50

12,57

4,71

2

Basilicata

2

-33,33

3,29

2,57

0,57

Molise 

0

-100

 

 

 

 

SI E’ INDEBOLITO IL VIRUS O C’E’ MENO CONTAGIO?

CONTINUIAMO A PROTEGGERCI!

 

L’altra sera un virologo del San Raffaele,  Massimo Clementi,  ha affermato nella trasmissione 8 e mezzo su La7 “Il profilo clinico di questa malattia è mutato, adesso non arrivano più persone che hanno necessità della terapia intensiva. La malattia si sta modificando. L’epidemia si sta svuotando e il coronavirus diventerà innocuo come un raffreddore"

 

Ieri sera nella trasmissione “Quarto Grado” su Rete 4, quasi a confermare la stessa ipotesi, pur non avvalorata ancora da studi scientifici,  uno dei primari dello stesso ospedale ha affermato che l’11 aprile scorso c’è stata l’ultima persona entrata in terapia intensiva al San Raffaele. 

 

Il virologo Bassetti, sicuramente non nella stessa linea d’onda, ha comunque ammesso che anche dove lui lavora a Genova l’ultimo paziente è entrato in terapia intensiva intorno alla metà di aprile.

 

In effetti noi già dal 7 aprile (Post sul “nascondino” dal titolo “Tana libera tutti” https://www.h24notizie.com/2020/04/07/coronavirus-a-latina-e-provincia-dati-costanti-no-in-miglioramento ) avevamo notato che la composizione dei nuovi positivi in provincia di Latina fosse radicalmente cambiata: si era passati in pratica da una percentuale vicina al 70% di nuovi positivi ospedalizzati di inizio marzo, ad una situazione inversa ad inizio aprile in cui circa il 90% di nuovi positivi era  trattato a domicilio(evidentemente pauci sintomatici o asintomatici).

 

La nostra conclusione, avvalorata poi dalle successive pubblicazioni su alcuni siti internet dell’andamento delle chiamate al 118 della regione Lombardia per motivi respiratori e infettivi e dai bollettini degli ospedali laziali da cui si intuiva chiaramente che la pressione di nuovi ricoveri sulle strutture era diventata subito dopo il 15 aprile insignificante o inesistente, è stata che la curva del contagio ufficiale, ricavata dai Bollettini ufficiali,  fosse tutt’altro che veritiera.

 

In realtà, a nostro parere, il numero di nuovi positivi ora rispetto a quello del periodo più critico di metà marzo non è di un terzo o di un quarto, come si evince dai Bollettini ufficiali,  ma è molto probabilmente di oltre un ventesimo.

 

Questo lo abbiamo dimostrato, facendo ricorso a semplici argomenti matematici e statistici in diversi post, (ricordiamo tra gli altri  la storia di Libero, del dipinto sulla parete e del battiscopa https://www.h24notizie.com/2020/04/19/covid-19-lanalisi-dei-dati-raccontata-letteralmente-da-ermete-labbadia);

 

L’ultimo post a riguardo lo abbiamo pubblicato proprio ieri e per chi volesse approfondire l’argomento può trovarlo sempre  su h24notizie https://www.h24notizie.com/2020/05/08/coronavirus-perche-prendendo-decisioni-in-base-allrt-si-puo-sbagliare-lintervento  o scorrendo questa pagina, dove si possono trovare tutti i nostri punti quotidiani.

 

Una cosa quindi è certa: la curva dei casi medi o gravi è completamente diversa da quella ufficiale. Ricorda molto la curva gaussiana, ha molta più pendenza e quindi il valore di Rt di conseguenza in molti periodi è stato notevolmente migliore da quello indicato dagli esperti che fanno riferimento alla curva ufficiale.

 

Per capire se questo dipenda da un indebolimento del virus oppure, come sostenuto da noi, da un indebolimento della propagazione del contagio, che non si è evidenziata nei bollettini ufficiali a causa sia dell’aumento del numero dei tamponi e sia della variabilità delle persone sottoposte a test( nella prima fase dell’epidemia non erano testati pauci sintomatici ed asintomatici) sarebbero molto utili i test sierologici a campione.

 

 

Se la percentuale di nuovi asintomatici fosse  rimasta più o meno inalterata  nel tempo allora vorrebbe dire che a diminuire è stato il contagio, se invece fosse aumentata di molto allora è il virus che si sarebbe indebolito.

 

Quindi a questo punto si può andare a festeggiare con un drink sui Navigli a Milano senza mascherine e fregandocene dei distanziamenti? Assolutamente no!

 

Noi siamo molto ottimisti sul fatto che non ci sarà un aumento dei contagi, dovuto alle riaperture, ma proprio perché partiamo dal presupposto, oltre che di una curva del contagio migliore, che la stragrande maggioranza utilizzerà tutte le precauzioni raccomandate: si verificheranno solo pochi isolati focolai in cui saranno coinvolti inizialmente proprio alcune persone che non avranno rispettato le regole.

 

Ma ci sono altri due motivi per cui è consigliabile non abbassare la guardia.

 

Sicuramente il periodo di 15 giorni di quarantena è insufficiente, nel senso che l’esperienza reale ha dimostrato che  una percentuale consistente di asintomatici rimane positiva anche per un periodo di un mese ( qualcuno arriva addirittura a due mesi).

 

Il secondo motivo è che molte volte facendo i test si verificano dei falsi negativi. Addirittura, secondo alcune ipotesi, in più del 20% dei casi persone che hanno un tampone negativo in realtà poi si rivelano positive.

 

Quindi in questo caso ci potrebbero più o meno il  5% di pazienti  dichiarati ufficialmente guariti, perché hanno avuto due test falsi negativi di fila, che in realtà ancora sono positivi e possono trasmettere il virus.

 

Guardiamo comunque i dati confortanti evidenziati nella Tabella oggi pubblicata, da cui si evince nella prima colonna il record positivo stabilito ieri di diminuzione più marcata di persone contemporaneamente in terapia intensiva (- 143 in Italia).

 

Notiamo dalla colonna successiva che quasi ovunque è negativo ( e quindi confortante)  l’incremento percentuale a tre giorni di posti occupati in terapia intensiva.

 

Dalle colonne successive, inoltre, si evince che anche secondo i dati ufficiali la media giornaliera di nuovi contagiati scende in tutte le regioni italiane settimana dopo settimana.          




 

IL PUNTO STATISTICO DOPO I DATI DEL 7 MAGGIO

TABELLA 1: Casi totali al 7 maggio - Nuovi casi accertati il 7 maggio - Incremento percentuale a 5 giorni calcolato il 30 aprile (una settimana fa) - Incremento percentuale calcolato il 7 maggio 

 

 

 

 

 

 

Casi

Casi 7 maggio

IP5 30 aprile

IP5 7 maggio

Italia

215858

1401

5,18

3,12

Lombardia

80089

720

5,23

4.01

Emilia Romagna

26487

108

5,07

2,46

Veneto

18553

74

3,27

1,81

Piemonte

28135

196

7,63

3,52

Toscana

9683

26

3,74

1,66

Marche

6452

31

3,12

2,45

Liguria

8645

94

9,48

4

Lazio

7034

39

6,3

4,11

Trento

4283

3

7,24

2,44

Campania

4541

9

2,88

1,84

Friuli Venezia Giulia

3107

13

4,2

1,57

Puglia

4245

49

4,09

2,71

Sicilia

3288

7

4,83

2,33

Bolzano

2552

9

1,7

0,67

Abruzzo

3072

25

3,46

3,64

Umbria

1405

1

1,9

0,79

Sardegna

1324

5

1,89

0,68

Valle d'Aosta

1150

4

2,55

1,23

Calabria

1125

3

1,84

1,17

Basilicata

383

-16

1,66

0,79

Molise 

305

1

2,05

1,33


coronavirus statistiche, Rt erre con zero, statistiche covid

PERCHE’ PRENDENDO DECISIONI IN BASE ALL’ Rt SI PUO’ SBAGLIARE.
IL VIRUS E’ SEMPRE PERICOLOSO MA AL MOMENTO C’E’ TROPPA PRUDENZA DA PARTE DI CHI CI GOVERNA
ADESSO L’ICEBERG LO VEDIAMO QUASI TUTTO

 
Negli ultimi giorni sentiamo parlare molto spesso di R0 (erre con zero) o Rt (erre con t) e che il Governo supportato dal Comitato tecnico scientifico prenderà decisioni sulle riaperture in base ai valori di questi parametri.  
 
Ma cosa sono R con zero ed R con t?
 
R0 (R con zero) e dà la misura della capacità del virus di diffondersi in assenza di misure di contenimento, ed Rt (R con t) è il  parametro che indica l'indice di riproducibilità del virus in un dato momento in presenza di misure.
 
In parole più semplici se R0 oppure  Rt è uguale a 1 vuol dire che una persona ne contagia 1, se è uguale a 2 una persona ne contagia 2.
 
Secondo i dati ufficiali, almeno dal 10 aprile, in Italia questo valore è sotto il valore di 1 ed abbiamo anche ascoltato in TV come la Merkel si sia allarmata intorno al 28 aprile perché dopo circa 8 giorni dall’allargamento di alcune misure restrittive quel valore era salito momentaneamente sopra la soglia di 1.
 
Anche in Italia la decisione per molte riaperture si baserà su questo indicatore:per esempio perché si inizino le aperture interregionali sembra che si aspetti un Rt pari a 0,2.
 
Tutto condivisibile. Il problema è che la curva dei casi accertati, che leggiamo ogni giorno dai Bollettini,  non è la curva reale del contagio e quindi prendere decisioni in base a quella  curva è a nostro avviso un errore gravissimo.
 
Facciamo un caso concreto
 
Il grafico in alto ci mostra la media giornaliera calcolata per periodi settimanali del numero di chiamate al 118 per problemi respiratori o infettivi in Lombardia
 
Notiamo che nella prima metà di febbraio questo numero è stato inferiore a 300 per poi salire man mano fino a toccare le 1415 chiamate di media giornaliera nel periodo dal 14 al 20 marzo e per poi riscendere.
 
Nel periodo dal 25 aprile all’1 maggio la media è scesa a 384,86 e per il momento nei giorni successivi è di 336, quindi stiamo arrivando ad una situazione simile a quella che c’era nella prima metà di febbraio, quando il virus girava indisturbato senza trovare protezioni e precauzioni di alcun genere.
 
Nel grafico in basso abbiamo ripreso la stessa curva in alto con alcune piccole accortezze. Abbiamo supposto che 285 sia il numero di chiamate per problemi non legati al Covid.
 
Facendo questa supposizione troveremmo poco meno di 1000 casi non accertati nel solo periodo dall’1 al 21 febbraio, che è in linea con le indagini che stanno venendo alla luce in questi giorni.
 
Abbiamo poi sottratto alla media delle chiamate di ciascun periodo il numero 285 e lo abbiamo moltiplicato per 25. In pratica abbiamo supposto che per ogni chiamata ci fossero 25 casi, comprendendo anche quindi pauci sintomatici ed asintomatici. In questo modo i casi probabili in Lombardia sarebbero poco meno di un milione, circa 12 volte di più di quelli finora accertati.
 
Nel grafico in basso la linea blu è quella dei casi probabili da noi costruita in base alle chiamate al 118 lombardo e quella rossa è quella dei casi accertati.
 
Come potete chiaramente vedere la linea blu ha molta più pendenza di quella rossa: sarebbe molto più indicato fare le valutazioni in base alla linea blu, che si basa su dati più certi, e non sulla linea rossa, che è influenzata da notevoli variabili, prima tra tutte quella della numerosità dei tamponi.
 
Gli esperti ci dicono in TV giustamente che noi vediamo solo la punta dell’iceberg.
 
La differenza però è che in base alle nostre supposizioni nell’ultima settimana di febbraio vedevamo meno del 2% dell’iceberg completo, nella prima settimana di marzo poco più del  3%, nel periodo più triste (quello dal 14 al 20 marzo) circa poco più del 6%: 1777,71 (media casi giornalieri accertati) diviso 28250  (media casi giornalieri probabili) x 100.
 
Facendo lo stesso ragionamento nel mese di maggio  riusciamo a vedere molta più parte dell’iceberg, quasi il 50%.
 
Siamo andati avanti per supposizioni, d’accordo, ma anche se i casi reali fossero ad esempio 2000000 e il numero di chiamate  non Covid  non fosse di 285 ma qualsiasi altro, cambierebbe l’altezza della curva ma non il succo del ragionamento che rimane comunque valido.

Ieri sera un virologo del San Raffaele,  Massimo Clementi,  ha affermato nella trasmissione 8 e mezzo su La7 “ Il profilo clinico di questa malattia è mutato, adesso non arrivano più persone che hanno necessità della terapia intensiva. La malattia si sta modificando".

Chiaramente il virologo vedendo da 15 giorni entrare in proporzione molto meno pazienti  rispetto al periodo critico ha tratto questa conclusione e ci auguriamo tutti che abbia ragione.

La nostra tesi, non essendo scienziati e non potendo valutare l’effettivo calare della potenza del virus, è che non si sia indebolito  il virus ma il contagio. Il numero di positivi non è quindi in Lombardia ora di un terzo rispetto a quello del periodo critico, come da curva rossa del grafico,  ma un ventesimo, come da curva blu!!!  

Quindi usate tutte le precauzioni possibili: distanziamenti, mascherine ecc, perché comunque il virus probabilmente non ha perso la sua potenziale letalità   

Comunque  o si sia indebolito il virus o il contagio il fatto che il Comitato tecnico scientifico stia dando indicazioni in base all’andamento di una curva sbagliata crediamo sia molto probabile.
E attenzione! Sbagliare indicazioni, osservando una curva sbagliata, non può significare soltanto essere troppo prudenti, come in questo periodo, ma potrebbe avvenire anche l’inverso e cioè che la situazione potrebbe peggiorare senza che nessuno degli esperti più accreditati se ne accorga in un tempo opportuno.
 




 

PUNTO STATISTICO DOPO I DATI DEL 6 MAGGIO

TABELLA 1: Casi totali al 6 maggio - Nuovi casi accertati il 6 maggio -  Incremento percentuale a 5 giorni calcolato il 29 aprile (una settimana fa) - Incremento percentuale a 5 giorni calcolato il 6 maggio

 

 

 

 

 

 

Casi

Casi 6 maggio

IP5 29 aprile

IP5 6 maggio

Italia

214457

1444

5,49

3,39

Lombardia

79369

764

5,44

3,79

Emilia Romagna

26379

104

5,04

2,87

Veneto

18479

77

3,46

2,11

Piemonte

27939

165

8,56

4,7

Toscana

9657

26

4,68

2,24

Marche

6421

29

3,02

2,33

Liguria

8551

76

9,98

5,23

Lazio

6995

81

6,74

4,84

Trento

4280

19

7,76

3,58

Campania

4532

14

2,99

1,98

Friuli Venezia Giulia

3094

9

4,44

1,74

Puglia

4196

26

3,81

2,37

Sicilia

3281

14

5,33

2,72

Bolzano

2543

1

2,08

0,59

Abruzzo

3047

22

4,28

3,36

Umbria

1404

4

2,05

0,79

Sardegna

1319

1

2,63

0,46

Valle d'Aosta

1146

3

2,18

1,15

Calabria

1122

3

2,13

0,9

Basilicata

399

3

1,67

5,56

Molise 

304

3

3,48

1,33

 

TABELLA 2: Numero di pazienti contemporaneamente in terapia intensiva il 6 maggio - Incremento percentuale a 3 giorni del numero dei posti occupati in terapia intensiva - Media giornaliera dei casi accertati nelle ultime tre settimane 

 

 

 

 

 

TI 6 maggio

IP3G Terapie 6 maggio

Mg 16-22 apr

Mg 23- 29 apr

Mg 30 apr  - 6mag 

Italia

1333

-11,19

3167,43

2323,43

1552,29

Lombardia

480

-9,77

991,29

863,14

605

Emilia Romagna

176

-10,66

343,57

249

171,71

Veneto

90

-12,62

302

155,29

93,43

Piemonte

150

-11,2

644,29

446

296,86

Toscana

92

-17,86

147,71

84,57

52,14

Marche

42

-2,33

60,14

40,86

30,14

Liguria

59

-13,24

140,29

138,71

94,57

Lazio

91

-4,21

106,14

81,43

64,29

Trento

13

-23,53

60,86

60,43

30,14

Campania

25

-16,67

54

32,14

17,43

Friuli Venezia Giulia

3

-50

39

27,57

12

Puglia

36

-10

78

42,71

23,86

Sicilia

25

-13,79

49,71

36,71

20,14

Bolzano

11

0

27,43

13

5,14

Abruzzo

11

-31,25

65,57

27,14

17,71

Umbria

9

-30,77

5

4,86

1,86

Sardegna

11

0

12,29

6,14

4,14

Valle d'Aosta

3

50

19,57

4,14

3,14

Calabria

3

-25

12,71

6

2,86

Basilicata

3

0

4,86

1,71

4,71

Molise 

0

-100

3

1,86

1



statistiche coronavirus, statistiche covid19 - Media giornaliera casi accertati

IL LAZIO E’ UNA DELLE REGIONI CON IL TREND PEGGIORE, MA AL MOMENTO NON PREOCCUPA

 
Il 6 maggio i  nuovi casi positivi  accertati in Italia sono 1.444.  Sale a 64.263 il numero dei tamponi effettuati.
 
Ben 14  regioni italiani fanno registrare meno di 30 casi giornalieri.
 
Gli incrementi percentuali a 5 giorni dei casi totali sono tutti in diminuzione (miglioramento), tranne che in Basilicata.
 
Ed è proprio la Basilicata (5,56) davanti a Liguria (5,23) e Lazio (4,84) che fa registrare gli incrementi percentuali a 5 giorni dei casi totali maggiori (peggiori).   
 
Poco attendibili dal punto di vista statistico sia il numero di guariti comunicato ieri in Italia  (più 8014) e sia il numero dei decessi (+369),  perché i dati risentono in maniera molto sensibile di ricalcoli effettuati.
 
In calo per il trentaduesimo giorno consecutivo le persone contemporaneamente ricoverate in terapia intensiva in Italia.
 
Tutte le regioni al momento non hanno un aumento della criticità per quanto riguarda i nuovi accessi nelle terapie intensive.
 
Per quanto riguarda la media giornaliera dei casi accertati nelle ultime 3 settimane per tutte le regioni italiane solo la Basilicata ha valori crescenti (peggiori) nell’ultimo periodo.
 
Il grafico in alto ci mostra alcune delle regioni con trend migliore . Notiamo una discesa marcata nella media giornaliera  dei casi accertati sia per regioni che partivano con un numero più consistente (il Veneto) e sia per regioni che già nel periodo 16 -22 aprile avevano un numero già esiguo di nuovi positivi (Umbria e provincia autonoma di Bolzano).
 
Il grafico in basso ci mostra alcune delle regioni con trend peggiore. In realtà per Liguria e Lazio come vediamo non c’è una risalita nella media giornaliera dei nuovi positivi accertati.
 
Qualche giorno fa vi avevamo scritto che la situazione della Liguria poteva dare segni di preoccupazione, ma per fortuna negli ultimi giorni, come si può vedere dal grafico in basso, il numero dei nuovi positivi accertati è diminuito anche nella regione governata da Toti.
 
Anche nel Lazio la discesa è più graduale rispetto alla maggior parte delle altre regioni italiane, ma è pur sempre una discesa.
 
Inoltre come da comunicati ufficiali   nell’Asl Roma 5 ieri sono stati registrati 29 nuovi casi positivi di cui 22 però sono un recupero di notifiche arretrate.
 
Chiaramente se le notifiche arretrate si riferissero ad un periodo di settimane e non di pochissimi giorni i miglioramenti nell’ultimo periodo sarebbero più evidenti.
 
Unica regione che in base ai dati ufficialmente comunicati mostra una controtendenza con una risalita dei nuovi contagi è la Basilicata.
 
Per ridurre i tempi di  passaggio dalla Fase 2 alla Fase 3 è necessario  tenere sotto osservazione in maniera scientifica  la catena trasmissiva, con tamponi mirati e  con soluzioni tecnologiche avanzate.
 
Riteniamo molto improbabile che la situazione nei prossimi giorni peggiorerà a causa delle riaperture in Italia: al massimo potrà verificarsi qualche isolato focolaio.
 
Molto più difficile potrebbe essere invece  il passaggio dalla Fase 2 alla Fase 3 se non dovesse migliorare la metodologia dei tracciamenti nella maggior parte delle regioni.
 
 



 

IL PUNTO STATISTICO DOPO I DATI DEL 5 MAGGIO

TABELLA 1: Casi totali al 5 maggio - Nuovi casi accertati il 5 maggio - Incremento percentuale a 5 giorni calcolato il 28 aprile (una settimana fa) - Incremento percentuale a 5 giorni calcolato il 5 maggio

 

 

 

 

 

 

Casi

Casi 5 maggio

IP5 28 aprile

IP5 5 maggio

Italia

213013

1075

6,07

3,67

Lombardia

78605

500

5,96

3,79

Emilia Romagna

26275

100

5,02

3,3

Veneto

18402

29

4,9

2,46

Piemonte

27774

152

9,98

5,65

Toscana

9631

30

5,14

2,98

Marche

6392

29

3,75

2,42

Liguria

8475

63

10,26

6,03

Lazio

6914

67

6,82

4,5

Trento

4261

3

8

3,52

Campania

4518

20

3,35

2,15

Friuli Venezia Giulia

3085

9

4,79

1,98

Puglia

4170

17

3,67

2,41

Sicilia

3267

12

6,63

3,19

Bolzano

2540

1

2,59

0,87

Abruzzo

3025

25

4,09

3,24

Umbria

1400

6

1,25

0,57

Sardegna

1318

1

2,47

1,78

Valle d'Aosta

1143

0

2,1

1,33

Calabria

1119

1

2,62

0,99

Basilicata

396

10

2,81

7,9

Molise 

301

0

4,58

1,01

USA

1218025

25119

18,86

13,97

Spagna

250561

2260

8,97

4,56

Regno Unito

190584

8485

15,72

15,35

Francia

169462

769

3,73

1,83

Germania

166424

679

5,2

2,65

 

TABELLA 2: Numero di pazienti contemporaneamente in terapia intensiva il 5 maggio - Incremento percentuale a 3 giorni del numero di posti occupati in terapia intensiva - Media giornaliera dei casi accertati nelle ultime tre settimane 

 

 

 

 

 

 

TI 5 maggio

IP3G Terapie 5 maggio

Mg Casi 15-21 apr

Mg Casi 22- 28 apr

Mg Casi 29 apr  - 5mag 

Italia

1427

-7,28

3067

2506,86

1644

Lombardia

509

-6,61

943,57

916,71

608,14

Emilia Romagna

191

-2,55

334,29

260,29

194,43

Veneto

98

-9,26

281,71

186,29

99,14

Piemonte

155

-12,92

609,29

499,29

332

Toscana

111

-5,93

153,71

89,71

57,14

Marche

42

-8,7

64,43

42,57

31

Liguria

68

0

136,57

144

100,43

Lazio

91

-5,21

112

81,71

63,86

Trento

15

-21,05

67,57

58,71

33,71

Campania

25

-7,41

52,29

35

19,71

Friuli Venezia Giulia

4

-20

38,86

29

12,86

Puglia

39

0

72

51,14

27,14

Sicilia

26

-13,33

47,71

40,71

21

Bolzano

11

10

32,29

12,57

6

Abruzzo

11

-31,25

60,29

33,14

18

Umbria

11

-15,38

4,57

3,71

3

Sardegna

9

-30,77

14

7

4,71

Valle d'Aosta

3

0

20,86

3,71

3,43

Calabria

4

0

13

7,14

3,14

Basilicata

3

-25

4,43

2,29

4,29

Molise 

1

0

3,57

2,14

2

ITALIA: BENE COSI’!
TREND MIGLIORE: VENETO, TREND PEGGIORE: BASILICATA
LA GERMANIA SEMBRA NON RISENTIRE DELL’ALLENTAMENTO DELLE MISURE RESTRITTIVE

 Continuano i dati confortanti per l’ Italia anche dopo il Bollettino del 5 maggio.
 
I nuovi casi positivi  accertati scendono a 1.075, nonostante l’aumento del  numero  di tamponi rispetto ai due giorni precedenti.
 
Nella tabella 1 troviamo nella prima colonna i casi accertati da inizio epidemia delle regioni italiane.
 
Nella seconda colonna della Tabella 1 i nuovi casi positivi accertati ieri. Metà delle regioni italiani fa registrare meno di 12 casi giornalieri.
 
Le colonne successive ci indicano l’incremento percentuale a 5 giorni calcolato il 28 aprile (una settimana fa) e il 5 maggio.
Rispetto alla settimana precedente gli incrementi sono tutti in diminuzione (miglioramento), tranne che in Basilicata.
 
Ed è proprio la Basilicata (7,9) davanti a Liguria (6,03) e Piemonte (5,65) che fa registrare gli incrementi percentuali a 5 giorni dei casi totali maggiori (peggiori). 
 
Le regioni del Nord Est (Veneto, Friuli, Trentino Alto Adige) fanno registrare il miglior trend negli incrementi percentuali a 5 giorni.
 
Sotto la soglia dei 50 positivi giornalieri e con un incremento percentuale a 5 giorni inferiore al  3% le regioni che abbiamo definito “sotto controllo” e da “Fase 2”sono aumentate: ad Umbria, Molise, Calabria, Valle d’Aosta, Sardegna, Friuli, Campania, Marche e alla provincia di Bolzano si sono aggiunte le regioni del  Veneto, della Puglia e della Toscana.   
 
E nelle altre nazioni più colpite? Francia, Germania, Italia e Spagna sembrano camminare a braccetto verso un miglioramento e incrementi percentuali a 5 giorni sempre più vicini allo zero.
 
La Germania quindi sembra non risentire dell’allentamento delle misure restrittive iniziato il 20 aprile.
 
Migliorano anche gli Stati Uniti d’America, ma l’incremento percentuale a 5 giorni della nazione presieduta da Trump  è ancora ai livelli di quelli che l’Italia aveva a metà aprile.
 
Rimane invece statica e altalenante  la situazione nel Regno Unito.
 
USA e Regno Unito stanno pagando evidentemente il ritardo nell’effettuare il lockdown:  fatto ancora più grave se consideriamo che avevano le immagini di quello che stava succedendo già in Italia e in altri paesi occidentali.   
 
Nella prima  colonna della Tabella 2 le persone contemporaneamente ricoverate in terapia intensiva in Italia.
 
I posti in terapia intensiva aumentano ovviamente quando ci sono nuovi contagiati che hanno sintomi respiratori preoccupanti oppure pazienti che sono già ricoverati e si aggravano.  Diminuiscono per due motivi: quando  i pazienti migliorano e quando purtroppo muoiono.
 
Nella seconda colonna della Tabella 2  un nostro valore che ci accompagnerà nei prossimi giorni, perché sarà uno degli indicatori che utilizzeremo per controllare se l’allentamento delle restrizioni influirà in modo consistente, lieve o insignificante sull’andamento del contagio: l’incremento percentuale a tre giorni delle persone contemporaneamente in  terapia intensiva.
 
Tutte le regioni al momento non hanno un aumento della criticità per quanto riguarda i nuovi accessi nelle terapie intensive.
 
Nelle ultime tre colonne della Tabella 2 la media giornaliera dei casi accertati nelle ultime 3 settimane per tutte le regioni italiane.
 
Notiamo che in quasi  tutte le regioni c’è un miglioramento.
Il Veneto ancora una volta è la regione in cui i miglioramenti sono più marcati.  
L’unica regione un po’ in controtendenza è ancora una volta la Basilicata.
 
E’ vero: stiamo parlando di una regione con pochissimi casi giornalieri Ma ormai è quasi un mese che la Basilicata, pur non superando le 15 unità di nuovi positivi, non riesce  ad azzerare in modo definitivo i casi.
 
Per ridurre i tempi di  passaggio dalla Fase 2 alla Fase 3 è necessario  tenere sotto osservazione in maniera scientifica  la catena trasmissiva, con tamponi mirati e  con soluzioni tecnologiche avanzate.
Con la speranza che il “modello Veneto”possa diventare presto anche il “modello Italia”.
 


 

IL PUNTO STATISTICO DOPO I DATI DEL 4 MAGGIO

Casi totali al 4 maggio - Nuovi casi accertati il 4 maggio - Incremento percentuale a 5 giorni dei casi totali calcolato il 4 maggio - Numero di paziemti contemporanemente in terapia intensiva il 4 maggio - Incremento percentuale a 3 giorni del numero di posti occupati in terapia intensiva

 

 

 

 

 

Casi

Casi 4 maggio

IP5 Casi 4 maggio

TI 4 Maggio

IP3 Terapie 4 maggio

Italia

211938

1221

4,1

1479

-6,27

Lombardia

78105

577

3,95

532

-5,51

Emilia Romagna

26175

159

3,96

199

1,02

Veneto

18373

55

3,07

101

-8,18

Piemonte

27622

192

6,81

161

-11,05

Toscana

9601

38

3,33

107

-13,71

Marche

6363

44

2,46

44

0

Liguria

8412

53

6,63

72

5,88

Lazio

6847

38

4,61

95

-9,52

Trento

4258

11

4,64

17

-10,53

Campania

4498

14

2

24

-17,24

Friuli Venezia Giulia

3076

4

2,19

4

-33,33

Puglia

4153

9

3,08

39

0

Sicilia

3255

15

3,66

27

-10

Bolzano

2541

5

1,36

10

-9,09

Abruzzo

3000

4

2,63

15

-6,25

Umbria

1394

0

0,22

13

0

Sardegna

1317

0

2,09

9

-25

Valle d'Aosta

1143

1

1,69

2

-33,33

Calabria

1118

4

1,45

4

33,33

Basilicata

386

0

5,46

3

-25

Molise 

301

0

1,35

1

0

AI POSTERI L’ARDUA SENTENZA

Molto rassicuranti anche i dati del 4 maggio in Italia.
 
Gli attualmente positivi scendono sotto quota 100.000. Il numero dei decessi continua il suo trend discendente e continua ad essere sotto i 200: 195.
 
I nuovi casi positivi  accertati scendono a 1.221 con un numero  di tamponi minore (era un giorno postfestivo): quindi nella giornata di oggi ci potrebbe essere un aumento, un  rimbalzo, ma sempre in linea con un canale discendente .
 
Nella tabella oggi proposta trovate nella prima colonna i casi accertati da inizio epidemia delle regioni italiane.
 
Nella seconda colonna i nuovi casi positivi accertati ieri. In 17 regioni  ieri sono stati accertati meno di 60 positivi.  Fanno eccezione Lombardia (577), Piemonte (192) ed Emilia Romagna 159.
 
La colonna successiva ci indica  l’incremento percentuale a 5 giorni calcolato il 4 maggio.
 
Gli incrementi più alti si registrano ancora  in regioni del Nord Ovest: Piemonte (6,81) e Liguria (6,63) ma in calo rispetto ai valori  non solo della settimana, ma anche del giorno precedente.
 
Sotto la soglia dei 50 positivi giornalieri e con un incremento percentuale a 5 giorni inferiore al  3% le regioni che abbiamo definito “sotto controllo” e da “Fase 2”sono aumentate: ad Umbria, Molise, Calabria, Valle d’Aosta, Sardegna, Friuli, Campania, Marche e alla provincia di Bolzano si è aggiunto l’Abruzzo, ma sono vicinissimi a questi valori anche Basilicata, Puglia, Toscana e l’efficientissimo Veneto.    
 
Nella penultima colonna le persone contemporaneamente ricoverate in terapia intensiva
 
I posti in terapia intensiva aumentano ovviamente quando ci sono nuovi contagiati che hanno sintomi respiratori preoccupanti oppure pazienti che sono già ricoverati e si aggravano.  Diminuiscono per due motivi: quando  i pazienti migliorano e quando purtroppo muoiono.
 
Ed è proprio anche per il calo dei decessi che, nonostante il contagio non stia aumentando , il numero di posti liberato nelle terapie intensive è minore rispetto a quello di qualche giorno fa.
 
Nell’ultima colonna un nostro valore che ci accompagnerà nei prossimi giorni, perché sarà uno degli indicatori che utilizzeremo per controllare se l’allentamento delle restrizioni influirà in modo consistente, lieve o insignificante sull’andamento del contagio: l’incremento percentuale a tre giorni delle persone contemporaneamente in  terapia intensiva.
 
Notiamo che la Fase 1 si è conclusa, nonostante la diminuzione dei decessi,  con tutte le regioni che presentano una situazione confortante riguardo alle variazioni del  numero dei pazienti in terapia intensiva
 
Unici incrementi in leggera controtendenza nelle regioni con più casi li riscontriamo solo in Liguria (+5,88) e in Emilia Romagna (+1,02)
 
I dati e le nostre considerazioni fatte nei giorni precedenti ci fanno essere ottimisti sul fatto che i numeri del contagio non saliranno in modo consistente nelle prossime settimane:  qualche nuovo focolaio capiterà sicuramente, ma i numeri settimanali dei nuovi positivi a nostro avviso tenderanno sempre man mano a decrescere e non a crescere.
 
E concludiamo con un’espressione che si trova nella parte centrale dell’ode manzoniana “Il 5 maggio”e molto adatta a queste ultime considerazioni.
“Fu vera gloria?
Ai posteri l’ardua sentenza”.



 

 

   

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