Coronavirus - aggiornamenti statistiche in Italia

Contagiati: Aggiornamento incremento percentuale in Italia


ITALIA 30 MARZO 

 

ATTUALMENTE POSITIVI  75.528  (+1648)

MORTI 11.591 (+812)

DIMESSI/GUARITI 14.620 (+1590)

CASI TOTALI 101.739 (+ 4050)

 

PROVINCIA DI LATINA 30 MARZO

CASI TOTALI 281 (+8)

 

Casi totali al 30 marzo. Incremento percentuale a 5 giorni calcolato il 26 marzo -  Incremento percentuale a 5 giorni calcolato il 29 marzo - Incremento percentuale a 5 giorni calcolato il 30 marzo

 
  Casi IP5 26 Marzo Ip 5 29 marzo IP 5 30 marzo
Italia 101739 50,32 41,22 36,77
Lombardia 42161 36,74 33,56 30,34
Emilia Romagna 13531 61,31 41,77 34,58
Veneto 8724 50,21 40,52 35,42
Piemonte 8712 74,15 48,79 44,62
Toscana 4412 60,34 52,72 48,45
Marche 3684 44,64 30,04 25,56
Liguria 3217 78,76 45,37 39,57
Lazio 2914 76,13 56,6 53,29
Trento 1682 65,86 43,6 37,64
Campania 1952 55,21 59,77 62,8
Friuli Venezia Giulia 1501 54,81 49,19 31,78
Puglia 1712 75,11 54,13 56,63
Sicilia 1555 137,55 72,58 56,44
Bolzano 1325 45,89 55,44 54,43
Abruzzo 1345 78,83 87,66 65,44
Umbria 1051 73,59 57,87 48,03
Sardegna 682 49,7 51,54 54,3
Valle d'Aosta 584 30,35 46 45,64
Calabria 647 67,23 92,48 84,33
Basilicata 214 103,03 119,56 89,38
Molise  134 68,85 73,97 83,56
 

NON E’ UN PESCE D’APRILE! A BREVE  UN CALO DRASTICO DI DECESSI IN LOMBARDIA.
DISCESA LIBERA PER IL CONTAGIO IN GRAN PARTE D’ITALIA
LE NOSTRE PREVISIONI SUI POSITIVI SINTOMATICI A ZERO O POCHE UNITA’ PER REGIONE

 
I dati del 30 marzo ci regalano una situazione in miglioramento non solo dal “nostro” punto di vista degli incrementi percentuali a 5 giorni, che è come ormai ben sapete  in lieve graduale discesa (miglioramento) già dal 10 -12 marzo, dal periodo in cui in pratica è iniziato l’effetto delle misure di restrizioni e distanziamento sociale.
 
I casi totali accertati il 30 marzo sono 101.739 (+ 4050), gli attualmente positivi 75528 (+ 1648), i  dimessi/guariti 14620 (+ 1590) e  decessi 11591 (+ 812).
  
Ma,  come avevamo preannunciato da tempo che purtroppo il mese di marzo sarebbe stato caratterizzato da un numero molto alto di decessi al giorno, allo stesso modo ora vi diciamo che per fortuna il mese di aprile vedrà una diminuzione degli stessi, poi un calo drastico in alcune zone e costante in altre, finché arriverà il momento che ci sorprenderemo anche per l’annuncio di nuovi decessi.    
 
Il calo molto sensibile inizierà dalla Lombardia. Perché? Ragioniamo. I decessi dipendono essenzialmente da due fattori: il primo è che sono proporzionali ai nuovi contagi che si sono verificati pochi giorni prima (visto che la metà dei decessi tra i ricoverati avviene nei primi 4 giorni di ricovero). Il secondo fattore è che è un numero anche proporzionale al numero degli attualmente ricoverati, soprattutto quelli in terapia intensiva.
 
Riteniamo molto probabile che già ieri la Lombardia possa aver raggiunto il punto massimo delle persone ricoverate nello stesso giorno e che questo dato possa calare in modo vistoso nei prossimi giorni.
 
Attenzione! Una precisazione. Quando ascoltiamo  in tv che i numeri ad esempio in terapia intensiva sono aumentati di 10 in un giorno non vuol dire che quel giorno sono entrate 10 persone ma magari sono 310, perché 300 posti si sono liberati per chi purtroppo non ce l’ha fatta oppure è migliorato ed è stato trasferito in altro reparto.        
 
Anche la situazione dei contagi migliora, come di consueto, in maniera di incrementi relativi in gran parte d’Italia.
 
La situazione degli incrementi percentuali a 5 giorni  dei casi totali dopo il dati comunicati il 30 marzo può  essere sintetizzata in questo modo:
 
TREND VERDE (Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Piemonte, Toscana, Marche, Liguria, Lazio, Trento, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Sicilia)
 
TREND GIALLO Costante (Bolzano, Sardegna, Valle d’Aosta) Altalenante (Puglia, Abruzzo, Molise)
 
TREND ARANCIONE altalenante da tenere sotto osservazione (Campania, Calabria, Basilicata)
 
TREND ROSSO in trend negativo o con indici preoccupanti (nessuna regione al momento) .
 
I  miglioramenti registrati continueranno a manifestarsi solo ed esclusivamente se le restrizioni continueranno ancora per qualche settimana e se non si abbasserà la guardia a livello individuale.
 
Quando si arriverà allo zero o a pochissimi nuovi casi? Dopo non aver cambiato mai idea e previsione a livello nazionale: vi abbiamo sempre detto che sarebbe stata la terza decade di aprile, da oggi inizieremo anche le previsioni per aree geografiche, che aggiorneremo man mano, ma con una precisazione molto importante.
 
La nostra previsione si baserà sui nuovi positivi sintomatici o in mancanza di dati futuri comunicati che differenzieranno i sintomatici dagli asintomatici  si riferirà al numero di nuovi positivi ricoverati.
 
Spieghiamo meglio e spieghiamo perché.
Ci sarà un punto nei prossimi giorni in cui in alcune regioni il numero di contagi calerà drasticamente. Interromperanno i tamponi? Non crediamo. Si andrà alla ricerca,come è giusto che sia all’inizio e alla fine di un’epidemia, di coloro che sono venuti in contatto con le ultime persone risultate positive ….
 
A questo concorrerà uno screening di massa, fatto magari con tipi di analisi o tamponi diversi. Chiaramente il numero di positivi asintomatici si innalzerà inevitabilmente Ovviamente non si potranno mettere tutti questi dati dentro lo stesso calderone. Quando scopriremo anche dai dati ufficiali che forse  in Italia un milione di persone è rimasto nelle settimane e mesi precedenti contagiato ovviamente la pericolosità del contagio sarà venuta meno.
 
Dubitiamo che ci verrà fornita almeno col tipo di tampone ora utilizzato la distinzione tra nuovi positivi sintomatici , poco sintomatici ed  asintomatici.Ovviamente, in assenza di questo dato a quel punto andremmo a verificare i “nuovi ricoverati covid”.
 
La percentuale dei ricoverati ora si attesta sul 38%  rispetto all’intero numero di tutti i positivi accertati e in essere al momento,  mentre  è stata superiore anche al 50 per cento fino al  21 marzo e ancora più superiore nelle prime fasi.         
 
Ecco la nostra prima previsione del 31 marzo alle ore 10.00 per regioni . Sarà aggiornata ogni tanto con nuove previsioni .

Prima previsione su zero o poche unità di nuovi positivi sintomatici (o in alternativa di nuovi ricoverati Covid).
Previsione del 31 marzo ore 10.00

 
Italia tra il 20 e il 30 aprile
Lombardia tra il 20 e il 30 aprile
Emilia Romagna tra il 20 e il 30 aprile
Veneto Tra il 10 e il 20 aprile
Piemonte tra il 10 e il 20 aprile
Toscana tra il 20 e il 30 aprile
Marche tra il 10 e il 20 aprile
Liguria tra il 5 e il 15 aprile
Lazio tra il 10 e il 20 aprile 
Trento tra il 5 e il 15 aprile
Campania tra il 20 e il 30 aprile
Friuli Venezia Giulia Tra il 5 e il 15 aprile
Puglia Tra il 10 e il 20 aprile
Sicilia Tra il 10 e il 20 aprile
Bolzano tra il 5 e il 15 aprile
Abruzzo tra il 10e il 20 aprile 
Umbria tra il 5 e il 15 aprile
Sardegna tra il 10 e il 20 aprile
Valle d'Aosta prima del 10 aprile
Calabria tra il 15 e il 25 aprile
Basilicata tra il 10 e il 20 aprile
Molise  tra il 5 e il 15 aprile
 
 

 

ITALIA

Data - Numero dei casi totali (Contagiati + deceduti + guariti) - Incremento percentuale "a 5 giorni" dei casi totali - numero totale dei decessi - Incremnto percentuale a 5 giorni del totale dei decessi   

  
Data          Casi Incr Perc 5 Giorn Tot Dec Incr Perc 5 Giorn
27-feb 650      
28-feb 888      
29-feb 1128      
01-mar 1694   34  
02-mar 2036   52  
03-mar 2502 284,92 79  
04-mar 3089 247,86 107  
05-mar 3858 242,02 148  
06-mar 4636 173,67 197 479,41
07-mar 5883 188,95 233 348,07
08-mar 7375 194,76 366 363,29
09-mar 9172 196,92 463 332,71
10-mar 10749 178,62 631 326,35
11-mar 12462 168,8 827 319,8
12-mar 15113 156,89 1016 336,05
13-mar 17660 139,46 1266 245,9
14-mar 21157 130,67 1441 211,23
15-mar 24747 130,23 1809 186,69
16-mar 27980 124,52 2158 160,94
17-mar 31506 108,47 2503 146,36
18-mar 35713 102,23 2978 135,23
19-mar 41035 93,95 3405 136,29
20-mar 47021 90 4032 122,89
21-mar 53578 91,49 4825 123,59
22-mar 59138 87,7 5476 118,78
23-mar 63928 79 6078 104,1
24-mar 69176 68,58 6820 100,29
25-mar 74386 58,2 7503 86,09
26-mar 80539 50,32 8215 70,26
27-mar 86498 46,26 9134 66,8
28-mar 92472 44,65 10023 64,9
29-mar 97689 41,22 10779 58,05
30-mar 101739 36,77 11591 54,48

CHIARIMENTI SU QUESTA PAGINA E SUI DATI


Uno dei dati statistici più importanti da tenere in osservazione è  l’incremento percentuale giornaliero .
Poichè i dati comunicati giornalmente dalla Protezione Civile possono essere condizionati da mancanze di comunicazioni periferiche, che poi  vengono integrate nelle comunicazioni della giornata successiva, a nostro avviso è più opportuno seguire come indicatore l'incremento percentuale avvenuto negli ultimi 3 e 5 giorni.
In pratica più questi dati tendono  a scendere e più la situazione in prospettiva migliora.
Quando si arriverà a 0 l'ondata sarà finita!
Chiaramente perché il dato continui a scendere è necessario restare a casa (uscire solo per casi di urgenza) e attenersi fedelmente alle regole.

N.B Il dato del 10 marzo è stato aumentato da noi di  600 unità: in quella giornata la Protezione Civile aveva comunicato la mancanza di arrivo dei dati da diverse province.

La scelta sulle tabelle da inserire è a cura di alcune persone del nostro staff, che hanno un percorso di studi statistici alle spalle.   

Gli aggiornamenti verranno fatti giornalmente intorno alle 18.30 per i dati dell' Italia e intorno alle 15.30 per i dati della Provincia di Latina.




Data - numero totale dei DECESSI - decessi giornalieri - incremento percentuale giornaliero dei decessi - incremento percentuale dei decessi negli ultimi 3 giorni in Italia, incremento percentuale dei decessi negli ultimi 5 giorni in Italia

ITALIA

 
Data Tot  Dec Dec  giorn Inc Perc Giorn Inc Perc 3 Giorn Inc Perc 5 giorni
01-mar 34        
02-mar 52 18 52,94    
03-mar 79 27 51,92    
04-mar 107 28 35,44 214,7  
05-mar 148 41 38,32 184,62  
06-mar 197 49 33,11 149,37 479,41
07-mar 233 36 18,27 117,76 348,07
08-mar 366 133 57,08 147,3 363,29
09-mar 463 97 26,5 135,03 332,71
10-mar 631 168 36,29 170,82 326,35
11-mar 827 196 31,06 125,96 319,8
12-mar 1016 189 22,85 119,44 336,05
13-mar 1266 250 24,61 100,63 245,9
14-mar 1441 175 13,82 74,24 211,23
15-mar 1809 368 25,54 78,05 186,69
16-mar 2158 349 19,29 70,46 160,94
17-mar 2503 345 15,99 73,7 146,36
18-mar 2978 475 18,98 64,62 135,23
19-mar 3405 427 14,34 57,78 136,29
20-mar 4032 627 18,41 61,09 122,89
21-mar 4825 793 19,67 62,02 123,59
22-mar 5476 651 13,49 60,82 118,78
23-mar 6077 601 10,98 50,72 104,06
24-mar 6820 743 12,22 41,35 100,29
25-mar 7503 683 10,01 37,02 86,09
26-mar 8215 712 9,49 35,18 70,26
27-mar 9134 919 11,19 33,93 66,8
28-mar 10023 889 9,73 33,59 64,93
29-mar 10779 756 7,54 31,21 58,05
30-mar 11591 812 7,53 26,9 54,48

Data - numero dei CASI TOTALI (contagiati + deceduti + guariti) in ITALIA - incremento percentuale giornaliero dei casi totali  - incremento  percentuale "su 3 giorni" dei casi totali - incremento percentuale "su 5 giorni dei casi totali" 


ITALIA
   
Data          Casi Incr Perc Giorn Incr Perc 3 Giorn IncrPerc 5 Giorn
27-feb 650      
28-feb 888 36,6    
29-feb 1128 27    
01-mar 1694 50,2 160,62  
02-mar 2036 20,2 129,28  
03-mar 2502 22,9 121,81 284,92
04-mar 3089 23,5 82,35 247,86
05-mar 3858 24,9 89,49 242,02
06-mar 4636 20,2 85,29 173,67
07-mar 5883 26,9 90,45 188,95
08-mar 7375 25,36 91,16 194,76
09-mar 9172 24,36 97,84 196,92
10-mar 10749 17,19 82,71 178,62
11-mar 12462 15,93 68,98 168,8
12-mar 15113 21,27 64,77 156,89
13-mar 17660 16,85 64,29 139,46
14-mar 21157 19,8 69,77 130,67
15-mar 24747 16,96 63,75 130,23
16-mar 27980 13,06 58,44 124,52
17-mar 31506 12,6 48,92 108,47
18-mar 35713 13,35 44,31 102,23
19-mar 41035 14,9 46,66 93,95
20-mar 47021 14,59 49,24 90
21-mar 53578 13,94 50,02 91,49
22-mar 59138 10,38 44,12 87,7
23-mar 63928 8,1 35,96 79
24-mar 69176 8,2 29,11 68,57
25-mar 74386 7,53 25,78 58,2
26-mar 80539 8,27 25,98 50,32
27-mar 86498 7,4 25,04 46,26
28-mar 92472 6,9 24,31 44,65
29-mar 97689 5,64 21,29 41,22
30-mar 101739 4,15 17,62 36,77
   


Passiamo ora alla Provincia di Latina. I dati utilizzati sono quelli pubblicati dalle principali fonti d'informazione.
Anche in questo caso più si abbassano i numeri giorno dopo giorno degli incrementi percentuali e più la situazione è positiva. 
Anche in questo caso le colonne dei 3 e 5 giorni possono dare un indicatore migliore .  

Data - numero totale dei casi (contagiati + deceduti + guariti) in Provincia di Latina - Incremento percentuale giornaliero del numero totale di casi in provincia di Latina, incremento percentuale su 3 giorni del numero totale di casi in provincia di Latina, incremento percentuale su 5 giorni del numero totale di casi in provincia di Latina


PROVINCIA DI LATINA
 
Dati  Casi  Incr Perc Giorn Incr Perc 3 giorn Incr Perc 5 giorni
08-mar 24      
09-mar 38 58,33    
10-mar 40 5,26    
11-mar 47 17,5 95,83  
12-mar 49 4,25 28,95 145
13-mar 59 20,4 47,5 145,83
14-mar 72 22,03 53,19 89,47
15-mar 82 13,89 67,35 105
16-mar 96 17,07 62,71 104,25
17-mar 105 9,375 45,83 114,29
18-mar 113 7,62 37,8 91,52
19-mar 135 19,47 40,625 87,5
20-mar 150 11,11 42,86 82,93
21-mar 163 8,67 44,25 69,79
22-mar 183 12,27 35,56 74,29
23-mar 193 5,46 28,67 70,8
24-mar 216 11,92 32,52 60
25-mar 227 5,09 24,04 51,33
26-mar 237 4,41 22,8 45,4
27-mar 250 5,49 15,74 36,61
28-mar 264 5,6 16,3 36,79
29-mar 273 3,41 15,19 26,39
30-mar 281 2,93 12,4 23,79

IL PUNTO STATISTICO DOPO I DATI DEL 29 MARZO

Nazione - GIiorno a partire dal 100° caso accertato in cui le nazioni si trovano in questo momento (mattina del 30 marzo) - Casi totali - Deceduti - Tasso di letalità apparente -  Numero dii casi per nazione al quindicesimo giorno - Numero di casi per nazione al venticinquesimo giorno. 



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IL TREND DEI DESIDERI

UNO SGUARDO ALLA SITUAZIONE GLOBALE
 
I dati del 29 marzo ci regalano una situazione in miglioramento non solo dal “nostro” punto di vista degli incrementi percentuali a 5 giorni ma anche in termini assoluti. In calo per il secondo giorno consecutivo il numero totale dei decessi giornalieri (756) , mentre i casi totali sono aumentati di 5217 .
 
 Il massimo dell’aumento dei casi totali c’è stato finora il 21 marzo, che, come ben sa chi ci sta seguendo , è da noi considerato il “punto massimo del contagio” dal punto di vista nazionale (6557 nuovi casi totali registrati dal sistema in quel giorno) o comunque la fine del  periodo più critico che c’è stato tra il 15 e il 21 marzo.   
 
A supporto della nostra tesi anche un grafico, il più interessante sicuramente tra quelli proposti ieri in conferenza stampa della Regione Lombardia, che mostrava l’andamento delle chiamate ai numeri di pronto soccorso/intervento della regione, ora in calo e con un “picco” registratosi proprio nel periodo 15 21 marzo.
 
Per la prima volta ieri in TV siamo riusciti ad ascoltare un esperto, che ha proposto un approccio numerico molto simile a quello che stiamo utilizzando noi: un astrofisico, ospite di una trasmissione pomeridiana su Raitre, infatti, ha presentato un grafico degli incrementi percentuali giornalieri.
 
Secondo la sua opinione, tracciando una retta, si potrebbe arrivare allo zero addirittura tra una decina di giorni.
 
Chi  ci segue da diverso tempo avrà notato che un indice più preciso per raccontare la situazione e il trend è quello da noi utilizzato dell’incremento percentuale a 5 giorni, che ci prospetta un andamento più curvilineo che rettilineo e quindi, per dirla in modo più semplice, tempi di avvicinamento allo zero che sono sicuramente maggiori di quelli auspicati dall’astrofisico ma sicuramente molto minori di quelli proposti dalla maggior parte delle persone che sta analizzando l’evolversi della situazione Coronavirus anche in termini numerici.
 
La situazione degli incrementi percentuali a 5 giorni  può  essere sintetizzata in questo modo:
 
TREND VERDE (Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Piemonte, Toscana, Marche, Liguria, Lazio, Friuli Venezia Giulia, Puglia, Umbria)
 
TREND GIALLO Costante (Campania) Altalenante in regioni con casi per lo più inferiori a 1000,  che vengono caricati nei dati ufficiali man mano con frequenze diverse (Trento, Bolzano, Sardegna, Valle d’Aosta, Molise) in trend positivo negli ultimi due giorni dopo una fase di diversi giorni in situazione preoccupante (Sicilia)
 
TREND ARANCIONE altalenante ma con una leggera tendenza al rialzo da tenere sotto osservazione (Abruzzo, Calabria, Basilicata)
 
TREND ROSSO in trend negativo o con indici preoccupanti (nessuna regione al momento) .
 
Diamo ora uno sguardo alla situazione internazionale.
Nella tabella da sinistra a destra  troviamo  il giorno a partire dal centesimo caso accertato in cui le diverse nazioni si trovano in questo momento (mattina del 30 marzo), i casi totali, i deceduti, il tasso di letalità apparente, il numero dei rispettivi casi al quindicesimo e poi al venticinquesimo giorno.
  
Quello che balza subito all’occhio dalla tabella  è il tasso di letalità completamente diverso tra nazione e nazione e che per questo motivo noi abbiamo definito “apparente”.
 
In realtà, stando agli studi dei virologi, non esistono virus diversi tra nazione e nazione e quindi la maggior parte della differenza tra questi tassi di letalità dipende o per sottostima del numeratore (decessi)… si veda in particolar modo la Germania, che conteggia solo i decessi di persone senza altre patologie, o del denominatore (numero di casi totali), condizione comune a tutto il pianeta, vista la presenza difficilmente tracciabile degli asintomatici, ma soprattutto dell’Italia, in cui il tasso di letalità è al momento circa 9 o 10 volte superiore all’1,14, che dovrebbe essere più o meno quello di una popolazione con  fasce di età più anziane come la nostra.
 
Quindi, di  conseguenza, il numero dei positivi reale dovrebbe essere allo stesso modo di 9 o 10 volte superiore rispetto a quello comunicato e quindi aggirarsi nella nostra nazione intorno al milione di unità .
 
Per quanto riguarda questo argomento potete anche leggere il nostro punto di qualche giorno fa  “Quando i numeri sono diversi… ma sono uguali( regione di Vattelappesca)”.
 
Sicuramente il numero di casi positivi non tracciati è una variabile che potrebbe allungare i tempi di avvicinamento allo zero, perché presupponiamo ed è anche auspicabile che i test, usciti dalla fase più critica, verranno fatti anche a persone poco sintomatiche e/o  nell’ambito familiare/lavorativo dei positivi accertati.
 
Poi, in una fase successiva, magari con modalità diversa dal’attuale  tampone, potrebbe essere fatto anche uno screening di massa per capire chi sia stato positivo e in che tempi.
 
Ritornando al panorama internazionale, che approfondiremo con un altro post nei prossimi giorni, possiamo ora sintetizzare ed anticipare che a nostro avviso l’Italia è una delle nazioni che si è comportata finora meglio sotto molteplici punti di vista.
 
Ha avuto sicuramente una situazione più sfortunata rispetto ad altre nazioni e con un solo grande errore (altre nazioni ne hanno fatti diversi di grandi errori) – un solo grande errore - che ha inciso in modo considerevole sia sul contagio che sui decessi: quello di non aver istituito ad inizio marzo la zona rossa nel Bergamasco.
 
Un provvedimento, quello della zona rossa, che invece è stato fatto in modo tempestivo e andando anche contro l’opinione popolare, in altre aree, basti pensare, solo per citarne qualcuno, ai casi  del lodigiano (prima zona rossa in ordine cronologico in un paese occidentale) di Agira nell’ennese, di 4 paesi nella provincia di Salerno e della vicina Fondi.        
 



IL PUNTO STATISTICO DOPO I DATI DEL 28 MARZO

SPOSTIAMO LE LANCETTE DELL’OROLOGIO AVANTI
ALMENO 500.000 I DECESSI EVITATI
 
Ogni  4 giorni pubblichiamo la tabella con gli incrementi percentuali “a 5 giorni” dei casi totali e dei decessi, indicatori che vengono usati poco in statistica e ancora più raramente da giornali e siti internet in questi giorni, ma che noi stiamo usando frequentemente e che ci fanno comprendere che la fine del tunnel non sia poi così lontana. Come potete vedere questi valori sono in costante discesa (miglioramento) da quando sono iniziate le misure restrittive.
 
Abbiamo già scritto il 20 e il 24  marzo che nella terza decade in aprile in Italia si dovrebbe avere una situazione con numeri di decessi e contagi a zero o prossimi allo zero e ci sentiamo di confermare anche oggi quella previsione.
 
Per quanto riguarda la situazione dei contagi l’incremento percentuale a 5 giorni è sceso di valore (migliorato) rispetto a quattro giorni fa in tutte le regioni italiane con almeno mille casi accertati. La tabella per regioni completa è pubblicata sulla pagina del sito dove potete trovare altri grafici oltre a tutte le nostre considerazioni fatte giorno dopo giorno.
 
La tabella per regione ci dice anche che le zone a cui prestare più attenzione sono quelle del sud e delle isole e che anche il nostro indice può avere scarsa affidabilità in caso di regioni con pochi casi che vengono caricati nei dati ufficiali man mano con frequenze diverse.  
 
Ma come ormai stiamo “copia incollando” da una settimanaL’incremento percentuale a 5 giorni sui dati regionali ci confermano che il centro e il sud Italia saranno risparmiati dal numero a livello assoluto di contagi che hanno contraddistinto alcune zone del Nord Italia. Le misure restrittive sono state prese in tempo per evitare al centro a al  sud una crescita esponenziale dei contagi in questa ondata.”
 
Veniamo alla situazione dei decessi, che hanno superato la soglia dei 10.000. Ma quanti sarebbero stati se non ci fossero state le misure restrittive??? Se utilizzassimo le stesse percentuali che c’erano nella prima decade di marzo arriveremmo a più di 500.000 .
 
Senza contare che è una constatazione fatta con percentuali di un periodo in cui gli ospedali non erano al collasso. Bisognerebbe aggiungere tutti quelli che sarebbero deceduti per la totale assenza di un sistema sanitario andato in tilt . Anche una semplice appendicite sarebbe stata incurabile.
 
La curva dei decessi e una nostra analisi ci dice che alla fine del giorno 1 aprile potremmo raggiungere circa 13.200 decessi, ma chiaramente noi speriamo che la percentuale dei decessi diminuisca ancora più rapidamente.
 
Molto inciderà come di consueto la Lombardia. Purtroppo nel periodo 15 - 21 marzo soprattutto nell’area lombarda c’è stata una situazione gravissima . Avremo in questi giorni numeri di decessi peggiori alla tendenza prospettata se ad incidere di più saranno (negativamente) le situazioni in cui non si è potuto agire con le giuste terapie in quel periodo  e che si sono protratte fino ad ora oppure migliori alla tendenza se ad incidere di più (positivamente) saranno una maggiore efficienza nelle terapie dovute alla situazione meno oppressiva di questo periodo.    
 
Capite benissimo che riaprire tutto subito ora sarebbe da folli. Una cosa è farlo con centinaia di migliaia di positivi in giro e un conto farlo con una situazione prossima allo zero che non è poi così lontana nel tempo.
 
Poi che il rientro alla normalità sarà comunque lento e che la  situazione bisognerà essere attenzionata anche nelle settimane e nei mesi successivi è vero. 
 
Ma sicuramente il tempo ci darà armi come farmaci specifici e dalla grande efficacia oppure più probabilmente  un’app da installare obbligatoriamente sul nostro telefonino se si vuole uscire da casa e che consentirebbe di chiudere magari solo un centinaio di persone in casa e non un’intera nazione qualora si verificasse successivamente un piccolo focolaio.  
 
 
  

IL PUNTO STATISTICO DOPO I DATI DEL 27 MARZO

casi totali, incremento percentuale, coronavirus
TREND CONTAGI BUONO IN TUTTA ITALIA –NUMERO MAX CONTAGI IL 21 MARZO – NUMERO MAX DECESSI IL 27 MARZO (??) –NUMERO MAX RICOVERATI ANCORA DEVE ARRIVARE.
LA “NOSTRA CURVA DELLA SPERANZA”
 
Il nostro indicatore “incremento percentuale a 5 giorni” mostra un trend positivo per tutte le regioni italiane.
 
Nella tabella si possono vedere i valori calcolati il 25, il 26 e il 27 marzo
 
Il centro e il sud Italia saranno risparmiati dal numero a livello assoluto di contagi che hanno contraddistinto alcune zone del Nord Italia
Le misure restrittive sono state prese in tempo per evitare al centro a al  sud una crescita esponenziale dei contagi in questa ondata.
Importante naturalmente perché tutto si azzeri è restare ancora qualche settimana a casa.
 
Chiaramente più il numero è alto e più c’è bisogno di attenzione, ma se si pensa che gli indici il 20 marzo erano, ad esempio, Campania 124,93, Puglia 152,6, Sicilia 117,02, Lazio 131,19 si capisce che le misure di distanziamento sociale funzionano sicuramente: quei valori ora sono nettamente più bassi.
 
Il giorno in Italia in cui sono stati registrati ufficialmente più contagi è tuttora il 21 marzo: 6557 .
 
E anche se un giorno troverete un numero più alto non preoccupatevi: il numero di tamponi fatto il 21 marzo è stato di 26336.
 
Il 26 marzo si è raggiunto un numero vicino di nuovi contagiati 6153 .. ma sapete con quanti tamponi? 36615 .Più di 10.000 tamponi , quindi, e più o meno lo stesso numero di nuovi contagi.
 
Questo ci fa capire che il periodo peggiore per il contagio è passato. Ciò non vuol dire che sia finita l’ondata ma che siamo sicuramente sulla strada giusta.   
 
Sì… ma perché il numero dei decessi aumenta? Chiaramente prima una persona ha i sintomi… poi, se questi sono abbastanza seri, viene ricoverato. Tra i ricoverati la stragrande maggioranza guarisce e una parte minore purtroppo non ce la fa.
 
I tempi mediani in giorni dal ricovero in ospedale al decesso sono 4, dai dati pubblicati dall’Istituto Superiore di Sanità una decina di giorni fa.
 
Considerando che il max dei contagi c’è stato il 21 marzo e considerando che comunque il numero dei ricoverati è in aumento e che le terapie possono essere migliorate nel frattempo, un tempo dai 6 agli 8 giorni può essere considerato valido perché il numero max dei decessi segua quello max del contagio.  Quindi… ci siamo.
 
Il numero max dei ricoverati ancora deve arrivare nella maggior parte delle regioni italiane,  perché ovviamente un ricovero non dura solo pochi giorni e  i nuovi ricoverati si aggiungono man mano a coloro che già c’erano prima e che nel frattempo non siano stati dimessi o siano deceduti.
La “nostra curva della speranza”, che mostra l’andamento dell’incremento percentuale a 5 giorni, continua ad abbassarsi costantemente . Quando sarà a zero l’ondata sarà finita. Mancano ancora solo poche settimane!  




IL PUNTO STATISTICO DOPO I DATI DEL 26 MARZO

CONTAGI IN CALO IN TUTTA ITALIA!  IPG DECESSI PER LA PRIMA VOLTA SOTTO IL 10%. ATTENZIONE ALLA SICILIA!

 
L’incremento percentuale a 5 giorni da noi utilizzato ci indica che dal 25 al 26 marzo  (vedi tabella) i dati sono scesi (migliorati) in pratica in tutta Italia.
 
Come abbiamo scritto già ieri “L’incremento percentuale a 5 giorni sui dati regionali ci confermano che il centro e il sud Italia saranno risparmiati dal numero a livello assoluto di contagi che hanno contraddistinto alcune zone del Nord Italia.
 
Le misure restrittive sono state prese in tempo per evitare al centro a al  sud una crescita esponenziale dei contagi in questa ondata.”
Importante naturalmente perché tutto si azzeri restare ancora qualche settimana a casa.
 
Per la prima volta, inoltre, l’incremento percentuale dei decessi in Italia è sceso sotto la soglia del  10% .
 
Gli indici dei decessi sono in graduale decrescita come potete vedere dalle tabelle degli indici pubblicate in questa  pagina del nostro sito
 
Un dato da tenere sotto attenzione è quello riguardante i casi totali in Sicilia. Innanzitutto perché l’indice percentuale a 5 giorni continua a rimanere superiore a 90 nonostante le misure restrittive.
 
Per questo abbiamo creato  per questa regione una tabella apposita per controllare l’evoluzione dell’incremento percentuale a 5 giorni. Notiamo che dal 22 marzo c’è qualche segnale di miglioramento, ma sicuramente bisogna prestare attenzione all’evoluzione dei dati nei prossimi giorni.
 
Situazioni di criticità negli ospedali continueranno ad esserci anche in altre aree italiane ma dovute al fatto che, a differenza del picco del contagio, il picco dei ricoveri (che è successivo) ancora non è arrivato nella maggior parte delle regioni italiane.
 
Per completezza di informazioni pubblichiamo lo stesso i dati di Valle d’Aosta, Basilicata e Molise. Il nostro indicatore perde di efficacia nel confronto giornaliero per realtà più piccole e con casi limitati, quando i  dati vengono caricati dalla Protezione Civile con frequenze diverse. Ma notiamo sicuramente un trend migliorativo per tutte queste regioni e province che una settimana fa (il 20 marzo) avevano infatti questi valori Molise (194,11) , Valle d’Aosta (363,16) , Basilicata  (372,72).
 
n ricovero non dura solo pochi giorni e  i nuovi ricoverati si aggiungono man mano a coloro che già c’erano prima e che nel frattempo non siano stati dimessi o siano deceduti.
La “nostra curva della speranza” che mostra l’andamento dell’incremento percentuale a 5 giorni continua ad abbassarsi costantemente . Quando sarà a zero l’ondata sarà finita. Mancano ancora solo poche settimane!  


SICILIA

Sicilia Incr Perc 5 giorni
14-mar 188,89
15-mar 203,23
16-mar 156,63
17-mar 106,09
18-mar 116,92
19-mar 117,95
20-mar 117,02
21-mar 130,04
22-mar 165,82
23-mar 155,67
24-mar 148,82
25-mar 143,63
26-mar 137,55





IL PUNTO STATISTICO DOPO I DATI DEL 25 MARZO

IL CONTAGIO SCENDE IN QUASI TUTTA ITALIA. IL PROBLEMA SONO I RICOVERI.

 
Come abbiamo scritto nei giorni scorsi non bisogna tenere d’occhio soltanto un picco ma diversi picchi.
 
L’incremento percentuale a 5 giorni sui dati regionali ci confermano che il centro e il sud Italia saranno risparmiati dal numero a livello assoluto di contagi che hanno contraddistinto alcune zone del Nord Italia. Le misure restrittive sono state prese in tempo per evitare al centro a al  sud una crescita esponenziale dei contagi in questa ondata.
 
L’indice percentuale a 5 giorni mostra un miglioramento su tutto il territorio nazionale. Fanno eccezione la Sicilia e Trento .
 
Ma potrebbero almeno per il secondo caso esserci problemi di dati che arrivano in ritardo e conteggiati in modo diverso . Per esempio i casi totali  conteggiati ieri nel comunicato della Protezione Civile in provincia di Latina sono 198 , mentre in realtà sono 237 (fonte asl di ieri) . L’altro ieri ne erano stati conteggiati 159 anche se in realtà erano 193. In pratica in questo caso si viaggia con circa 2 giorni di ritardo. In altri casi potrebbero essere in tempo reale, in altri con un ritardo di un giorno, in altri anche con ritardi pari o superiori ai 3 giorni.
 
Per questo utilizziamo l’indice di incremento percentuale a 5 giorni che attenua nella maggior parte dei casi queste fluttuazioni.  
 
Per completezza di informazioni pubblichiamo lo stesso i dati delle regioni con meno di 500 contagi accertati ma vi avvertiamo che per le questioni indicate anche il nostro indice, essendo piccoli i numeri,  per queste regioni  è un indicatore che ha un modesto valore. 
 
Per orientarvi riteniamo che un indice percentuale a 5 giorni che continui a restare per qualche giorno sotto i 90  sia abbastanza confortante.
Oltre ad esserci un picco nazionale e i diversi picchi regionali e locali per i contagi, c’è un picco o diversi picchi per i decessi e per i ricoveri.
 
Nei tre giorni passati per i decessi c’è stato un incremento percentuale giornaliero oscillante sceso tra 10 e 12 . Anche se ci fosse una tendenza ancora migliore e si dovesse scendere all’8 per cento si arriverebbe ad un numero di decessi giornalieri oggi pari  a 600.    
 
I decessi seguono di qualche giorno in linea temporale i contagi e non necessariamente con lo stesso andamento .
 
Quello che è problematico sono i numeri delle persone ricoverate per Covid che si manterranno alti in tutta Italia per diversi giorni .
 
I vari picchi regionali lì ancora devono quasi tutti arrivare, poiché come è facilmente intuibile un ricovero non dura soltanto un giorno ma anche 3 o 4 settimane.
 
E quindi analizzeremo nei prossimi giorni soprattutto su questo punto  l’evolversi della situazione.
 
Molte zone del centro e del sud sono carenti  di posti di terapia intensiva e sub- intensiva rispetto al numero di abitanti e quotidianamente sappiamo anche della difficoltà in tutto il mondo ormai a reperire mascherine e reagenti per i tamponi.  
 
Nel caso di alcune zone del Centro e del Sud anche un aumento minimo dei ricoveri può creare difficoltà. Per questo c’è anche una corsa contro il tempo per aumentare i posti soprattutto di terapia intensiva  e sub-terapia in tutta Italia.  
 
Noi nei prossimi giorni monitoreremo questa situazione e controlleremo come gli incrementi percentuali continueranno a scendere nelle varie zone: più lo faranno in maniera repentina e più sarà meglio.


IL PUNTO STATISTICO DOPO I DATI DEL 24 MARZO

QUELLA LUCE IN FONDO AL TUNNEL CHE APPARE SEMPRE PIU’ CHIARA

 
Ripubblichiamo dopo 4 giorni la tabella con gli incrementi percentuali “a 5 giorni” dei casi totali e dei decessi, indicatori che vengono usati poco in statistica e ancora più raramente da giornali e siti internet in questi giorni, ma che noi stiamo usando frequentemente e che ci fanno comprendere che la fine del tunnel non sia poi così lontana.
 
Il ragionamento, che apparentemente può apparire complicato, invece  è semplice: Se fino ad un paio di settimane fa per ogni 100 contagiati 5 giorni dopo ne trovavamo 200… ora per ogni 100 contagiati dopo 5 giorni ne rileviamo 70.
 
I numeri, a livello percentuale, , sia per i contagi che per i decessi, come chiaramente si evince dalla tabella, diminuiscono costantemente già da un paio di settimane, senza quegli alti e bassi che troviamo molto spesso nei dati “fotografati” a livello assoluto e che magari disorientano le nostre speranze.
 
Abbiamo già scritto il 20 marzo che nella terza decade in aprile in Italia si dovrebbe avere una situazione con numeri di decessi e contagi a zero o prossimi allo zero e ci sentiamo di confermare anche oggi quella previsione.
 
Veramente il giorno 20 marzo ci eravamo permessi di fare anche una previsione un pochino più azzardata: il raggiungimento al giorno 24 marzo di circa 6500 decessi, tenendo conto che “l’efficacia delle terapie fosse pari a quella fino ad allora registrata”. I decessi registrati sono stati 6820.
 
Fino ad allora nei primi 20 giorni di marzo c’erano stati circa 4000 decessi (200 al giorno) e quindi prevederne addirittura 2500 in soli 4 giorni a primo impatto poteva sembrare un’ipotesi pessimistica e peggiorativa, ma in realtà considerava una tendenza che faceva diminuire molto i decessi  in modo percentuale ( e quindi migliorativa).
 
Ciò per dire che non si può prevedere con esattezza assoluta un dato, una precisa evoluzione, ma se si fanno le opportune valutazioni statistiche ci si può avvicinare.
 
Da considerare anche che il nostro sistema sanitario nei giorni scorsi è stato sottoposto ad una situazione difficilissima da affrontare e chiaramente in un frangente del genere riuscire ad essere efficaci nelle terapie dei ricoverati diventa un’impresa titanica, rischiosissima e da apprezzare e lodare in tutti i modi possibili.
 
Nei prossimi giorni pubblicheremo dei dati che evidenzieranno come il sistema Italia (in particolare quello sanitario) sia stato per ora uno dei migliori nell’affrontare l’emergenza Covid 19 .
 
Perché non abbiamo fatto una previsione a breve termine sui numeri dei contagiati e la abbiamo fatta sui decessi? Perché quello dei decessi è uno dei dati comunicati che meno risente di incognite e fluttuazioni.
 
Abbiamo affermato una cosa più intuitiva il 19 marzo: che il dato dei positivi è sottostimato, per via soprattutto dell’alta presenza di asintomatici, e le stesse nostre considerazioni sono state fatte ieri in un’intervista dal capo della Protezione Civile, Borrelli.
 
Ma, a nostro avviso, anche il dato dei contagiati, seppur sottostimato, è comunque un ottimo campione e la sua evoluzione è da ritenere non molto dissimile da quella  effettiva.
 
Abbiamo anche detto un altro post che i media ci parlano sovente di un picco, di un’evoluzione, ma a nostro avviso le evoluzioni e i picchi da analizzare sono diversi. Quindi non ci deve spaventare se ad esempio ieri i contagiati sono diminuiti per il terzo giorno consecutivo mentre i decessi sono invece aumentati rispetto al giorno precedente.. d’altronde i decessi sono successivi in linea temporale di qualche giorno rispetto ai contagi.
 
Quindi diciamo che è molto probabile che il picco del numero dei contagi si sia verificato ufficialmente il 21 marzo, o addirittura qualche giorno prima, visto che i tempi di acquisizione e comunicazione di dati non è immediata.            



IL PUNTO STATISTICO DOPO I DATI DEL 23 MARZO


coronavirus, 23 marzo, casi totali

DUE RONDINI FANNO PRIMAVERA?
 
Oggi facciamo un’analisi più “semplice” possibile dei grafici per consentire un po’ a tutti di comprendere l’evoluzione dei dati
 
I dati di ieri comunicati dalla Protezione Civile confermano la diminuzione sia del numero dei casi totali dei contagiati (grafico a sinistra) e sia del numero dei deceduti per il secondo giorno consecutivo.
 
Se guardate l’altezza delle colonne nel grafico dei casi totali (sempre quello di sinistra) vi accorgerete che è la prima volta che accade per due giorni consecutivi.
 
L’auspicio è che le altezze di quelle colonne diminuiscano man mano fino a diventare invisibili fra qualche settimana.
 
Chi ci segue da qualche giorno sa che la nostra attenzione è focalizzata soprattutto sugli incrementi percentuali. Che significa? Se troviamo un incremento percentuale giornaliero del 10 per cento significa che per ogni 100 contagiati che c’erano nel giorno precedente se ne sono aggiunti 10. Se troviamo un incremento percentuale dell’8 per cento vuol dire che per ogni 100 che c’erano il giorno prima se ne sono aggiunti “solo” 8 e quindi ovviamente la situazione è migliore.
 
Ieri 17 regioni su 20 hanno fatto segnare un incremento percentuale giornaliero minore ( e quindi migliore) rispetto al giorno precedente. Fanno eccezione Sardegna, Emilia Romagna ed Abruzzo.   
 
I nostri lettori sanno che noi abbiamo puntato costantemente l’attenzione su altri indicatori (gli incrementi percentuali a 3 e 5 giorni), che vengono usati molto raramente in statistica e ancor meno da giornali e siti internet in questi giorni.
 
In pratica utilizzano lo stesso ragionamento dell’incremento percentuale giornaliero ma facendo i calcoli a 3 e 5 giorni di distanza. Ebbene abbiamo notato una decrescita pressoché costante di questi valori sia per quanto riguarda i casi totali che per i decessi a partire dal periodo 10 – 12 marzo.
 
Nel grafico a destra potete vedere l’andamento dell’incremento percentuale a 3 giorni dei casi totali. Anche in questo caso l’auspicio è che quei numeri si avvicinino sempre di più allo zero e che le colonne ad un certo punto non abbiano più un’altezza, perché vorrà dire che l’ondata sarà finita.     





IL PUNTO STATISTICO DOPO I DATI DEL 22 MARZO



coronavirus, casi totali, incremento percentuale, inventa un film


QUANDO I NUMERI SONO DIVERSI… MA SONO UGUALI
 
Nella regione di Vattelappesca la mattina si registrano per un’epidemia 5 morti e 100 contagiati. il tasso di letalità è una frazione che ha al numeratore il numero di decessi e al denominatore il numero dei positivi… quindi nel caso della mattina a  Vattelappesca 5/100 = 0,05 = 5% .
 
Il governatore di quella regione decide di procedere a dei tamponi. Nella serata, per fortuna i decessi sono sempre 5 ma arrivano i risultati dei tamponi. Adesso i contagiati risultano 200 . Quindi nella serata il tasso di letalità diventa 5/200 = 0,025 = 2,5% .
 
Non ci interessa in questo momento sapere se quei tamponi siano stati fatti ad una determinata categoria sociale, oppure se siamo ad una fase iniziale o finale di quell’epidemia o quali saranno le decisioni successive del Governatore.
 
Quello che ci interessa sapere è che la situazione a Vattelappesca tra la mattina e la sera non è cambiata eppure il tasso di letalità è stato dimezzato.
 
Questo per asserire che ci sono sicuramente dei fattori che influenzano questo tasso, come l’anzianità della popolazione o magari l’ area geografica o altri elementi che verranno valutati con studi approfonditi, ma la maggior parte delle differenze che troviamo tra tassi di letalità soprattutto tra aree geografiche contigue o con le stesse caratteristiche di età tra la popolazione dipende semplicemente dal numero dei tamponi effettuati
 
Nella non lontana nazione di Vattelappeschen si registrano per la stessa epidemia una mattina 5 morti e 100 contagiati. Il tasso di letalità è anche qui quindi del 5/100 = 5% . Però poiché due erano malati di cuore , uno di diabete ed un altro di cancro si decide di escludere dal numero dei decessi dell’epidemia chi ha altre patologie. Quindi il tasso di letalità comunicato è 1/100 = 1%.
 
La differenza in questo caso sta nella comunicazione dei dati e chiaramente ognuno a livello soggettivo può decidere quale sia quella più opportuna da dare o da ricevere.
 
Veniamo ai grafici dei casi totali (contagiati + decessi + guariti) pubblicati oggi. A sinistra come la hanno “raccontata” in pratica tutti: un’ascesa, un picco da raggiungere e poi una discesa: speriamo che poi qualcuno aggiunga anche che anche in fase di discesa le precauzioni da prendere dovranno  essere sempre le stesse… anzi  magari si dovrà alzare ancora di più la guardia.
 
Noi invece abbiamo preferito “raccontarvela” nei giorni precedenti in modo diverso. Sentivamo serpeggiare nei post e nelle chat un’aria di ansia, dubbi sull’efficacia degli sforzi effettuati, incapacità di comprendere a volte soprattutto nei più giovani quel consiglio/imperativo di “restare a casa”.
 
Abbiamo utilizzato il grafico a destra quello degli incrementi percentuali a 5 giorni che vedevamo quasi sempre costantemente scendere: per far capire che quella era la strada giusta da seguire e che i risultati della consapevolezza, dell’attenzione, della responsabilità già man mano li stavamo raccogliendo .
Eppure i dati, i numeri… erano gli stessi, anche in questo caso cambiava solo il modo di analizzarli e comunicarli. 


IL PUNTO STATISTICO DOPO I DATI DEL 21 MARZO

coronavirus, inventa un film, decessi giornalieri, grafici

QUANDO ARRIVA IL PICCO?  MA QUALE PICCO? L’IMPORTANTE E’ LA FORMA DEL PICCO .
 
Si parla spesso di “picco” per il coronavirus, ma pensandoci bene ci sono diversi fasi che si può avere interesse ad  analizzare ed ognuna di queste ha evoluzioni e momenti temporali diversi.
 
Contagio (Giorno 0)
Primi sintomi ( Giorno 6 in media)
La Protezione Civile comunica i dati dei positivi (Giorno 15-20 in media).
Decessi
Ricoveri in ospedale.
 
Ognuna di queste situazioni ha un’evoluzione ed un picco. Quindi quale di questi  picchi stiamo aspettando?
Il picco del momento del contagio potrebbe essere già stato superato in tutte quelle zone soprattutto del centro e del sud Italia in cui si sono rispettati consigli e regole in questi 15 giorni di stretta e non ce ne saranno altri se si continueranno a rispettare. Il centro e il sud Italia sono le zone in tutta Europa  in cui le misure restrittive sono scattate prima e potrebbero essere “avvantaggiate”.
 
Chiaramente i dati statistici del momento del contagio e i relativi picchi si potranno  vedere con certezza  solo a ritroso.
 
Il dato dei contagiati comunicato dalla Protezione Civile giornalmente è un indicatore che non deve essere preso a sé stante ma deve essere arricchito da numerosissime ulteriori informazioni. Prime fra tutte il numero dei tamponi, le modalità in cui questi si fanno nelle varie regioni , le tempistiche diverse in cui vengono acquisiti i dati delle varie province. E’ inutile che aspettiamo quel picco: poco indicativo.
Un esempio banale. Se interrompessimo oggi i tamponi già avremmo raggiunto quel picco. Se continuassimo ad incrementarli ad oltranza, come sta avvenendo anche forse giustamente in questo periodo, troveremmo sempre più positivi asintomatici e paradossalmente quel picco potrebbe essere raggiunto addirittura dopo quello dei decessi.    
 
 
L’indicatore più sicuro da un punto di vista statistico in questo momento è quello dei decessi col Coronavirus . Lì il picco in Italia ancora purtroppo non si è registrato ( il grafico a sinistra mostra il numero dei decessi giorno per giorno in Italia)
 
L’importante è comunque la forma dei picchi.
 
E’ augurabile sia analizzando i dati nazionali che quelli locali che i grafici sia dei contagi e sia dei decessi  abbiano un andamento come una collina e non picchi con pendenze improvvise.
 
Gli incrementi percentuali, su cui noi stiamo insistendo nelle analisi in questo periodo, misurano quindi le pendenze di questi andamenti e quando non li vediamo schizzare in alto dobbiamo tirare un sospiro di sollievo (Nel grafico a destra gli incrementi percentuali giornalieri dei decessi in Italia)            
 


IL PUNTO STATISTICO DOPO I DATI DEL 20 MARZO
 
CORONAVIRUS: LE NOSTRE PROIEZIONI IN BASE AI DATI GIA’ REGISTRATI
 
PROIEZIONE: QUANDO FINIRA’?
 
Uno dei dati statistici più importanti da tenere in osservazione sono gli incrementi in percentuale del totale dei casi totali e dei  decessi .
 
In pratica più questi dati tendono  a scendere e più la situazione in prospettiva migliora.

Quando si arriverà a 0 vuol dire che l’ondata sarà finita.
 
Come potete vedere dalle nostre tabelle calcolate sugli incrementi percentuali  dei casi e dei decessi “negli ultimi 5 giorni” la situazione si sta evolvendo costantemente in modo positivo, almeno da questo punto di vista.
 
A nostro avviso, in base ai dati riportati, per fine aprile in Italia si dovrebbe avere una situazione come è quella che attualmente c’è in Cina con numeri di decessi e contagi a zero o prossimi allo zero.
 
PROIEZIONE: CI SARANNO ANCORA MOLTI DECESSI?

Purtroppo per tutto il mese di marzo ci saranno ancora molti decessi al giorno.
 
In particolare la nostra proiezione ad oggi per il 24 marzo è del raggiungimento di un numero totale di circa 6500 decessi, tenendo conto naturalmente del trend, di altri calcoli  e supponendo che l’efficacia delle terapie sia pari a quella finora registrata.  
 
 
NOTIZIA CERTA IN BASE AI DATI  REGISTRATI
 
Se il trend dei decessi fosse stato quello tra i 4 e l 9 marzo i decessi totali sarebbero stati 37612 al giorno 24 marzo.
 
Ciò significa che le misure restrittive finora adottate e il senso di responsabilità dimostrato dalla maggior parte degli Italiani hanno già contribuito a salvare la vita ad almeno 30000 connazionali.
 
Restare a casa e rispettare le regole è servito e servirà ancora.



IL PUNTO STATISTICO DOPO I DATI DEL 19 MARZO
 
ANDRA’ “QUALCOSA” BENE? QUALCHE DATO STATISTICO AL MOMENTO E’ CONFORTANTE
PERCHE’ IERI C’E’ STATA UN’IMPENNATA NEL DATO DEGLI “ATTUALMENTE POSITIVI”?
PERCHE’ IN LOMBARDIA IL TASSO DI LETALITA’ E’ MAGGIORE CHE IN ALTRE ZONE?
 
 
Come abbiamo già detto ripetutamente quelli che a nostro avviso sono i dati statistici da tenere sotto osservazione sono gli incrementi percentuali giornalieri sia per quanto riguarda i contagi e sia per quanto riguarda i decessi.
 
Come potete vedere chiaramente dalle tabelle nell’articolo questi sono numeri che da qualche giorno danno segnali molto più confortanti rispetto a quelli di una o due settimane fa.
 
Ci rendiamo conto che è difficile far capire che avere centinaia di morti al giorno sia una buona notizia o che trovare il 10 per cento di respiratori in più ogni giorno sia un motivo che possa farci sorridere.
 
Però se i numeri degli incrementi percentuali continuano ad abbassarsi con questo ritmo a breve inizieranno anche a scendere i numeri “in senso assoluto” dei decessi e dei contagi.
 
Poiché i dati da cui attingiamo sono quelli comunicati alla Protezione Civile e ci rendiamo conto che non sempre possano arrivare dalle sedi periferiche con la stessa tempistica e la stessa esattezza abbiamo inserito altre due tabelle: quelle che calcolano gli incrementi percentuali di ogni singola data rispetto alla situazione dei tre e dei cinque giorni precedenti.
 
In questo modo auspichiamo che si possa cogliere meglio ancora la tendenza che anche in questo caso come potete leggere fino ad oggi è confortante.
 
Perché ieri, nella giornata del 19 marzo, c’è stata un’impennata nel dato dei nuovi contagi e quindi degli  “attualmente positivi” che oltre all’opinione pubblica ha “sconvolto” la maggior parte dei modelli di previsione fatti prima dagli esperti?
 
Diverse sono state le risposte… la nostra è la più semplice possibile: è aumentato il numero dei nuovi contagi perché si sono fatti più tamponi:
 
18 marzo:  16884… 19 marzo: 17236… mentre ad esempio il 17 marzo sono stati 10695 e il 10 marzo 6935.  Chiaramente l’aumento in una giornata del numero dei tamponi del 50 x cento va ad incidere anche sulla numerosità dei contagi calcolati.
 
La domanda che ci dovremmo porre è … perché è stato aumentato così sensibilmente il numero dei tamponi effettuato? 
 
Chissà.. magari perché il nostro sistema è diventato più efficiente e mentre qualche settimana fa faticava a farne 5000 ora ne fa quasi 20000 (notizia positiva)… oppure  perché più di qualche regione ha esteso il proprio campo di azione facendolo magari anche ad asintomatici (notizia positiva)… oppure ancora perché in più zone d’Italia sono aumentate improvvisamente le persone con sintomi (notizia negativa).
 
Chiaramente la prospettiva cambia a seconda di quali fattori abbiano inciso di più sull’aumento di questi tamponi avvenuto negli ultimi giorni.
 
Una cosa è certa: in tutta Italia e in particolare in alcune zone il numero dei positivi, purtroppo, è di gran lunga superiore di quello che traspare dai comunicati.
 
In alcune zone forse anche 4 o 5 volte superiore. Perché con il metodo con cui si è agito nella stragrande maggioranza delle zone fino a qualche giorno fa (Vò Euganeo forse è una delle poche eccezioni)  sono stati pochissimi i tamponi fatti agli asintomatici.
A questo punto dal punto di vista statistico forse ha meno senso di parlare delle curve di contagi e addirittura di eventuali picchi e la nostra attenzione maggiore dovrebbe vertere di più sui dati dei decessi che sono oggettivi.
  
Veniamo all’ultimo interrogativo: perché in Lombardia il tasso di letalità è maggiore? Non sembra esserci una differenza di virus come ha detto più volte la maggior parte dei virologi.
 
Quindi, visto che il tasso di letalità è una frazione che ha al numeratore il numero di decessi e al denominatore il numero dei positivi,  la risposta è che il tasso risulta alto perché il tampone viene fatto solo su pazienti da Coronavirus che manifestano un’infezione sintomatica. In pratica , come detto prima, perché il numero dei positivi è sottostimato.              
   
 
IL PUNTO STATISTICO DOPO I DATI DEL 18 MARZO
   
 
C’è qualche notizia positiva nei dati di ieri? 

Ma serve davvero stare a casa? Sì. 10 giorni nostri a casa hanno già salvato quasi 10000 persone in Italia dalla morte.
 
 
Apparentemente il dato favorevole dei dati comunicati ieri a livello nazionale è la diminuzione dell’incremento degli “attualmente positivi” sceso da 2989 del 17 marzo a 2648 del 18 marzo.
 
Questo è stato possibile nonostante un leggero incremento della percentuale giornaliera di casi totali   (+ 13.5 contro il + 12,6 del giorno precedente) in virtù dell’elevato numero di dimessi e guariti (+ 1084 in una sola giornata).
 
Ma il dato più confortante è stato a nostro avviso il fatto che non ci sia stata un’impennata del trend giornaliero  nonostante  l’incremento dei tamponi negli ultimi giorni (10695 il 17 marzo e 16884 il 18 marzo… prima del 7 marzo se ne facevano meno di 5000 al giorno).
 
La notizia positiva e indiscutibile è la forte diminuzione degli incrementi percentuali a 3 giorni che c’è da qualche periodo sia nel numero dei casi totali che dei decessi. Potete vedere le tabelle nell’articolo .
 
Qualcuno si chiede: “Serve davvero stare a casa? Ogni giorno sembra un bollettino di guerra nonostante i nostri sforzi! Centinaia di morti al giorno. Ieri siamo arrivati a 2978”
 
Sì serve!! Leggete la tabella dell’incremento percentuale dei deceduti che si sta abbassando.  Il 10 marzo era 170,82 ora è 64, 62. Che significa? Che se il trend fosse stato quello avuto dal 7 al 10 marzo i morti in Italia per Coronavirus ora sarebbero 12533. Restiamo a casa!      

 

IL PUNTO STATISTICO DOPO I DATI DEL 17 MARZO


E SE IL PICCO FOSSE STATO GIA’ RAGGIUNTO? E’ POSSIBILE.

E SE TARDASSE AD ARRIVARE NON SAREBBE DA CONSIDERARE PER FORZA UN SEGNALE NEGATIVO
Per farla semplice:  se l’aumento percentuale dei casi totali di Coronavirus in Italia lunedì 16 marzo è stato circa del 13% e se il giorno dopo martedì 17 marzo è stato del 12% si potrebbe presupporre che mercoledì 18 marzo potremmo averlo dell’11%..... se appunto il trend è lo stesso!
Se fosse dell’11% che succederebbe? L’11 per cento di 31506 (i casi totali di martedì) è 3466, che è un numero inferiore a 3526 (il numero dell’aumento dei casi totali di martedì) .
Ciò vuol dire che si è raggiunto il famoso “picco”.  Chiaramente ciò  potrebbe non succedere per una controtendenza . D’altronde, se si guarda il dato storico degli incrementi percentuali dei casi, non ci sono mai stati tre giorni consecutivi con la medesima identica tendenza.
Ma anche se il picco tardasse ad arrivare non per forza sarebbe da considerare un segnale negativo. L’aumento dei casi infatti dipende da diversi fattori tra cui anche il numero di tamponi effettuati. Chiaramente se per esempio ogni regione decidesse un giorno diverso di fare tamponi di massa  ( e potrebbe essere come vedremo nei prossimi giorni anche auspicabile) il numero dei casi crescerebbe ma magari ci aiuterebbe ad avere  una situazione più sotto controllo e ancor di più a frenare  il contagio : per questo  il “picco” tanto aspettato  non è  il solo  indicatore di cui tenere conto.
Sicuramente… e questo è un dato certo… il distanziamento sociale, le regole restrittive, la consapevolezza e il senso di responsabilità della maggior parte degli Italiani stanno già facendo il loro effetto. E che effetto! Basta vedere le tabelle con le variazioni percentuali ad intervalli di 3 e 5 giorni che abbiamo pubblicato. Se si continuerà  in questo modo , senza abbassare la guardia , più passeranno i giorni e più vedremo i risultati anche sui numeri “assoluti”. Ma sia chiaro:  il “restiamo a casa” ha già ora evitato migliaia e migliaia di casi e salvato centinaia e centinaia di vite .    
 

 

   

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